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visitato *loading* volte
A new blog in town.
Il primo post è una sicura dichiarazione d'intenti e rock'n'roll.
Vita, incassi, umori e scazzi del nostro uomo a Milano.
On air, Forever Beer.
Imperdibile.


Caro mio uomo nella città grossa e grigia (aka: Forever Beer)
ieri sera, fumando sotto al tendone di quel brutto locale con le luci viola fluo e troppa luce nel complesso, non sono riuscito ad esprimere compiutamente il mio mood sui The National.
Come ben sai, adoro parlare di musica e di tutto quanto riguarda la musica. Generi, riferimenti, suoni, emozioni, sensazioni, ricordi, feedback, liriche, cantato, venduto, paragoni, suggestioni e quant’altro possa rimandare alla musica. A volte forse rompo anche un po’ il cazzo, ma pazienza.
Semplicemente quel gruppo di ieri sera, che non ti è molto piaciuto, io lo adoro.
Perché è uno di quei pochi gruppi, che arrivano dritti a tutto. Anima, corpo, pancia, testa, mani che applaudono, air-drumming. Quei gruppi che mi parlano. Attraverso melodie avviluppanti fra dolcezza, malinconia, fierezza, allegria.
Occhi chiusi, cori seguiti sottovoce, sorrisi invisibili a iosa.
Poi, come detto, voce grandiosa, batterista da applausi, chitarrine sapienti, violino splendido.
Partenza un po’ timida, poi una costante sicurezza e bellezza.
Qualche variazione negli arrangiamenti dei brani, un bellissimo finale (shoegazin’ Violin?).
Hanno fatto "Mr.November", certo. Anche "Green Gloves", grazie.
Ecco, grazie. A certi concerti, ringrazio contento.
Per quello che quel gruppo la’ sopra, mi dà.
E’ solo musica, poi. Ma se la musica è importante, allora questo conta. E molto.
Bella F.B.
“Mr.November” (live video)
“Green Gloves” (live video)
“Apartment Story” (video)
C'erano anche Sciampagnino & Monterey.
Belle immagini in due recensioni dei dischi suonati ieri sera, "Boxer" "Alligator"
(poi, un country-boyz a Milano vede delle cose curiose e le nota con uno stupore proprio del genere country-boy, uno di provincia, in città.
All’ingresso dei bagni della stazione centrale a Milano, ci sono delle porte automatiche di vetro. Per aprirle, si paga settanta centesimi. C’è anche un comodo cambia monete. Qualcuno ha lasciato un commento scritto nella toilette: “Bastardi, pisciare è un diritto”.
E poi ho visto il traffico rallentato perché un tram, di quelli che vanno sulle rotaie, aveva fatto un CID con una macchina. La cosa mi ha fatto molto ridere, vedendo il muso arancione del mezzo grosso, inserito nella portiera anteriore di una berlinetta grigia. Anche F.B., avvezzo al traffico meneghino, ha mostrato stupore.)
Domani sera arriverò in treno, non ci sono pericoli di code o imbottigliamenti.
Domani sera avrò l'autista nella grande città, non mi perdo.
Domani sera arrivo puntuale.
Domani sera finalmente, che si aspetta questo concerto da mesi.
Domani sera, The National.
Lit Up (Mp3)
La saga di Jason Bourne è probabilmente l’unico film “seriale” che migliora di puntata in puntata.
Del primo capitolo non ho ricordi, quindi niente, il secondo mi aveva divertito.
Questo, di più. E’un’avvincente corsa contro il tempo, contro i complotti, contro tutti, dell’agente smemorato che insegue il suo passato, alla ricerca di un’identità perduta, circumnavignado l’europa e arrivando a NY.
E’ poi uno scappa scappa corri corri spara spara, girato con uso massiccio di camera a spalla, utile per portare lo spettatore dentro all’azione, con una storia “normale” di spie, controspie e piani “top secret”.
Insomma, la sceneggiatura serve per rivestire l’azione. E Mr.Greengrass sa sicuramente il fatto suo in materia.
Infatti tutte le scene d’azione, sono ben fatte e meglio coreografate ed è straordinaria quella iniziale, all’interno della Waterloo station di Londra, ma da non trascurare anche il lungo inseguimento fra i tetti di Tangeri.
Si esagera volentieri a tratti, ma pare che il cinema abbia trovato un buon antagonista al solito, seppur notevolmente “lucidato” e aggiornato dall’ultima prova, ZeroZeroSette.
Ripensandoci, ho trovato bello questo film anche perché non cade in uno dei soliti clichè da action-movie.
La bellona. Non c’è.
Il protagonista non bacia nessuna, non flirta con nessuna. Non si scontra con nessuna cattivona bellona. Va dritto al punto, senza inutili divagazioni sentimentali che in un film con la corsa dentro non avrebbero avuto un gran senso.
Ci prova, fugacemente, Julia Stiles che fortunatamente non ha proprio le “physique du role” della inutile bellona. Ottimi i caratteristi di supporto che indicano, oltre a un grosso budget, la volontà di fare un buon film, con anche un po’ di misurata recitazione dentro. Per questo, menzione speciale a Joan Allen. La classe non è acqua.
(segue breve considerazione sul finale del film...sapetelo...per leggere, selezionare col mouse le righe "invisibili" sotto...)
Se finiva con la morte dell’eroe era meglio. Ahimè, le leggi del mercato immagino prevedano una cosa tipo “The Bourne Agenda”. Uscita prevista, inverno 2009. Il nostro, riportato nell’ambito delle operazioni “quasi ufficiali” della CIA, deve uccidere tre persone. Saprà chi sono da segreti contatti in giro per il mondo, fra varie peripezie e controspioni alle calcagna. E inizia la corsa...
Forse la situazione del paesello non peggiorerà dopo il fatto dello sparo in autostrada.
Forse sì.
Forse aggiungerà materiale per la dietrologia e produrrà qualche slogan a presa rapida ma dubbia utilità pratica.
Forse sarà solo l'ennesima domenica "emotiva".
Forse scatteranno rappresaglie infinite in una lotta infinita.
Azzardo che il calcio c'entra fino a un certo punto e comunque di questo punto ne avevo già parlato.
E che sicuramente parecchi "soloni" che sproloquiano di tuttologia dovrebbero mettersi un fazzoletto imbevuto di benzina in bocca e poi accendere allegramente. Soprattutto quelli televisivi, con contorno di fregnacce spettacolari che sputano dal tubo catodico con facce trasudanti tristezza e lingua pronta per la prossima rissa verbale sul rigore inesistente che infiammerà gli animi imperfetti.
Personalmente, non riesco ad uscire da una connessione di immagini che riempio di significato arbitrario.
Dovrebbe essere un'allegoria, ma la mia ignoranza impera.
La prima immagine la catturano i miei occhi assonnati di domenica mattina che trasaliscono un po', notando nella passeggiata verso il caffè, simpatici cartelloni pubblicitari che annunciano la nascita di un nuovo partito e la possibilità di aderirvi pure on-line.
E' arrivata la nuova destra, con una specie di fiamma in mezzo al blu e sicuramente col cazzo duro. O incazzosi, cambia poco.
Poi il fattaccio di domenica. E gli scontri serali. Leggendone un po' in rete, penso all'immagine mattutina, vedo le immagini serali. E viceversa.
Connessioni arbitrarie.
Precisando che no, la sicurezza non è un problema né di destra né di sinistra e, sì, sono un sociopatico qualunquista.
A parte questo, casualità e coincidenze. Anche l'altra volta dovevamo andare in trasferta.
Sempre in Veneto, sempre saltato.
E' la ruota che gira. E' il serpente che si morde la coda ?
(qui, il mio post, sull'altra volta)
Negli ultimi due anni, nella zona dove lavoro, sono spuntate rotonde, rotondine e rotatorie, come funghi in un sottobosco durante un piovoso ottobre.
Per misteriosi ragioni evidentemente non previste dagli autori delle planimetrie stradali, pare si chiamino "traffic-manager", questi anelli di asfalto, sommariamente abbelliti da piante nate morte da ossido perenne, o curiosi monumenti ai prodotti ceramici della zona, o solo curiosi monumenti, portano qualche snellimneto del traffico, qualche aumento del traffico e molti disagi per particolari categorie di utenti della strada.
Ciclisti extracomunitari che sbandano, ondeggiano e zigzagano a volte con troppa disinvoltura, a volte con poca cautela, su biciclette spesso malandate, a volte senza alcun tipo di segnalatore (leggi: fanalino) in mezzo alle miriadi di suv, utilitarie, station wagon, furgoncini, camionette e doblo' che intasano le viuzze.
Camionisti stranieri, specialmnnte con targa di provenienza est europea e camion assolutamente fuori da tutte le norme sulle emissioni di gas nocivi.
Costoro, si perdono letteralmente fra girandole, viadotti, circumnavigazioni e nuove deviazioni. Le imprecazioni in lingua romena, slovena, lituana, kazaka, serba e croata si sprecano. Come si sprecano le emissioni di cui sopra.
A volte gli autisti (che non conoscono una parola in un altro linguaggio non sia il loro idioma puro) si concedono soste in mezzo alle code o sulle discese verso nuove rotonde. Scendono, chiedono al primo autista disponibile, sperando, fra un gesto e una parola in dialetto, di capire se la svolta è a destra o a sinistra.
E poi, le persone anziane. Quelle che magari si svegliano al mattino e dicono "Andàm a magnèr da Gino" e partono, fanno i cinquanta all'ora, rispettano tutto. Pero' non ricordano bene la via dove abita Gino, sbagliano curva, et voilà, si ritrovano impastoiati in mezzo a noi pendolari routinanti, camioni sloveni bestemmianti e umanità lavorativa su quattro ruote di vario livello.
E poi trovano davanti una rotonda che "dù' meis fa' an gh'era mia…".
Gia' una volta ebbi occasione di vedere una super gag compiuta da un anziano automobilista.
Oggi, il replay. In meglio.
Alla rotonda numero due, nel tragitto piscina-lavoro della pausa pranzo, un'ottima macchinetta azzurina, in arrivo prende la rotonda a sinistra anziché a destra. Io, primo della mia corsia di ingresso, vedo tutto. I due settantenni si accorgono subito dell'errore e mi passano davanti con, ENTRAMBI e entrambe, le mani alzate. Non so con cosa guidasse l'anzianotto alla guida, ma di sicuro hanno fatto tutta la rotonda contromano. Io guardavo e ridevo.
Volevo applaudire, scendere e abbracciarli.
Ma il solito stronzo con un appuntamento irrinunciabile ha iniziato a suonare il clacson e allora si è dovuto andare.
A Bruce, ehm...pardon, John McClaine, il capo dei cattivi dice "Sei una sveglia analogica nell’era digitale, sei destinato alla sconfitta.”
Massè.
Nell’ultimo (si’, grazie, ma DEVE essere l’ultimo) Die Hard (con bonus di ennesima chicca dei magici distributori italici, che piazzano il banale “Vivere o morire" come sottotitolone) il nostro eroe deve salvare un hacker, una figlia, una nazione, da un assalto tecnologico (si puo' dire "assalto hackeristico"? No, eh?) che mette in ginocchio tutti i sistemi vitali della città.
Ok, sembra “24”, solo che John arrivò ben prima di Jack, qui i cattivi hanno un complicato piano a fasi, conoscenza di byte e dita rapidissime sulle tastiere, i buoni (IL buono) ha i pugni, il solito semplice piano (uccido tutti e salvo lei) lo sguardo e quella faccia li', quando fa quella mossa lì, che solo lui può farla cosi' bene, e tanto basta.
Perlomeno a me vissuto nel culto (esagerando pure un po’, eh) del "grattacielo della Nakatomi" dove l'eroe salva tutto, ammazzando tutti.
Non si fanno paragoni con i precedenti film. Non reggerebbero.
Qui, non c'è l'eroe perdente che si riscatta. C'è un personaggio e basta. Il resto è contorno. Il film sono gli occhi, i pugni, il sangue, il collo non piu' massiccio ma un pelo flaccido del nostro eroe.
John McClaine, esagerato, sprezzante del pericolo e della logica (esempi a bizzeffe che evito), è sempre lui e ne fa di tutti i colori per salvare tutti, mentre il film corre come un treno, cade come deve cadere un Suv, spara come un caccia, spinge come un camion rimorchio.
Anche gli sceneggiatori gliene fanno di tutti i colori, infilando qualche buona battuta a troppe sciocchezze anche inutili.
Citando il sempre attento Conrav: "I dialoghi, o il loro montaggio, non funzionano. Ci sono battute stanche e mal rese, sempre con primissimi piani e stacchi che vanno ad ammazzare il ritmo. Secondo me hanno fatto tutti i dialoghi in macchina di Willis in un pomeriggio. Poi hanno fatto quelli dell'hacker "apple-friendly" la settimana dopo. Forse è anche il doppiaggio. Bruce willis con la voce di Mel Gibson? Die letal hard weapon?"
Però, passa subito, tanto il nostro eroe, spara, spara sentenze, spara ogni cosa (sì, anche macchine, perche’?!) e sanguina sempre piu’, prendendo più botte in due ore di show che marvin hagler nella sua carriera.
Ma il film è uno spasso, davvero.
I difetti, passano in secondo piano, quando vedi (segue la descrizione di una scena d'azione, se non vuoi perderti il gusto di vederla, la lettura termina qui)
...il buon vecchio John resistere alla forza di gravita' e all'attacco di un jet, in curva, sopra a un'autostrada in costruzione che sta crollando, alla guida di un camion gigante, sfido ogni trentenne che è in noi a non urlare "Yippee ya yeee, pezzi di merda!!!"