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giovedì, 27 settembre 2007

Autunno.
Pioggia, foglie che cadono, condizionatore con “mode, not mood” su hot e maglioncini.
Occorrono ombrelli, coperte e scarpe con suola di gomma.
Tre canzoni per comporre una metafora musical-oggettistica che non la capisco bene nemmeno io, figurarsi un ignaro passante.
Ma si voleva fare un post di musica e mettere un paio di canzoni.
Quindi:

Ombrello, per ripararsi dalle intemperie con buone note.
Pinback - Subbing for Eden (mp3)
(il disco che non è uscito dal lettore cd della macchina per sette giorni filati. E non accade spesso. Citando dalla bella recensione di IndieforBunnies, l’autunno sarà ancora più splendido dell’estate)

Coperta, ovviamente per scaldarsi.
Band of Horses - No One's Gonna Love You (mp3)
(già candidato a disco, appunto, dell’autunno)

Scarpe (per camminare e ballare molto e a buon ritmo, senza paura delle pozzanghere)
Kanye West - Stronger (feat.Daft Punk) (mp3)
(il brano è una cannonata, forse merito dei francesielli, dato che il disco al primo ascolto non mi ha molto colpito, come se il Kanye style perdesse un pò di qualità, forse di novità)

messo qui da: cidindon a 22:11 | link | commenti (8) |
musica

mercoledì, 26 settembre 2007

"Espiazione"  è un bel dramma che purtroppo non mi ha convinto del tutto.
Non mi ha soprattutto commosso del tutto.
La storia della ragazzina un po’ repressa e fantasiosa che con una menzogna cattiva, rovina la vita di due persone ha potenzialmente tutti i crismi per ridurre il pubblico a dure lacrime di commozione.
La cosa non succede, come un tuffatore che si ferma sempre sul bordo del trampolino. Come se il regista si fosse concesso qualche lungaggine sia narrativa che stilistica con il risultato di annacquare un po’ il dramma e l’emotività di una storia effettivamente coinvolgente.
Forse sono cavilloso, però mi è parso che il film proceda a strappi, nonostante vari momenti di forte impatto visivo e nel bel finale, molto bello anche per merito di Ms.Redgrave che in cinque minuti sfoggia un bignami di recitazione.
Poi ci sono tante belle cose che ne fanno un film comunque da vedere, a cominciare dall’ottima colonna sonora di pianoforte e ticchettii di macchina da scrivere, molte ambientazioni e una continua ricerca di belle inquadrature. Infatti è girato molto bene con gran gusto e fotografia di alto livello.
Ci sono splendidi momenti, uno dei quali è uno spettacolare e lunghissimo piano sequenza di eccellente tecnica e forte impatto, quindi J.Wright conferma di essere brillante regista. Forse la materia (il libro) era veramente difficile da rendere, ma mi fermo qui, non avendolo letto.
Fra gli attori la palma va a lui.  Più bello di tanti attori troppo da copertina e probabilmente pure più bravo e comunque misurato ma intenso.
Ma forse sono cavilloso, bis.
Fossi un mogul del cinema però avrei sicuramente un copione di un avvincente dramma poliziesco nel cassetto.
Io una telefonatina a regista e attore protagonista la farei.
"Voi due! Basta drammi e trasposizioni letterarie. Vi offro sangue e pistole. Volete provare ?"
Secondo me il talento c'è.
Concludendo, al di là dei cavilli, promosso. Dieci, quindici minuti in meno forse erano meglio.
E non per noia, per sobrietà e resa.

messo qui da: cidindon a 22:38 | link | commenti (2) |
cinema

venerdì, 21 settembre 2007

Il film coi cartoni gialli dentro.

Che sia un "evento" si vede perché c'è parecchia gente al cinemino del paesello. In entrata di seconda visione e in uscita. Gente conosciuta che di solito non va al cinema ma apprezza il cartone tivu'.
Mai stato un fan della serie.
Avro' visto, dai, una ventina di puntate in tutto. Però ho sempre apprezzato pur non seguendole con costanza, le avventure degli abitanti di Springfield, la stupidità micidiale di Homer, la critica sociale diluita nell'ironia e spruzzata da parecchi lampi di genio puro. Cosa che non manca neppure nella versione lunga da popcorn cinematografico. Non che serva ovviamente avere visto tutte le puntate ma, certo, aiuta.
Aiuterebbe anche a scrivere un post più completo sul film.
Però, previdente, mi sono munito di compagni da visione in modalità "Fan dei Simpson", amici che citano a memoria interi episodi.
E' piaciuto a tutti, chi piu' chi meno.
Si potrebbe dire che è un patchwork delle cose piu' riuscite delle stagioni top (vaga citazione dall'amico fan).
Io posso dire che: Homer & family si godono lo splendore dei 16/9; è molto divertente, la prima mezz'ora irresistibile tanto che nella fila centrale si piangeva letteralmente dal ridere; è pieno di citazioni cinematografiche;  nella seconda parte a volte perde un po’ di "mordente" ma mai il ritmo e le battute. 
Peccato solo ci sia poco spazio (d'altra parte, a tratti sembra che la pellicola sia un tappeto rosso - o giallo, va be' - su cui fanno passerella tutti i personaggi della serie e ci sta) per il personaggio simpsoniano che preferisco, il cattivissimo Mr.Burns.
Tutto qua. Promosso. Si accettano scommesse su un secondo episodio. Io dico di sì, ma spero di no. La serialità cinematografica banalizzerebbe l'eccezionalità della trasposizione cinematografica di una delle serie più famose di sempre. 
Post interessanti sul film, in caso di approfondimenti, qui e qui.
W i cartoni gialli!

messo qui da: cidindon a 12:36 | link | commenti (1) |
cinema

mercoledì, 19 settembre 2007

"I’m something new interely with my own set of rules. I’m Dexter."

Dexter è un ematologo (chi si occupa del sangue sulle scene di un delitto) della polizia di Miami con un piccolo problema.
E'  un serial killer.
Con un "codice", lascito del padre adottivo, per cui uccide solo i "veri" cattivi, sfruttando anche il suo lavoro/copertura nella polizia per trovare le prove della colpevolezza dei suoi "bersagli".
Ho finito la prima serie.
Probabilmente una delle migliori serie che abbia mai visto. Roba da "Top 3".
Una bella crime story filtrata spesso da un ironia “raggelante” e mescolata alla storia personale del nostro eroe, alle sue relazioni con i colleghi, la sorella pure collega e la fidanzata con prole al seguito.
Sceneggiatura quasi di ferro, un bel po' di sangue, ovviamente dato il doppio lavoro del protagonista, ottima realizzazione e Michael C.Hall è molto bravo (ma si sapeva fosse bravo dai tempi della Fischer family) a rendere la dicotomia del personaggio.
“...it’s time to pull up my mask.
Ecco, Dexter usa una maschera per proteggere la sua vera vita.
Per nascondersi ma anche per non ferire le persone che gli gravitano intorno, nella sua vita “normale”. Ed è qua, fra presunzione di normalità e maschere da indossare, che vive l’idea portante della serie.
Fra contraddizioni e dubbi, fra mostrare e nascondersi. Fra sopravvivere per non morire del tutto. Dentro.
E con confini fra verità e moralità a volte difficili da attraversare.
Una vita da nascondere, pagandone il prezzo quotidianamente. Ed emotivamente.
Il (o la) production designer di Dexter si chiama Brandy Alexander, come una canzone di Feist.  Ma questa è solo una, mia, curiosità.

Dexter ricomincia la sua doppia vita il 30 settembre. Visto il trailer della seconda stagione, si aspettano grandi cose.

(Inoltre, a proposito di tv shows, menù autunnale:
Prison Break è ripartito con la terza stagione, lunedi' sera.
Heroes, la serie con Hiro, proporrà nuovi eroi a partire dal prossimo lunedì 24.
Weeds, con la sua eccellente produzione di foglioline, è alla terza stagione, attualmente “on air”. Su questo sono un po’ in ritardo, ma c’è già il “calendario” per il recupero.
(info su Dexter e Weeds, qui.)

Per ora penso possa bastare. Un autunno pieno di cosette.
Salvo eventuali novità...

messo qui da: cidindon a 18:07 | link | commenti (2) |
tv series

martedì, 18 settembre 2007

Telecomando, pronti, via.

Sull’uno c’è un telefilm con degli sbirri. Cioè, quasi. Sono già disattento. Gente con divise da marinaio, anche da carabiniere, con facce troppo tese da drammaturgia spiccia. Pare una roba noiosa. Una ha detto “cavolo” in questo momento. Ricordo la conversazione sul fatto che l’aumento esponenziale dei tivì show italici, dedicati a tutto lo spettro delle varie forze dell’ordine, non sia esente da oscure e complottistiche manovre politiche. I soliti fomentatori. Per giunta comunisti.
Il due propone una roba di fasulli imitatori di Perry Mason, fra pesanti mobili da aula di tribunale e una che piange. Fiction Usa di secondo livello. Perfetta per il sonnellino.
Sul tre prosegue con la faccenda del “Chi l’ha visto”. Una volta in bar uno disse “Se non l’hanno visto, mei per lò - meglio per lui, ndt”. Saggezza da bancone, cronaca quasi nera da guardoni.
Sul quattro si spara in senso letterale. “Commando” uno di quei film anni ottanta che entravano di diritto nelle improbabili conversazioni sul fondamentale tema “Ma qual’è il film con più morti ammazzati?” Pensare che ora Schwarzie è governatore americano, non è così semplice.
Il cinque raddoppia la serata “sbirri”. Distretto di polizia. Divise, bassa suspence e allegria. Per dire. Pare fatto pure maluccio, soporifero e calligrafico. C’è anche Silvestrin. Boh.
Italia One (quella dei tipi che urlano nei promo) la butta sul film sporty. K.Reeves fa il giocatore di football mezzo fallito ma buono e romanticoso e coraggioso. Credò alzerà la coppa e la gonna della ragazza. Ho un vago ricordo del film, preferisco soprassedere, nonostante il buon Gene, sia sempre stati uno dei miei preferiti.
La sette regala uno sprazzo di magia. Sordi fa il marchese del grillo. One man show. Dev’essere la duemillesima replica, il film è dell’ottantuno. Il marchese carbonaro rutta e manda tutti afanculo. La cosa migliore vista in serata.
eMtivì da in differita una sua produzione, sulle vecchie glorie del rock. Mi pare ci siano dei premi a vaghe leggende rock. Ho rivisto su un palco gli ZZTop e quasi non ci credevo e Cameron Diaz sempre stragnocca che ha fatto un promo del rock femminile, parlando delle Heart. Rispetto per il passato, solito prurito da “reunion” (se ne parlava l’altra settimana, chez Onan). Passo la mano. E il programma era questo.
Poi ci sono ottimi canali regionali e locali che sfornano tiggì con improponibili conduttrici o imbalsamati conduttori. Una replica di football minore. E le classiche, onnipotenti, magiche, cartomanti.
Forse c’è un profondo motivo per cui non guardo mai la tivu’.
Forse c’è un motivo per cui tanta gente guarda il satellite, anche perchè danno i serial Usa.
Forse c’è un motivo per  cui il torrente è aperto per accogliere la nuova stagione (oooppsss…veè. Prison Break, season three!) dei serial Usa.
Ma questo dei tv shows, è un altro post.
Ora devo spegnere la tivù.

(sottotitolo: il solito post del blogger borioso e spocchioso e snob che non guarda la tivù e se ne fa vanto. Scritto dopo un'ora di svacco divanesco con zapping incorporato, una cosa più unica che rara direi, a conclusione di un lunedì fatto di solito lunedì di lavoro, di tornare a pranzo in piscina, di jeans neri, di un costume medievale)

messo qui da: cidindon a 00:12 | link | commenti (2) |
mood

giovedì, 13 settembre 2007

Ieri sera avrei apparecchiato un lungo tavolo dove potevate starci tutti.
Vi avrei fatto parlare da soli, a rotazione, uno con l'altro, l'altra con l'uno.
Mi sarei trasformato in piccola noiosa mosca spiona, per ascoltare le vostre conversazioni.
Mi sarei seduto a turno con tutti voi.
Io, il comune denominatore, avrei voluto fermare il tempo, guardarvi tutti insieme, scoprire come potevate incastrarvi, come potevate anche scontrarvi.
Parlando di idee e ideali, tv shows, relazioni, sport, ragazze, di quel ragazzo, del feudo, di noi, di te, di quanto è giusto quello che hai scritto, di quanto è bello sentirti parlare di quella ragazza, di quanti dubbi che ci sono, di quanti fili di pensieri e parole si compone il gomitolo di una serata tanto solita, quanto speciale.
Perchè ieri sera, nei dieci metri quadrati della "grotta", del mio solito locale, c'eravate (quasi) tutti.
I pards fedeli, la coppia felice, l'amichetta splendente, Gino e le bloggers gaudenti (*).
Il mio piccolo mondo.
Funziona.
Someway.


(*) = a voi, questo post. Dove si parla di blog e di gentiluomini e di cose di cui abbiamo parlato.
Grazie Leonardo (un blog davvero da leggere).



messo qui da: cidindon a 18:49 | link | commenti (7) |
mood

mercoledì, 12 settembre 2007

Io non sono qui
(ma “I’m not there” titolo originale della pellicola, non si traduce così?!).
Il qui, maltradotto, indica un film di T.Haynes che aveva diretto quel capolavoro di “Lontano dal paradiso”.
Il qui, non è solo un film ma un’opera visionaria. Ammetto subito che non mi sento affatto in grado di “spiegare” questo film, per limiti nella conoscenza della materia “Dylan” e per vuoti abissali di ignoranza. Ci provo...
Come da citazione iniziale, ispirato alla musica e alle diverse vite di Bob Dylan.
Il menestrello folk, che rinnegandosi, distaccandosi da un altro se’, sosteneva di non essere un cantante folk. Lo diceva lui.
Ma diceva un sacco di cose, era tante persone in una, come molti forse.
Pirandellianamente sono sei, nel film, i personaggi che si “ispirano”. Incastrandosi in varie epoche all’inseguimento di un unico se stesso. Un sè irraggiungibile, in un gioco delle parti teso unicamente a sottolineare la complessità dell’uomo.
Visionario, lisergico, surreale, straparlato, con un sacco di musica, musica che dalle radici nere ha ispirato generazioni e suoni. Ricco di spunti, parole e poesia, romanticismo e rabbia.
Un film complicato con tempi, luoghi, personaggi(o) e idee che si rincorrono, si incastrano, si scontrano. Senza una reale trama. Spiazzante, stuzzicante. Con un trattato di regia all’interno, attori che si dividono le storie come se si separassero le spoglie immaginarie di questo artista che fu una guida per l’america che stava lottando, forse per ideali, forse per altro. Per un “altro mondo” non ben ancora definito, per ideali che forse non esistono più.
Forse questo è uno dei messaggi del film. Un film che può avere tanti messaggi quanti sono i pezzi del puzzle di cui è composto. O in fondo nessun messaggio. 
C’è persino Rimbaud, poeta maledetto, che “interpreta” un Dylan. Dice che per darsi alla macchia, per sparire dalle difficoltà del mondo, ci sono sette cose da fare.
La settima, quindi la piu’ importante, è non creare niente, perchè non verra’ capito e questo è il grande dilemma del film. Del personaggio, dell’artista, dell’uomo Dylan.
“E’ come avere ieri oggi e domani nella stessa stanza. Non puoi sapere cosa accadra’”.
“Artistoide”, forse, ma oserei capolavoro.

E se non prende l’oscar Cate Blanchett, rivoluzione. Tanto brava da riempire tutti i sensi.
E con una colonna sonora che farà la gioia di tutti gli indie kidss.


(per leggere post più utili di questo, sul film, prego, enter the connection).

messo qui da: cidindon a 01:05 | link | commenti (10) |
cinema

martedì, 11 settembre 2007

Fifty Women

Sensuali. Splendide.
Sole. Solari. Stupide. Stolte.
Stronze. Solitarie. Sagge. Selvagge.
Sandalate. Stivalate. Stanche. Sovrappeso.
Salutiste. Scheletriche. Sballate. Stoiche. Sporche.
Sante. Suore. Suocere. Servili. Sottomesse. Simpatiche.
Soporifere. Soddisfatte. Spietate. Scrupolose.
Sciatte.
Saccenti. Scontente. Scontate. Scostanti. Sciocche.
Superficiali. Superiori. Svampite. Svaporate.
Simpatiche. Sguaiate. Suonate. Sdraiate.
Sollevate. Sorprese. Sorprendenti.
Sensibili. Silenziose. Sorridenti.
Sconvolgenti.

Playing With "S"

messo qui da: cidindon a 00:04 | link | commenti (6) |

venerdì, 07 settembre 2007

Ieri ho compiuto gli anni.
E’ stato proprio un bel compleanno. Ho lavorato il giusto, sono uscito un po’ prima del solito. Una specie di “auto-regalo”.
Sono andato a fare una passeggiata. E ho visto un tramonto con squarci d'oro spalmati su nuvole panciute.
Ho ricevuto un bel regalo. Un pupazzo del gatto più fico di tutti i tempi.  E un dopobarba fescion. Proprio quello che avevo rotto durante le vacanze. Con mossa stupida di scivolamento dalle mani, accompagnata, durante l'esplosione in mille goccie di vetro della boccetta, da un paio di bestemmioni competitivi.
Poi mi sono vestito come un ventenne, jeans larghi, polo a righe, sneakers con le strapss e siamo andati a cena. L’amico ristoratore impeccabile, il cibo ottimo, il vino nettare. Brindisi, chiaccherismo, le mie belle donne di famiglia, un po’ di tasso alcoolemico elevato. Non guidavo io.
Ci voleva proprio.
“...don’t let the darkness eat you up”.

(quanto avete letto è una gag. Ieri non è stato il mio compleanno. Bensì quello di mia sorella. Solo che quest’anno abbiamo deciso, noi noti buoni a nulla, di scambiarci i compleanni. Lei "festeggerà" fra un paio di mesi il mio, io ho “festeggiato” ieri. Fine della gag.)

Buon compleanno, Gino. Ti auguro di avere sorprese. Spesso.
Come, credo, questo piccolo poss.
Love.


1975_montagna
Bonus track: una canzone di handclappin’, fiati, allegria.
Okkervil River : A hand to take hold of the scene (Mp3)




messo qui da: cidindon a 09:45 | link | commenti (5) |
mood

giovedì, 06 settembre 2007

Un posto musicarello.

Innanzitutto, in grave ritardo.
E’ morto Max Roach. Giorni fa, il 16 agosto, rimedio ora.
Una leggenda del jazz. BeBop. New thing. Un pugno di musicisti che cambiò le regole. Che inventò un gergo. Esplorò mondi nuovi. Suonava la batteria. Io l’ho visto suonare. Anche io suonavo la batteria, allora. Lui era un vecchietto ben vestito. Con passo incerto. Si sedette, e io in un palco, da solo, proprio sopra di lui. Avevo i peli delle braccia dritti. E il piede a seguire il tempo. Emozionante. La spiegazione pratica di come fare cantare la batteria. Di come uno strumento così “pratico” (siamo a corto di sinonimi) possa esprimere suggestioni dolcezze e potenzialità inaspettate.
E come mi piaceva suonare. Roach era l’idolo del mio maestro di batteria. Mi presto’ un suo disco. Quella sera ero tanto entusiasta all’uscita dal teatro che non ci credevo. Avevo avuto la conferma che avevo scelto lo strumento giusto. Sfortuna volle che un tendine abbia rotto i maroni. Bè, peccato.
Mr.Roach, R.I.P.
Clifford Brown/Max Roach - Daahoud (Mp3)

Poi, in lieve ritardo.
Esce il nuovo “Band of Horses”. Di cui si era molto apprezzato l’esordio, inclusivo di perle splendide. L’antipasto dà conferme.  Ed è scaricabile qui.
C’è anche il nuovo Go! Team che scarrozza in giro. Una specie di colonna sonora di telefilm anni settanta e voglia di dancefloor. Un caleidoscopico mix di fiati funk dance rock campanelli e voglia di divertirsi. Un po’ ripetitivo nello schema forse, ma viene voglia di salire su un qualunque tavolo e ballare.
Si ascolta tutto sul loro myspace, e ci vediamo , a ballare.

Poi, in ritardo, perché è un disco che si è molto ascoltato lungo la spiaggia.
Gironzola nei vari lettorini, anche il nuovo New Pornographers. Molto pop e canticchioso. Una leggerezza, mai banale. Danzereccio nel veloce, sognante nel quieto. Si segna per la top ten. Poi si vedrà.
Una canzone. Che fa “…nananana nanananana…” 
The New Pornographers - Challengers - (Mp3)

Okkervil River. Un gruppo scoperto praticamente adesso. Che se avessi due vite conoscerei tutti, quasi, i gruppi del mondo, ahimè n'est pas possible. Una bella intervista al leader sul “Mucchio”, un paio di bloggers pusher et voilà. Alt-rock, divertito e ricco di richiami e rimandi. Ma con una grande personalità. Non saprei bene cosa scrivere, so che sono cinque giorni che non si ascolta altro. Infatuazione o un ottimo lavoro ? Propendo per la seconda. Da ascoltare, tutto, sul sito ufficiale. Un gioiello, davvero.

E poi si ascoltano i già conosciuti Canadians. Si sapeva gia', si erano pure visti “live”. Chitarrone "weezeriane", sing-a-song, ballatone che si appiccicano come “Good News”, classico ma deciso power pop come per l’ormai anthemica “Find out our 60’s”.
Bravi, forse nel cielo italico è nata una stella.
Il titolo è "A sky with no star". Si trova su iTunes o qui.

(Bonus track : non c'entra col post musciarello, però mi preme segnalare una interessante discussione sulla distribuzione cinematografica di un certo tipo di cinema. Diciamo d’autore, semplificando. Chez Onan. Opinioni e idee. Qui e qui.  )

messo qui da: cidindon a 00:19 | link | commenti (2) |
musica