appunti, senza filo conduttore
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visitato *loading* volte
Fottere tutto e naufragare.
Mettere gli stivali e farli andare.
Correre per non arrivare.
Amare il rogo. Amare il suo bruciare.
(il disco dei Baustelle, è molto bello).
Questo blog finisce qui.
Forse cambia forma e sostanza, non si sa ancora.
Nel caso, faccio sapere.
In caso di astinenza dai miei mood e pure antimood, un pò di metadone, sotto forma di tumblr.
Grazie a tutti.
Gonzales: Meischeid (Mp3)
Ogni tentativo di scrivere due righe adeguate per quello che è successo una settimana fa ad un amico, si schianta contro l'inadeguatezza ad esprimere le sensazioni, senza scadere nel patetico o nel pietismo.
Però in questo trascurato blog, per motivi futili e personali, devo mettere qualcosa.
Mettiamola videoludicamente.
E’ come se al mio uomo grosso avessero, all'improvviso, messo davanti uno dei suoi amati videogiochi.
Stranamente, un videgioco che gira su una piattaforma che non pensava manco esistesse.
Un videogioco costruito al contrario. Anzichè trovarlo all'ultimo livello, dopo avere superato vari ostacoli, il temibile e subdolo BOSS, l'ha dovuto affrontare subito. Senza essere preparato. Una rogna, poi, il resto della partita. E’ dovuto partire dalla fine, quindi. Dal muro più alto, dal pericolo più impegnativo.
E l'ha sconfitto, il subdolo, rognoso, maledetto Boss. Con caparbietà e la sua solita abilità da giocatore esperto.
Bravo.
Fatto questo, può giocare più sereno.
Ti aspettiamo all’uscita vittoriosa dopo l'ultimo muro.

Non andrebbe nemmeno scritto né pubblicato, dato che è aprioristicamente pregiudiziale, imballato di astio verso i cantanti italiani à là festivàl, snobismo e quant'altro, incluso "è facile attaccare o fare bassa ironia, ma hanno ragione loro che fa tanta audience". No, non è vero. E poi me ne frego e non ho resistito.
Ecco, a ruota di tutti i mezzi di comunicazione, la roba che ci sarà al festival.
Quale festival non è necessario specificare, poiché, nella percezione p.o.p.o.l.a.r.e. , esiste solo un festival. No, non del cinema.
E.BENNATO Grande sud (grande mossa per avere un altro brano con cui piangere lacrime napulitane e rompere i maroni con la classicità della canzone partenopea? Che palle)
L. BERTÈ Musica e parole (e barbiturici no? Ah, gia' provati ? Nessun effetto? Donna fortunata, Si attendono bloggers scatenate per il sicuramente sobrio look della signora)
S.CAMMARIERE L'amore non si spiega (non mi spiego neanche perché uno che tutti definiscono bravo, abbia, per la seconda volta, mi pare, bisogno di andare là. Forse perché è bravo solo là?)
T.CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia (no, davvero. Non so se piangere o ridere. Ho letto che ha grande successo nei paesi dell'est europa. Non era meglio se restava a Tallin a cantare, con tutto il rispetto per i talliniani?)
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine (senza parole, davvero. Cioè se Gio', che non voglio nemmeno vedere in foto, vende più delle già sicure cinquanta copie ai suoi parenti, mi sa che è finita, musicalmente parlando, nazionalmente parlando. O è già finita da un pezzo?).
FINLEY Ricordi (ricordi, quando le boy band battevano solamente bandiera Brit o Us? Forse era meglio?)
FRANKIE HI NRG Rivoluzione (cantare di rivoluzione su quel palco è come....se il Dalai Lama intervenisse alla cena annuale della NRA-national rifle association?) (*)
M.GAZZÈ Il solito sesso (il solito pezzo?)
G.GRIGNANI Cammina nel sole (ora, capisco che GG abbia avuto un improvviso ritorno di popolarità grazie alla coverizzata pausinata del viaggio ha senso soooolo, ma doveva proprio tornare lui, perdipiu' a camminare nel sole ? Certi "viaggi" non finiscono. Mai)
L'AURA Basta! (davvero, basta, non se ne può piu')
LITTLE TONY Non finisce qui (peccato, se era per me, per te era finita da un pezzo)
P.MENEGUZZI Grande (grazie. Ma chi è P.Meneguzzi? Ah, questo. Ommioddio...)
MIETTA Baciami adesso (no, grazie che poi mi tocca doverti ispirare altri trecento brani di insopportabile cuoresoleamore)
A.MINGHI Cammina cammina (poi mettiti a correre e arriva fuori dal paese, dove potrai sfogare i tuoi istinti repressi di amante incompreso. Se poi ha ancora i capelli cosi' , be'...)
F.MORO Eppure mi hai cambiato la vita (tu non me la cambi di sicuro, anche se non so chi sei).
A.TATANGELO Il mio amico (il mio, quello che segue i gossip, dice che sei quella che si scopa il ggiggi-nazzionaledaromaingiu'. A posto così, il conto grazie).
TIROMANCINO Il rubacuori (mi sei sempre stato poco simpatico, probabilmente lo sarai ancora meno)
TRICARICO Vita tranquilla (il tipo è quello di francesco. Che ogni volta che la sentivo in giro, buongiornobuongiorno, volevo commettere un omicidio. Troppo pericoloso, non se n'è fatto niente).
M.VENUTI A ferro e fuoco (a ferro e fuoco!!!)
M.ZARRILLO L'ultimo film insieme (ci mancava un'altra galoppata romantica da sfigato di borgata. Evvai).
Presentera' l'imbalsamato, onnipresente pippuzzo italico, perfetto monumento ambulante dello stato dell'arte/tivu'/musica/paese.
Bene. Io non lo guardo. Manco con gli spilli nelle palpebre. Pero' per chi vuole ci saranno le solite ottomila serate piene di buoni sentimenti, sviolinate e arrangiamenti sviolinanti (che io poi il violino l'adoro, eppero c'è modo e modo, suvvia), il solito "crescendo" tricolore di batteria (sempre uguale da vent'anni circa, pum,pumpamm,trammm,bambam-barabamm,crashcrash,tumtum) e i magici testi contenenti amoresolemarecuoreanimabellalacrime e anche noivoivorrailasciatoperchèunicasensazioneancoradinoi.
(sono cattivo ? ma nemmeno troppo forse. sono contro QUESTA musica italiana?, sono stronzo anche. Un pò. Si', si', si')
Bonus: qui anche la composizione della commissione che ha scelto i brani.
Bonus bis: Gio' non voglio davvero sapere chi è, ma Lola è questa. Direi, 'na Shakira de'noartri, pero' meno figa.
(*) = una specie di metafora al contrario. Il Dalai Lama parlerebbe di pace davanti a gente che crede nel motto "una persona, un'arma". Di meglio, per ora non mi è venuto. Si accettano suggerimenti riparatori.
38. Anni di passaggio.

(questo post è gemellato con lei. Auguri a me, regali e buon non compleanno a te. Grazie)
In t'là bùsa à ghè un Tumblr.
Il nuovo (l'unico a dire il vero) side-project del postoperscriverCI.
Facile da usare, divertente da aggiornare e perfettamente inutile per le sorti dell'umanità.
Esagerando.
(cus'el un Tumblr ?Qua).
A new blog in town.
Il primo post è una sicura dichiarazione d'intenti e rock'n'roll.
Vita, incassi, umori e scazzi del nostro uomo a Milano.
On air, Forever Beer.
Imperdibile.


Forse la situazione del paesello non peggiorerà dopo il fatto dello sparo in autostrada.
Forse sì.
Forse aggiungerà materiale per la dietrologia e produrrà qualche slogan a presa rapida ma dubbia utilità pratica.
Forse sarà solo l'ennesima domenica "emotiva".
Forse scatteranno rappresaglie infinite in una lotta infinita.
Azzardo che il calcio c'entra fino a un certo punto e comunque di questo punto ne avevo già parlato.
E che sicuramente parecchi "soloni" che sproloquiano di tuttologia dovrebbero mettersi un fazzoletto imbevuto di benzina in bocca e poi accendere allegramente. Soprattutto quelli televisivi, con contorno di fregnacce spettacolari che sputano dal tubo catodico con facce trasudanti tristezza e lingua pronta per la prossima rissa verbale sul rigore inesistente che infiammerà gli animi imperfetti.
Personalmente, non riesco ad uscire da una connessione di immagini che riempio di significato arbitrario.
Dovrebbe essere un'allegoria, ma la mia ignoranza impera.
La prima immagine la catturano i miei occhi assonnati di domenica mattina che trasaliscono un po', notando nella passeggiata verso il caffè, simpatici cartelloni pubblicitari che annunciano la nascita di un nuovo partito e la possibilità di aderirvi pure on-line.
E' arrivata la nuova destra, con una specie di fiamma in mezzo al blu e sicuramente col cazzo duro. O incazzosi, cambia poco.
Poi il fattaccio di domenica. E gli scontri serali. Leggendone un po' in rete, penso all'immagine mattutina, vedo le immagini serali. E viceversa.
Connessioni arbitrarie.
Precisando che no, la sicurezza non è un problema né di destra né di sinistra e, sì, sono un sociopatico qualunquista.
A parte questo, casualità e coincidenze. Anche l'altra volta dovevamo andare in trasferta.
Sempre in Veneto, sempre saltato.
E' la ruota che gira. E' il serpente che si morde la coda ?
(qui, il mio post, sull'altra volta)
Negli ultimi due anni, nella zona dove lavoro, sono spuntate rotonde, rotondine e rotatorie, come funghi in un sottobosco durante un piovoso ottobre.
Per misteriosi ragioni evidentemente non previste dagli autori delle planimetrie stradali, pare si chiamino "traffic-manager", questi anelli di asfalto, sommariamente abbelliti da piante nate morte da ossido perenne, o curiosi monumenti ai prodotti ceramici della zona, o solo curiosi monumenti, portano qualche snellimneto del traffico, qualche aumento del traffico e molti disagi per particolari categorie di utenti della strada.
Ciclisti extracomunitari che sbandano, ondeggiano e zigzagano a volte con troppa disinvoltura, a volte con poca cautela, su biciclette spesso malandate, a volte senza alcun tipo di segnalatore (leggi: fanalino) in mezzo alle miriadi di suv, utilitarie, station wagon, furgoncini, camionette e doblo' che intasano le viuzze.
Camionisti stranieri, specialmnnte con targa di provenienza est europea e camion assolutamente fuori da tutte le norme sulle emissioni di gas nocivi.
Costoro, si perdono letteralmente fra girandole, viadotti, circumnavigazioni e nuove deviazioni. Le imprecazioni in lingua romena, slovena, lituana, kazaka, serba e croata si sprecano. Come si sprecano le emissioni di cui sopra.
A volte gli autisti (che non conoscono una parola in un altro linguaggio non sia il loro idioma puro) si concedono soste in mezzo alle code o sulle discese verso nuove rotonde. Scendono, chiedono al primo autista disponibile, sperando, fra un gesto e una parola in dialetto, di capire se la svolta è a destra o a sinistra.
E poi, le persone anziane. Quelle che magari si svegliano al mattino e dicono "Andàm a magnèr da Gino" e partono, fanno i cinquanta all'ora, rispettano tutto. Pero' non ricordano bene la via dove abita Gino, sbagliano curva, et voilà, si ritrovano impastoiati in mezzo a noi pendolari routinanti, camioni sloveni bestemmianti e umanità lavorativa su quattro ruote di vario livello.
E poi trovano davanti una rotonda che "dù' meis fa' an gh'era mia…".
Gia' una volta ebbi occasione di vedere una super gag compiuta da un anziano automobilista.
Oggi, il replay. In meglio.
Alla rotonda numero due, nel tragitto piscina-lavoro della pausa pranzo, un'ottima macchinetta azzurina, in arrivo prende la rotonda a sinistra anziché a destra. Io, primo della mia corsia di ingresso, vedo tutto. I due settantenni si accorgono subito dell'errore e mi passano davanti con, ENTRAMBI e entrambe, le mani alzate. Non so con cosa guidasse l'anzianotto alla guida, ma di sicuro hanno fatto tutta la rotonda contromano. Io guardavo e ridevo.
Volevo applaudire, scendere e abbracciarli.
Ma il solito stronzo con un appuntamento irrinunciabile ha iniziato a suonare il clacson e allora si è dovuto andare.