appunti, senza filo conduttore
federicoAS in Fottere tutto e nauf...
lExLex in Fottere tutto e nauf...
lExLex in Fottere tutto e nauf...
limiteditollero in Fottere tutto e nauf...
gingertea in Fottere tutto e nauf...
nishtha in Fottere tutto e nauf...
attimo in Fottere tutto e nauf...
onanrecords in Fottere tutto e nauf...
limiteditollero in (questo post non con...
Ci@LastFM
Ci@Tumblr
Federico AS
Forever Beer
ilboss
Inkiostro
Insegna provvisoria
Junkiepop
Milnyc
Onan Rec.
Perrrrmachiara
Personaggi Precari
Pregiudizi cinematografici
Sciampagne!
Tangerine
TogaTogaToga
Nada Surf
"Lucky"
Soulwax
"Remixes"
Bad Plus
"Prog"
Jonathan Carroll
"Ossi di luna"
Pushing Daisies
Mp3 links posted on this site are for evaluation purposes only. Buy the CDs or support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, write me .
visitato *loading* volte
(questo post non contiene spoiler, basta non aprire i link. Quindi, per chi è zuccone, se non hai visto "Cloverfield" non aprire i link).
Dopo avere rotto i maroni a tutti con la faccenda del mostro grosso, ieri sera ho visto il film col mostro grosso.
A me è piaciuto. E' un film giusto. E' un film insieme furbo e intelligente.
Giusto, perchè dà quello che promette. Un "disaster movie" con camera traballante, un'idea portante ben riuscita, qualche riferimento al cinema e all'attualità, divertente con una puntina di disturbante, furbo perchè gioca con lo spettatore, vincendo.
Poi, qualcuno è uscito alla fine del primo tempo, magari non si aspettava un film con un mostro, anche se c'erano indizi. Poi, qualcuno ha detto che queste cose funzionano solo in Us.
Come scriveva Teo, di là funziona, qua pare meno, forse perchè il veicolo pubblicitario maggiore è stata la rete, con enorme hype forse "di nicchia". **
Una curiosità distributiva. Stranamente, nella città canarina, il film non è in programmazione. *
Da noi funziona solo Moccia?
E con questa domanda esagerata, seppur molto triste, mi guardo il nuovo Lost.
J.J. Abrams, tranquillo, da queste parti ti si vuole un bel pò di bene.
(*) la faccenda del "funziona" sarà da verificare nel Box Office di lunedì.
(**) pare che la cosa virale continui a esistere.
Ogni tanto bisogna fare degli errori.
Anche se tante vocine spaventate, provano a tirarti per i capelli urlando dentro "No! ti prego, evita, dai, per favore, no!".
Per capire se la direzione intrapresa è giusta, per vedere di confutare ataviche certezze.
Orbene, non seguire il cinema italiano è giusto poichè sono sempre certo che è un brutto cinema, se "Bianco e nero" ne è sua espressione.
Magari qualche opera minore, diretta da qualche regista sconosciuto, senza attori (attori?) famosi, meriterebbe. Ma nella pianura nebbiosiella di gennaio questo passa.
La trama è semplice e conosciuta. Tratta di corna a sfondo "melting pot". Lui bianco, lei nera.
Se l'obiettivo era stimolare una discussione sul razzismo, applaudo l'obiettivo alto che però non viene raggiunto, mai. Colpa di una sceneggiautra bassissima, piena di clichè narrativi, battutine, ammiccamenti, dialoghi piatti e situazioni scontate che non stimolano altro che un senso di già sentito e già visto stucchevole e annoiante. Con i bambini che dicono "la verità" e con bonus di piroetta narrativa finale.
Se l'obiettivo era una commedia a sfondo sociale, l'obiettivo non viene raggiunto, perchè si ride mai e si sorride poco, fra momenti di puro avanspettacolo, i soliti bambini e i cari personaggi sfigati ma simpatici.
La storia non decolla, non è avvincente, non è calibrata.
Colpa di attori (attori?) che non funzionano, sia come "chimica", sia come capacità recitative.
Leggi pure: l'ex di nonèlarai dovrebbe restare a casa, il deejay/scrittore/presentatore dovrebbe sfornare un libro uguale all'altro tutti i mesi e amen.
Colpa soprattutto di una regia inaccettabile.
A parte l'odore sgradevole di polpettone televisivo da prima serata che emana la pellicola, l'uso della telecamera è quantomeno discutibile.
Per dirne una, la cornificata non viene mai inquadrata frontalmente durante la sfuriata col marito fedifrago. Presumo che o l'attrice non sa recitare o tu, regista, non sei capace, per dirne una. O tutte e due.
Inoltre, scene orribili, come l'incontro amoroso fra i due che non è neanche per una frazione di secondo credibile, oppure la scena dove per evidenziare la possibilità che la diversità funzioni, i due piccioncini si fanno il bagno nella fontana di trevi.
Ragazza senegalese vs. Anitona felliniana.
Le risate. E basta con gli omaggi ai "grandimaestridelcinemadenoartri"!
E un carrellone finale di una bruttezza assoluta.
Brutto, davvero.
Fossi solo io a pensarla così, va bè. Eppure una coperta di noia è scesa lentamente sulla platea. Signora al mio fianco inclusa, passata dall'entusiasmo da tiggì "Dicono sia bello", al doversi quasi giustificare con la compagna di visione con un sussurrato "Ci sono alcune belle cose...".
Anche no.
Però ci sono un sacco di statue africane. In interni.
Ps.: come antipasto al film, hanno proiettato il trailer di questo. Esce a S.Valentino, diretto da Muccino Jr. tratto dal romanzo scritto dallo stesso a quattro mani con un'altra tipa. Paura. Vera paura.
Pensieri volanti dopo l'annuncio dei vincitori ai Golden Globes.
Espiazione ? Non che sia brutto, anzi. Però, visti gli altri...
Ogni volta che fa un film D.D.Lewis vince, o dovrebbe vincere. Miglior attore del decennio?
"Juno". Incassa bene, se ne parla bene, ma non vince nulla. Un ribaltone ?
Se non vinceva Cate "Dylan version", era un insulto personale.
Se J.Bardem è davvero più bravo di C.Affleck (anche se il ruolo aiuta, giudicando dal personaggio nel libro) deve essere proprio un'interpretazione mostruosa.
Anche miglior sceneggiatura per il film dei Coen. E ancora un mese di attesa.
Il "topo cocinero" vince a mani basse. Ovunque.
"Lo scafandro e la farfalla" vince anche qui. Grande attesa, bis.
Miglior canzone, Eddie Vedder. Grazie.
Devo proprio recuperare "Mad Men" ?
Troppe produzioni televisive interessanti e così poco tempo per seguirle tutte.
A proposito, hurrà per David "Californication" Duchovny.
E peccato per Nancy che non ce la fa, ma resta la mia preferita.
I vincitori e quant'altro, qui.
Il film con la storia nel trailer è una delusione totale.
(se non sai niente di "Io sono leggenda", non leggere)
E’un riadattamento di un famoso romanzo, dove il "Re Mida” di Hollywood, interpreta l’ultimo uomo sopravvissuto a un’epidemia che ha sterminato l’umanità e generato una nuova specie di vampiri che si muovono, come da manuale di Bram Stoker, solo di notte.
Il nostro si trova a gironzolare per la città durante il giorno, con l’unica compagnia di un cane lupo femmina e di notte si barrica nel suo appartamento, aspettando l’alba di un altro giorno solitario, cercando nel contempo di provare disperatamente a creare un vaccino contro l’epidemia.
La materia sarebbe interessante, la ricostruzione di Manahttan è molto bella. Nonostante questo, il film è vuoto e privo di spessore emotivo e con poche emozioni, a meno che non si intendano “emozioni” le porte che sbattono e i rumori che sorprendono, ma neanche più di tanto.
Colpa di un grave peccato di impostazione. Il tentativo di creare tensione, ansia e empatia con il personaggio si perde implacabilmente, sotterrato da continui flashback, utili a mostrare il “prima”, completamente inutili per creare atmosfera e pathos.
Forse era meglio una bella voce fuori campo o una narrazione lineare prima di arrivare al solito finalone che, a sorpresa, non è neanche male, incluso bonus psicologico "scienza vs. religione".
Uno spreco totale. E dell’ottima scenografia e della prova di Will Smith, che si salva un po’ col fisico un po’ con le capacità recitative.
Io non sono Akiva Goldsman, sceneggiatore e produttore, nonché, come da imdb, responsabile di molti altri film ben poco riusciti, però avrei iniziato il film così (sommariamente):
Will entra in un appartamento, cerca provviste, cerca cose utili. Trova qualcosa, vede oggetti, vede un giornale che riporta al giorno “zero”. Entra in un altro appartamento, trova un giocattolo per il cane. Poi esce e vediamo una panoramica di Washington Square post apocalisse.
Voce fuori campo ON, flashback OFF...
Poi, io ho pure un problema con i vampiri che sono accettabili solo con il mantello e una certa classe, molto meno se quasi ignudi e urlanti.
Ci sono anche altre cose che non si spiegano nel film oppure assai discutibili, ma ormai il mio tempo per questo post un po’ intinto nel veleno, è finito, mentre pare, abbia ragione Mr.Goldsman (duecentoventottomilioni di dollari incassati negli Us ad oggi. Fonte) e quindi pazienza.
Sbaglio io.
(a proposito, secondo me e il mio compagno di visione, l’ultimo fotogramma del trailer non c’è nel film. Sbagliamo anche qui?)
Vampire weekend - A-Punk (Mp3)

...perche’ il film col topo ha la scena più geniale dell’anno e comunque è splendido, perché la vita di Dylan divisa in personaggi con lo stesso autore mi ha ipnotizzato, perché il film rumeno è stato tanto emotivamente devastante quanto bello, perché Viggo fa il personaggio più fico con la lotta più nuda e cruda intorno e non è l'unico motivo, anzi, perché Gondry ha fatto un film di un romanticismo folle, perché i ballerini con la lacca mi hanno divertito moltissimo, perché finalmente un buon film di fantascienza, perché mi piacciono le praterie e lo vorrei già rivedere, perché adoro i classici film anni settanta, perché un film d’azione così di corsa, ci voleva proprio...
Classifica compilata in base a quanto dei film sopracitati è rimasto in circolo, sono presi in considerazione soltanto i film che ho visto in sala. Ad esempio non c’è "Hot fuzz" che sarebbe da top five perché è una bomba però l’ho visto in dvd. Ad esempio bis non c’è “La vita degli altri” di cui tutti dicono un gran bene.
E il più brutto film che ho visto è stato “Beowulf”. Quella roba lì, Mr.Zemeckis, non funziona. Per niente.
E così sia.
Mi ero messo seduto per postare la classificozza dei film del 2007, dopo avere finalmente visto il film con Viggo nudo - che è bellissimo, il film, anche Viggo però non è male dai - però mi sono perso, quindi, per chi si vuole perdere, qui c'è una lista, approssimativa per forza di cose, dei film che usciranno nel 2008.
Si prevede un bel pò di roba interessante.
Qualche titolo volante?
Wall-E (il nuovo Pixar); Valkyrie (ok c'è Mr.Cruise con una benda su un occhio, ma è diretto da Bryan Singer); Star Trek (diretto da JJLostAbrams); per la fumetteria ci sarà ancora Batman, Iron Man e pure un nuovo Hulk; il ritorno di Indiana Jones (con grandi dubbi ma anche speranze); per gli amanti della serialità torneranno il maghetto con gli occhiali e 007 sempre biondo; registi super con nuove cosette (Eastwood, Fincher, Gondry, Anderson e l'imminente bomba dei Coen bros.) e per tutte le signorine del mondo Sex&theCity, the movie (seguono gridolini di gioia).
Inoltre, perso per perso, questo blog continua a supportare con smodato entusiasmo il film con il viral marketing più spietato e con il mostro più grosso (si spera).
Peccato dovere aspettare un paio di settimane per l'uscita italiana, che sarà il 01 febbraio, peccato dovere evitare tutti i blog, siti, tumblr, recensioni, pareri, spoilerate varie che inonderanno la rete dal 18 gennaio, giorno di uscita negli Us.
La globalizzazione pecca di organizzazione.
Un video di qualche minuto, con ampi riferimenti visivi al 11/09, si trova qui.
"I saw it, it's alive".
Il film con la storia nel titolo è il primo film dell’anno è il film del primo dell'anno.
Unica proiezione: 15.30.
Si prevede poco pubblico, causa festeggiamenti, film che dura 2 ore e quaranta e che porta la trama nel titolo, appunto “Lassassiniodi JesseJamespermanodelcodardoRobertFord”.
Davanti a me, un signore con doppio apparecchio acustico, sta facendo gli auguri di buon anno alla nonnina alla cassa. Una scena d’antan, dove i convenevoli abituali si ammantano di un qualche istinto al corteggiamento sopravvissuto ai capelli bianchi e agli apparecchi acustici.
Immagino una vecchia storia mai compiuta di una presunta, vaga, vana, forma di passione mentre la nonnina congeda il vecchietto, notando che ci sono persone che aspettano.
Entro in sala, mi defilo dal vecchietto che metto in cima alla lista “gente che si addormenterà, magari russando, guardando un film lungo due ore e quaranta, con panoramiche di pianure nuvole e colline “west”, silenzi, dialoghi propedeutici all’introspezione psicologica dei due protagonisti del film, dei quali uno di sicuro, si sa dal titolo, morirà.”
Mi siedo in quella che spero sarà una zona d’ombra, un territorio franco incapace di attrarre altri papabili per la lista di cui sopra. Ovviamente, sbaglierò. Arriva una coppia e si posiziona alle mie spalle. Lui, dopo essersi fatto spiegare brevemente di cosa tratta il film dalla compagna, inizia un soliloquio noioso sui tanti problemi che ha avuto con i messaggi di ieri sera (eh?!) sfilando al vecchietto la leadership della lista sopracitata.
A ruota, arriva un cinquantenne affannato che magari ha fatto una corsa per essere puntuale dopo avere lasciato la moglie a dormicchiare sul divano, seguito da una coppia di sessantenni aristo-chic che hanno appena il tempo di notare quanta poca gente per un film così e io aggiungo mentalmente “dovevate vedere lo zero scritto nei posti disponibili per il film con la crociera dentro per avere il quadro completo del declino intellettual(oid)e degli spettatori italici (questa è una polemica gratuita quanto futile e fin troppo facile e finisce qui).
Si siedono nella fila sotto a un paio di poltroncine di distanza l’uno dagli altri. Inizia il film che si rivelerà bello ma davvero troppo lungo. Perlomeno troppo lungo quando all’improvviso, dopo la prima bellissima mezz’ora, cala sulla sala un sudario di fatica prodotta da troppo consumo di festività, cotechino in fase di ancora lunga post digestione e dialoghi a tratti davvero sonnolenti.
Il tizio dietro di me crolla alla seconda conversazione James vs.Ford, si riprenderà durante l’intervallo, dove berrà un caffè, dichiarerà che ci voleva proprio, ma Morfeo lo vuole troppo e si dorme pure il resto del film. Colpi di russare, sometimes, sorvegliati dalla compagna, che non cede.
Il cinquantenne, se doveva dormirselo tutto, poteva anche stare sul divano con la moglie dove avrebbe fatto comode bolle di saliva, dopo avere finto interesse per il concertodicapodanno. Russa, a tratti.
A sorpresa, il vecchietto, confermando la forza intellettuale e fisica, degli umarells, se lo guarda tutto, lanciando qualche sguardo arrabbiato alle sue spalle, quando il cinquantenne effettivamente esagera col russamento e la signora aristò, glielo fa notare con un colpo di classe e di dito con mega anello sulla spalla.
Umarello che vince a mani basse il premio “uomo del giorno”, quando all’uscita mentre gli apro la tenda verso il corridoio, mi spara un meraviglioso, dialettalmente strascicato e riassuntivo “L’è bel, mò lè trop long”. E così sia.
Il film in effetti, è bello. Cinema puro, dove le immagini stupendamente fotografate, parlano meglio dei dialoghi che ho trovato spesso privi di ritmo, quasi forzati nel tentativo, seppur a volte riuscito, di creare una dinamica resa già bene dalle immagini e dalla voce off che accompagna, poetica e necessaria, la vicenda. Attori bravissimi dove la coppia James-Pitt, leggendario, stanco e paranoico fuorilegge e Ford-Affleck, perdente in cerca d’autore e di attenzioni, drammaticamente ossessionato e oppresso dalla figura del grande criminale, se la giocano in una lotta di primi piani ad alta intensità.
Ma, davvero, troppo lungo. Dilatato. Prima mezz’ora super con scena dell’attacco al treno da ricordare, finale bellissimo. Nel mezzo, se c’è il cotechino di mezzo, si fatica a tratti a rimanere nel mood del film. Peccato, venti minuti di meno e ci sarebbe un capolavoro in più e qualche sbadiglio in meno, ma si esce con negli occhi gli occhi tristi del codardo e gli occhi rassegnati del fuorilegge e tutta la malinconia intorno a quegli sguardi, mentre mi stupisco della lunga coda per le imminenti proiezioni serali. Sarà per la moglie bellissima o per viggo nudo? Spero per il secondo, mentre l’umarello svolta a sinistra. Forse anche lui ripensa allo sparo del codardo, al ghiaccio della pianura del Missouri, alle conversazioni sulle sedie a dondolo, al tipo che non riusciva proprio a stare sveglio.
E buon anno a tutti.
La saga di Jason Bourne è probabilmente l’unico film “seriale” che migliora di puntata in puntata.
Del primo capitolo non ho ricordi, quindi niente, il secondo mi aveva divertito.
Questo, di più. E’un’avvincente corsa contro il tempo, contro i complotti, contro tutti, dell’agente smemorato che insegue il suo passato, alla ricerca di un’identità perduta, circumnavignado l’europa e arrivando a NY.
E’ poi uno scappa scappa corri corri spara spara, girato con uso massiccio di camera a spalla, utile per portare lo spettatore dentro all’azione, con una storia “normale” di spie, controspie e piani “top secret”.
Insomma, la sceneggiatura serve per rivestire l’azione. E Mr.Greengrass sa sicuramente il fatto suo in materia.
Infatti tutte le scene d’azione, sono ben fatte e meglio coreografate ed è straordinaria quella iniziale, all’interno della Waterloo station di Londra, ma da non trascurare anche il lungo inseguimento fra i tetti di Tangeri.
Si esagera volentieri a tratti, ma pare che il cinema abbia trovato un buon antagonista al solito, seppur notevolmente “lucidato” e aggiornato dall’ultima prova, ZeroZeroSette.
Ripensandoci, ho trovato bello questo film anche perché non cade in uno dei soliti clichè da action-movie.
La bellona. Non c’è.
Il protagonista non bacia nessuna, non flirta con nessuna. Non si scontra con nessuna cattivona bellona. Va dritto al punto, senza inutili divagazioni sentimentali che in un film con la corsa dentro non avrebbero avuto un gran senso.
Ci prova, fugacemente, Julia Stiles che fortunatamente non ha proprio le “physique du role” della inutile bellona. Ottimi i caratteristi di supporto che indicano, oltre a un grosso budget, la volontà di fare un buon film, con anche un po’ di misurata recitazione dentro. Per questo, menzione speciale a Joan Allen. La classe non è acqua.
(segue breve considerazione sul finale del film...sapetelo...per leggere, selezionare col mouse le righe "invisibili" sotto...)
Se finiva con la morte dell’eroe era meglio. Ahimè, le leggi del mercato immagino prevedano una cosa tipo “The Bourne Agenda”. Uscita prevista, inverno 2009. Il nostro, riportato nell’ambito delle operazioni “quasi ufficiali” della CIA, deve uccidere tre persone. Saprà chi sono da segreti contatti in giro per il mondo, fra varie peripezie e controspioni alle calcagna. E inizia la corsa...
A Bruce, ehm...pardon, John McClaine, il capo dei cattivi dice "Sei una sveglia analogica nell’era digitale, sei destinato alla sconfitta.”
Massè.
Nell’ultimo (si’, grazie, ma DEVE essere l’ultimo) Die Hard (con bonus di ennesima chicca dei magici distributori italici, che piazzano il banale “Vivere o morire" come sottotitolone) il nostro eroe deve salvare un hacker, una figlia, una nazione, da un assalto tecnologico (si puo' dire "assalto hackeristico"? No, eh?) che mette in ginocchio tutti i sistemi vitali della città.
Ok, sembra “24”, solo che John arrivò ben prima di Jack, qui i cattivi hanno un complicato piano a fasi, conoscenza di byte e dita rapidissime sulle tastiere, i buoni (IL buono) ha i pugni, il solito semplice piano (uccido tutti e salvo lei) lo sguardo e quella faccia li', quando fa quella mossa lì, che solo lui può farla cosi' bene, e tanto basta.
Perlomeno a me vissuto nel culto (esagerando pure un po’, eh) del "grattacielo della Nakatomi" dove l'eroe salva tutto, ammazzando tutti.
Non si fanno paragoni con i precedenti film. Non reggerebbero.
Qui, non c'è l'eroe perdente che si riscatta. C'è un personaggio e basta. Il resto è contorno. Il film sono gli occhi, i pugni, il sangue, il collo non piu' massiccio ma un pelo flaccido del nostro eroe.
John McClaine, esagerato, sprezzante del pericolo e della logica (esempi a bizzeffe che evito), è sempre lui e ne fa di tutti i colori per salvare tutti, mentre il film corre come un treno, cade come deve cadere un Suv, spara come un caccia, spinge come un camion rimorchio.
Anche gli sceneggiatori gliene fanno di tutti i colori, infilando qualche buona battuta a troppe sciocchezze anche inutili.
Citando il sempre attento Conrav: "I dialoghi, o il loro montaggio, non funzionano. Ci sono battute stanche e mal rese, sempre con primissimi piani e stacchi che vanno ad ammazzare il ritmo. Secondo me hanno fatto tutti i dialoghi in macchina di Willis in un pomeriggio. Poi hanno fatto quelli dell'hacker "apple-friendly" la settimana dopo. Forse è anche il doppiaggio. Bruce willis con la voce di Mel Gibson? Die letal hard weapon?"
Però, passa subito, tanto il nostro eroe, spara, spara sentenze, spara ogni cosa (sì, anche macchine, perche’?!) e sanguina sempre piu’, prendendo più botte in due ore di show che marvin hagler nella sua carriera.
Ma il film è uno spasso, davvero.
I difetti, passano in secondo piano, quando vedi (segue la descrizione di una scena d'azione, se non vuoi perderti il gusto di vederla, la lettura termina qui)
...il buon vecchio John resistere alla forza di gravita' e all'attacco di un jet, in curva, sopra a un'autostrada in costruzione che sta crollando, alla guida di un camion gigante, sfido ogni trentenne che è in noi a non urlare "Yippee ya yeee, pezzi di merda!!!"
Appunti volanti in una settimana di pioggia e grigio.
- La pula delle major discografiche ha chiuso OINK. Qua, la faccenda. Peccato. Tanto, chiuso un "buco" se ne apre un altro. Credo. Anche se i cani da guardia sono sempre piu' aggressivi. Chissa', si vedra'. Se mi arrestano (ma tanto è terrorismo piscologico, vero ?!) dite a casa che ero in buona fede e portatemi biscotti.
- Ho visto "Quel treno per Yuma". Un western di impianto classico (che ovvieta', è pure un remake). L'entusiasmo mi assale fin dai titoli di testa, perché pistole e speroni hanno sempre un bel fascino. Narra del breve ma impervio viaggio intrapreso da un fuorilegge e un contadino ex-militare, dopo un incontro fortuito e durante un periodo di cambiamenti e siccità. Attraverseranno un nuovo mondo che prende forma fra ferrovie e città in costruzione, verso un destino e un treno da prendere. O perdere.
C.Bale e R.Crowe sono bravi e intensi nel tratteggiare due uomini diversi ma uniti dal senso dell'onore e dal rispetto reciproco che matura durante il viaggio. C’è un cattivo strepitoso che odia i Pinkerton, polvere e sudore, pallottole e una grande scena con il classico assalto alla diligenza. Purtroppo c’è pure un irrisolto rapporto fra padre e figlio, una tematica un po’ “stanca”, questa della figura paterna, ma spesso presente in molti film con l’intento “formativo”, seppur trattandosi di un western. E un finale che non mi ha convinto del tutto. Nel complesso però, buono. Anche se a queste latitudini, il western pare non riscontrare grandi entusiasmi.
- Domani si va a Milano. A vedere Amy "Chewingum" (*) Winehouse e a fare una scampagnata "country boyz" (**) per rendere omaggio al nostro uomo ubicato nella grande città meneghiniella. Speriamo la signorina si presenti sul palco, altrimenti, rimedieremo comunque la serata.
(*) = battuta difficilmente spiegabile, nata durante una conversazione con una ragazza un po’ (eufemismo) fuori dal mondo musicale. "Si va a vedere A.W." "Cos'è?" "Un chewingum". Silenzio. Risate trattenute. Inspiegabile, appunto. VOI due la capite. A proposito, ci vediamo la'...
(**) = ragazzi di campagna in trasferta in città.
- Sono in ritardo su letture, serials e musica. Accantono. Prima o poi, arrivero'. Nel frattempo resto affascinato dai valzer di Beirut. Ma questo è un post in attesa.
- "La ditta resterà chiusa il 02 Nov." E questa è cosa buona e giusta.