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Ho finito "Californication". Prima stagione.
Hank vive a L.A.
Da solo, in un grande appartamento.
E' un padre single di un'adolescente con look dark e amore per il rock.
L' ex compagna, di cui Hank è ancora innamorato, vive con un altro.
Hank fa lo scrittore. In crisi creativa. Scrive pure su un blog. Solo su un blog. Scrive. Ogni tanto.
Si stordisce di alcool, occasionali droghe, occasionali rapporti.
Il suo obiettivo finale è riconquistare l'amata.
Hank è egocentrico, cinico, però ha cuore e talento. E ci prova, ad essere un buon padre e a cercare di riconquistare lei, fra errori, sincerità e sbronze.
D.Duchovny sembra nato per interpretare questo ruolo.
Ho finito "Weeds". Terza stagione.
Nancy vive nei sobborghi di L.A. (Agrestic/Majestic sono nomi fittizi di suburbs).
In una "little box", casette tutte uguali, come recita la meravigliosa sigla d'apertura, un mantra contro il vivere borghese, insieme a due figli problematici e un cognato completamente suonato e inadatto al ruolo.
E' vedova. Il marito ha avuto un infarto.
Nancy fa la spacciatrice di marjuana per mandare avanti la famiglia.
Non consuma, vende. Ed è pure brava nel suo nuovo lavoro.
Il suo obiettivo è andare avanti. Districandosi fra problemi sempre nuovi, gangsters, partner che fumano troppo, amiche non cosi' amiche e amanti "spot". E ci prova, ad essere una buona madre, fra errori, difficolta' e sbirri alle calcagna.
M.L.Parker è bellissima e bravissima.
Sono due serie politicamente scorrette, piene di "fuck", sesso perché no e dipendenze assortite.
Black comedy, dovrebbe essere il termine appropriato.
Se le fanno in tivu', dateci un occhio. Ne vale la pena. "Californication" è troppo cool e la fara' Sky (presumo) mentre mi dicono che "Weeds" è sul satellite, ma con programmazione saltellante e orari folli (immagino, c'è gente che fuma dei bong nella serie).
A meno che non siate troppo perbenisti (in entrambe le serie ci sono alcool, droghe e opinioni non esattamente positive sulle religioni) o troppo assuefatti alle produzioni italiche.
Il giorno che in Italia produrranno una serie cosi', anziché l'ennesimo posto al sole davanti al distretto di polizia, smetto di bere e di fumare. Lo giuro.
Californication è super, ma il finale non mi ha convinto. La seconda serie dovrebbe arrivare in estate negi Us.
Weeds è straordinario. L'ultimo episodio è quasi iconografia. Pare ci sarà una quarta stagione.
(ci sarebbe un discorso "qualitativo" da fare sulle stagioni dei serial, ma non ne ho voglia per ora).
…e in un mondo di serialità tivvi' perfetto, Hank e Nancy sarebbero la coppia perfetta.
Ma questo è un mio trip, alquanto arbitrario per di piu'…
The Decemberists - Little Boxes (Mp3)
(via Junkiepop)
Boom
Jack, once again.
E fanno sette....
(attenzione, il link sopra contiene una SUPER bomba/anticipazione sulla settima stagione di "24")
Previously on.....

Season One (new!): scrittore in crisi fra sesso e relazioni.
Season Two: sempre più eroi e serial killer con coscienza.
Season Three: vedova in "erba" e fratellini "on the run".
(post in attesa di "visioni")
"I’m something new interely with my own set of rules. I’m Dexter."
Dexter è un ematologo (chi si occupa del sangue sulle scene di un delitto) della polizia di Miami con un piccolo problema.
E' un serial killer.
Con un "codice", lascito del padre adottivo, per cui uccide solo i "veri" cattivi, sfruttando anche il suo lavoro/copertura nella polizia per trovare le prove della colpevolezza dei suoi "bersagli".
Ho finito la prima serie.
Probabilmente una delle migliori serie che abbia mai visto. Roba da "Top 3".
Una bella crime story filtrata spesso da un ironia “raggelante” e mescolata alla storia personale del nostro eroe, alle sue relazioni con i colleghi, la sorella pure collega e la fidanzata con prole al seguito.
Sceneggiatura quasi di ferro, un bel po' di sangue, ovviamente dato il doppio lavoro del protagonista, ottima realizzazione e Michael C.Hall è molto bravo (ma si sapeva fosse bravo dai tempi della Fischer family) a rendere la dicotomia del personaggio.
“...it’s time to pull up my mask.”
Ecco, Dexter usa una maschera per proteggere la sua vera vita.
Per nascondersi ma anche per non ferire le persone che gli gravitano intorno, nella sua vita “normale”. Ed è qua, fra presunzione di normalità e maschere da indossare, che vive l’idea portante della serie.
Fra contraddizioni e dubbi, fra mostrare e nascondersi. Fra sopravvivere per non morire del tutto. Dentro.
E con confini fra verità e moralità a volte difficili da attraversare.
Una vita da nascondere, pagandone il prezzo quotidianamente. Ed emotivamente.
Il (o la) production designer di Dexter si chiama Brandy Alexander, come una canzone di Feist. Ma questa è solo una, mia, curiosità.
Dexter ricomincia la sua doppia vita il 30 settembre. Visto il trailer della seconda stagione, si aspettano grandi cose.
(Inoltre, a proposito di tv shows, menù autunnale:
Prison Break è ripartito con la terza stagione, lunedi' sera.
Heroes, la serie con Hiro, proporrà nuovi eroi a partire dal prossimo lunedì 24.
Weeds, con la sua eccellente produzione di foglioline, è alla terza stagione, attualmente “on air”. Su questo sono un po’ in ritardo, ma c’è già il “calendario” per il recupero.
(info su Dexter e Weeds, qui.)
Per ora penso possa bastare. Un autunno pieno di cosette.
Salvo eventuali novità...