appunti, senza filo conduttore
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visitato *loading* volte
Come bari al tavolo di una partita di poker.
Le carte truccate scivolano dalle maniche accompagnate da roboanti parole esplicative di giustificazioni false.
I bari si trovano di qua, e sono quelli che un giorno "DICOno" che è la cosa più importante di tutte, il giorno dopo non DICOno più, basta una genuflessione e via, tutto dimenticato. (*)
I bari si annidano anche dall'altra parte. Con un poker servito per rovesciare quello che fino a ieri era un governo disastroso, per tornare a votare e vincere tutto il piatto.
Passano la mano, perché bisogna aspettare, forse, il giorno in cui i soldini andranno in cassaforte (**)
E il tavolo perde sempre.
Mentre i bari si apprestano a smazzare nuove carte, ci sarebbe da sottolineare una piccola cosuccia italica (usare la parola scandalo è eccessivo ?) che rischia di essere troppo rapidamente dimenticata (e forse non sarebbe un male).
Il nuovo logo "i+cetriolo".
45 milioni per promuovere l'immagine del paesello. Con un cetriolo.
Un orrore di cui si può leggere in giro e approfondire qui.
Volendo fare un piccolo gesto, probabilmente inutile, c'e' pure una simpatica petizione contro. (***)
Tanto, domani inizia sanremo. E i bari continueranno a giocare, con sottofondo di canzonette. (****)
* = la cosa positiva della probabile, prematura scomparsa dei Dico è che smetteremo di farci giochi di parole.
** = link esplicativo, dato che i miei post "politici" tendono alla cripticità esasperata.
*** = forse i blog non servono a molto. A volte però, forse, speriamo, sì.
**** = ...e bonus di compensi ad personam e regolamenti pure.
We know a place where no planes go
E dalle orecchie grate e gioiose per cotanta bellezza, ci sono canzoni che subito si infilano sotto pelle. Senza bussare, senza chiedere permesso. Tanto la porta è sempre aperta.
Ti trovi in un enorme campo verde. I jeans soliti, la maglietta preferita, le scarpe con la X.
Apri le braccia e "EH!". Muovi la testa "EH!"
Where we know...
A braccia aperte, aspetti le note di fisarmonica, ricordi una fisarmonica, accerchiato da nuvole che ospitano decine di violinisti vestiti di impeccabile nero, aspettando l'accelerazione. Anche del battito.
Women and children, let's go! Old folks, let's go!
Un lieve rivolo rosso uscito da chissà dove, disegna un morbido sottile percorso, sulle braccia aperte.
Un piccolo fiume che scorre.
Nel verde, minuscole, ma crescenti, margherite, seguono il coro ondeggiando la sottile corolla bianca, quasi trasportando il lirismo di un enorme campo verde.
Chudi gli occhi. E sorridi, inconsapevole.
Ostaggi. Di idealisti con morbide giacche a scacchi che sognano ancora la revoluccion, pianificando l'ennesima manifestazione/occasione dove sbrodolare la propria purezza intellettuale, la propria diversità cieca di fronte alla, seppur triste, realtà.
Ostaggi. Di affaristi assetati di potere con la macchinetta contasoldi e il contrattino pronto all'uso, sotto il blazer su misura.
Semplificando e banalizzando, in mezzo a un mare di odio (vedi i cori da ultras, questa volta da destra, dei nostri rappresentati in parlamento) e di volgarità assortite (vedi-bis).
Ostaggi. Comunque.
Accade che prendo una multa. A Settembre.
Un giocoso autoveloss piazzato nella strada parallela alla via in cui lavoro.
Eccesso clamoroso di velocità. 66km/h.
Multa. 150euri circa. Pago la multa, appena mi arriva la notifica a casa (un mese dopo, notifica spedita da Rimini - deve essere conveniente spedire nella prov. di RE una raccomandata da Rimini).
L'altro giorno arriva un'altra raccomandata. Da Rimini (vedi nota sopra).
Altra multa. 260euri. Relativa alla stessa multa di settembre. Perchè?
Perchè non ho comunicato (io, trasgressore) alla P.A. che ero proprio io, giurin giurello, IO, alla guida del mezzo a me intestato. L'onere della prova deve essere solo il titolo di un libro.
Chiedo lumi ai vigilantes.
Soluzione A, prendi i soldi e scappa: pagare e niente penalità di punti sulla patente.
Soluzione B, chi la dura la vince (o, ti sfiniremo di burocrazia): rivolgersi a un giudice di pace, che, forse, mi darà ragione, non facendomi pagare, però togliendomi i punti.
Telefono al giudice di pace. Si può fare, dice, ma a ottobre, che prima non c'è posto.
Piccolo problema tecnico: la multa (quella nuova) va pagata entro 60 gg. Da febbraio a ottobre sono un bel po' più giorni.
Rischio: il giudice di pace mi da' torto e mi tocca perdere i punti e pagare la multa, ma raddoppiata perchè non pagata nei termini di legge.
......
Truffatori. Rapinatori a autovelox armato. Aggiratori della legge. Falsi. Succhiasangue.
Dovrebbero essere dalla parte del cittadino le leggi. Forse, forse in un altro paese.
Io dovevo SAPERE. O leggere una riga in caratteri minuscoli. Io dovevo andare e dire "Ehi, i punti toglieteli a me". Io, colpevole. Doppiamente, per indignarmi ancora.
Pago. E concilio. Quando finiranno i soldi dati in pasto ai pescecani delle multe, si andrà in bicicletta. Dicono faccia bene alla salute.....
dal vangelo secondo me.: libro 2-pag.1602 v.12
..ah...naturalmente la programmazione del nuovo multisala e' una merda, come ampiamente previsto.
Nella settimana in cui escono due film interessanti per noi "uomini de cuRtura-assai relativa" - ossia: last king of scotland, che sarà anche troppo impegnativo per i multiplesss pero' ha comunque l'attore protagonista addirittura "oscar nominee", quindi un pò "spendibile" pubblicitariamente + letters from iwo jima, che sarà anche una palla sottotitolata ma è pur sempre diretto da quel regista che tutti conoscono, perfino i youngpopcornseaters, suppongo - al cineplus...undici sale...non ci sono...pero' in due sale fanno...."notte prima degli esami oggi"...mavaffanculo.
(ps.: per chi si vuole fare due risate: cliccare il link sopra e leggere i "lanci" dei film consigliati. Strabilianti...
Es.: Blood Diamond: DiCapri* nei panni di un cattivo che compie azioni buone al "tramonto" della vita. Eh ?!?!)
Ricordi i giorni delle rose?
Entravi e la stanza cambiava luce, cambiava colore, cambiava profumo.
Cambiavo umore, cambiava tutto.
Portavi in dono petali di rosa incartati in un sorriso timido.
Le tue piccole rose, piccole e profumate.
A volte le tue rose sbocciavano la mattina dopo. Altre volte impiegavano qualche ora in più, ma era sempre una epifania.
E tu tornavi dentro, le guardavi e sorridevi soddisfatta.
Qualche giorno dopo erano da buttare, appassite. Conservavano però il tuo tocco, la tua grazia, la tua cura.
Ricordo i giorni delle rose.
Ora rimane il vaso, vuoto e solitario. Aspetta ancora rose.
…che non è estinto il romanticismo, solo che si nasconde bene e spesso si fatica a trovarlo così annidato dietro paure fretta bugie ricordi speranze varie ed eventuali.
Fra i sorridenti report finanziari mensili dei "baci", i resoconti di cassa serali dei fiorai, floridi di perdoni e scuse, in mezzo a nuovi e vecchi e possibili amori, fra tanti baci dati per dovere, baci dati per piacere e baci ingenui, stasera si incontreranno due persone che ora si frequentano grazie, anche, ai miei "ruffiani" interventi.
Lei spera in un piccolo presente. E fino alla settimana scorsa sputava sentenze velenose su Valentino e le sue "usanze".
Questa è per lei e per le donne romantiche che a volte si dimenticano di esserlo.
Sperando che lui si ricordi di portarle un cioccolatino.
Buono, però. Basterà.
MethenyMehldau: "Make Peace"
Ooopppssss...I did it again...come disse tempo fa una teen ager trasformatasi, dopo avere toccato il successo, in una discutibile icona white-trash comprensiva di smignottamento...
La sveglia è una lama di un sorriso di luna nel cielo indeciso fra il blu cobalto e l'azzurro chiaro, sopra alla testa assonnata e sapere che sarà una giornata di sole scoprendo le nuvole, libere di pioggia, che se ne vanno a est. Il mattino è troppo bello per tornare a poltrire.
Quindi....mi presento alle porte della piscina alle otto meno cinque.
C'e' una signora delle pulizie sulla porta. Mi avvicino quasi timoroso.
"Buongiorno...è aperto??"
Lei, confermando i clichè di cui al post sotto, con ineccepibile accento est europeo: "Nuotare o segretaria ?"
"Nuotare!!" "Allora aperto..."
Nessuno nel corridoio, nessuno nello spogliatoio. Immagino di essere un magnate dell'industria del tabacco e di possedere una piscina tutta per me.
Arrivo sul bordo vasca. Nessuno. Tocco la superficie dell'acqua con un dito. Con rispetto, con grazia.
Con molta meno grazia mi esibisco in un tuffo stupido. E poi il solito sciaff sciaff, pant pant...
Il flebile suono, ovattato dalla cuffia, di me che respiro affannato, dopo uno sprint immaginario con Spitz, viene sopraffatto dall'arrivo di una ottima colonia di signore cinquantenni ma anche di più che si svegliano al mattino con housemusicss e sgambettamenti subaquei. La maestra di coreografie acquatiche urla come un sergente dei marines e sono le otto e mezza e l'ufficio attende.
...ufff ufff...pant pant...
(avete letto: the life acquatic with Ci-Zissou Ep.2)
Alle sette del mattino il mondo sembra più in ordine, anche se il traffico mattutino di macchinine assonnate e camioni sbuffanti già invade le strade.
Il cagnusso che mi ha svegliato alle 6,45 avrà doppia razione di carezze stasera perché erano mesi che volevo provare il nuoto "mattutino"andante.
Arrivo nel parcheggio della piscina alle sette e venti. Non c'e' nessuno. Entro, non c'e' nessuno alla reception. Sembra di essere in un film post qualcosa ma anche in un sogno dove lo spazio è tutto mio.
Nel corridoio incontro due signore delle pulizie. Suppongo siano polacche o ucraine o di una nazione che finisce in emigrazione forzata. Un bel "L'et faat d'ed là...?" mi conferma che anche io penso per clichè.
Nello spogliatoio un signore in accappatoio che evidentemente ha le chiavi perché ha già fatto la doccia e sono le sette e ventuno. Mi guarda infastidito e lo capisco. Rovino il suo mood. Grugnisce un buongiorno e sparisce in bagno.
Mi cambio e arrivo alla vasca. Io e due donzelle. La corsia è tutta mia. Meraviglia. Sciafff Sciafff Sciafff...pant pant pant...sciafff sciaff sciafff...pant pant pant...
Fatto. Mezz'ora è più che sufficiente. Evoluzioni subacque incluse. Doccia, vestizione e fuori. Alla reception ancora nessuno. Nel parcheggio grigio, sotto un cielo grigio, dentro la macchina grigia, mangio uno yogurt previdentemente portato da casa. Silenzio e grigio.
Un bell'inizio di giornata.
Cinque minuti dall'ufficio, cinque minuti per spegnere l'entusiasmo di un bell'inizio di giornata. Che però rimane addosso, come il lieve odore di cloro che resta sulle mani, come una lieve soffice euforia.
Come un brano jazz di melodica piacevolezza.
Doctor3-Song#3
...sciaff sciaff...pant pant...
Come si scriveva giusto un post sotto...non ci voleva molto a sapere come le cose sarebbero andate a finire.
Il calcio moderno riparte. Senza spettatori ? Con spettatori ? Chissà.
Il punto non è questo. Il punto è ovviamente, la mancanza di intelligenza, di pensieri in prospettiva, il perseguimento degli errori, fino a quando gli errori diventano orrori e basta una domenica di finte lacrime per continuare ad umiliare chi davvero ama questo sport.
A porte chiuse ma telecamere accese. Che merde.
Saprei io cosa fare. Ci penso io a raggruppare un centinaio di tifosi con chili in abbondanza. Ad organizzare un simpatico paio di pullman ed andare nella sede della federazione. Li' giunti, prenderemmo tutti i fantocci che parlano in questi giorni, li riempiremmo di sberle, li faremmo inginocchiare sui ceci, dormire su letti di cocci di bottiglia, a pranzo e cena una bella razione di lacrimogeni, a merenda organizzeremo un tiro al bersaglio con cubetti di porfido, tanto per fargli capire com'è, prendersi un lacrimogeno, o un pezzo di pietra, in faccia.
Dopodichè un patto. Scritto. Chi non firma viene espulso per sempre dalla comunità.
Il patto:
"Da oggi ci impegniamo a restituire credibilità al calcio. Chiuderemo tutto fino alla prossima stagione. Convocheremo una sessione aperta a tutte le componenti in causa (calciatori, tifosi, polizia, tivu', sociologi, società sportive, giornalisti che non abbiano mai preso parte a processi tivu', esponenti esteri di federazioni non corrotte come questa...) che dovrà produrre idee che terranno conto non di fandonie e cliche' ma della reale situazione italiana. Un paese che non è l'Inghilterra. Dopodichè daremo via esecutiva alle decisioni prese. Senza protezioni, commistioni, indecisioni. Anteporremo il tifoso allo spettatore tivu', la sicurezza alle esigenze tivu', la bellezza del gioco agli affari. In questo modo potremo sperare di restituire, a chi lo vorrà, un gioco, una passione, un passatempo."
Calci in bocca a chi non firma. Gogna pubblica per tutta la durata del conclave per l'idiota barese "di ritorno" e per l'affarista pelato con la cravatta gialla.
Punte di un sistema marcio. Che nessuno sembra davvero avere la voglia o la forza di ripulire. Partendo dall'alto.
Ah...quasi dimenticavo...ai prossimi incidenti, avrete ancora lacrime? Merde.
(un commento più ragionato, a futura memoria, qui).
Avevamo i biglietti in tasca. Avevamo prenotato il ristorante.
Avevamo persino scelto il menu'. Polenta e cacciagione.
Avremmo fatto un breve viaggio in macchina, sorridendo delle nostre storie, sognando gol e insultandoci bonariamente.
Avremmo mangiato bene, bevuto bene e riso meglio.
Saremmo andati nella curvetta dello stadietto, dove avremmo cantato un pò, urlato un pò, chiacchierato un pò, sperando di vincere e di vedere qualche bella azione.
Saremmo tornati a casa stanchi ma contenti. Probabilmente avremmo incontrato qualche tifoso locale con cui avremmo scambiato opinioni sul campionato e brindato al vincitore, o al perdente.
E ce la saremmo raccontata durante qualche serata estiva, come quella volta che pioveva a secchiate, o quella volta che c'erano cinquanta gradi di bollente cemento sotto i piedi, o quella volta che abbiamo sbagliato strada a tornare.....
Invece staremo a casa. Noi che andiamo allo stadio, in curva, ma che non cantiamo in "onore" dei diffidati, non cantiamo contro nessuno, incitiamo solo la nostra squadra.
Non siamo la minoranza, siamo la maggioranza che spesso è silenziosa.
Domani ci sarà la riunione della federazione, dove parrucconi colpevoli come le società spesso colluse, gente che ci ha marciato sopra una vita, deciderà di molte nostre domeniche. Dovrebbero dimettersi tutti. Gente nuova dovrebbe pensare a soluzioni nuove.
Da oggi, molti (che non è tutti) giornalisti bavosi assetati di scandali e di polemiche pretestuose, ma con la penna buonista pronta a vergare colonne di ignominia, scriveranno pezzi intrisi di rigidità e pentimenti. Licenziatevi. Siete scandalosi e privi di dignità, soprattutto quelli che urlano in squallide trasmissioni sportive con sciantosa sul trespolo.
Nuovi professionisti dovrebbero salvare e nobilitare il privilegio di raccontare del calcio.
Ho paura che ciò non accadrà. Siamo un paese così. Vagamente alla deriva. Con il vero problema che è il più difficile da affrontare. Un buco nero che lentamente risucchia la vita in comune.
Senso civico. Cultura del rispetto. Materie prime ormai prosciugate a queste latitudini.
Perchè il peggio negli stadi, non sta, come vogliono fare credere, solo in certe espressioni delle curve. Sta nei signori della tribuna centrale che si girano e ti fanno il gesto dell'ombrello dopo che la loro squadra va in vantaggio.
Sta negli uomini di merda che passano il tempo ad insultare gli avversari, ma se li avvicini e chiedi "scusa...a chi bastardi?" arrossiscono e affrettano il passo.
Credo, ma spero tanto di no, che pagheremo solo noi. Quelli che vanno allo stadio per divertirsi, per sognare, per passare il tempo.
Noi siamo pronti. Potrebbe essere l'ultima occasione per continuare a vedere un figlio con la sciarpa della squadra al collo che indica un giocatore e chiede chi è. Il padre, mentre risponde, non si vede, ma gonfia il petto.
Non è retorica. Credo davvero sia così. Credo anche certe paure siano da bandire per sempre. Paure che ho visto dentro occhi che vagano all'interno di un mezzo blindato di colore blu, dentro occhi che aspettano che smetta la sassaiola fuori dal blindato di colore blu. Paure che ho visto dentro occhi di amici che volevano solo vedere la partita, non pensavano di dovere sputare fiato scappando da blindati blu.
Presumo anche di sapere come pensa un capo ultrà, ameno come pensa mentre beviamo insieme un caffè.
Non sarà facile perchè quelli non mollano. Hanno il dominio su una parte di uno spettacolo e difficilmente molleranno. E poi c'è il capitolo pseudo-politico e affaristico. Cose complicate, ramificate in anni di lassismo.
Adesso. Forse, o mai piu'.
Fermatelo un anno. Senza sconti. Fate pulizia. Retate se necessarie. Di teppisti, dirigenti, calciatori, giornalisti. Chi sbaglia paga. Responsabilità.
Non fate cazzate. Non rovinate ancora di più la nostra domenica. Abbiate uno scatto di intelligenza. Trovate soluzioni.
Noi siamo pronti a sostenervi, anche se perderemo qualche saluto, litigheremo con qualche conoscente.
Ma che non sia l'ennesima pagliacciata.
Abbiate rispetto di chi ancora ama il calcio. A volte senza sapere perchè.