un posto per scriverCI

appunti, senza filo conduttore

Eccomi

Utente: cidindon

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto Recenti

Archivio

oggi
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Ascoltando

Nada Surf
"Lucky"
Soulwax
"Remixes"
Bad Plus
"Prog"

Leggendo

Jonathan Carroll
"Ossi di luna"

Tv series (now)

Pushing Daisies

Disclaimer

Mp3 links posted on this site are for evaluation purposes only. Buy the CDs or support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, write me .

Grazie per la visita

visitato *loading* volte

 
venerdì, 26 gennaio 2007

Gli mancava qualcosa. Non l’impegno, nemmeno l’impiego.
Gli mancava la sicurezza dei numeri che quotidianamente gli passavano sotto gli occhi. Numeri che capiva, numeri amici.
I numeri gli erano sempre piaciuti. Fin da bambino, ma la famiglia non si poteva permettere l’università e la laurea in una materia scientifica rimase sempre un piccolo rimpianto che si sarebbe fatto vivo con sempre minore intensità, come una piccola ferita, lenta a rimarginarsi.
La promozione a direttore amministrativo lo colse alla sprovvista.
Non si sentiva un “direttore”. Non ne aveva il carattere per imporsi, non ne aveva l’esigenza. Si era sempre accontentato.
Dello stipendio, delle futili conversazioni accompagnate da disgustosi caffè prodotti da macchinette sempre più sofisticate che spremevano un caffè sempre più orrendo.
Il lavoro gli era sempre piaciuto. Non amava viaggiare, amava le sue abitudini.
La fila in macchina al mattino, la prima nuvola di fumo che riempiva l'abitacolo e l'osservare le altre persone con gli occhi pieni di sonno. Il lavoro e poi, quando capitava, l’aperitivo alla sera e poi tornare a casa.
Dove la storia era completamente diversa. Dove c’era stata Emilia per parecchio tempo e poi più. Dove c’era stato un barlume di futuro diverso e poi più.
Aveva accettato la pensione perché tre anni di direzione l’avevano provato più che i precedenti trentasei immersi nella piccola contabilità.
Si confrontava quotidianamente con persone più giovani e profondamente diverse. Troppa fretta, troppe telefonate, troppe sotterranee tensioni.
Raggiunta l’età pensionabile aveva resistito, grato al titolare per quella carica che, in fondo, lo inorgogliva.
Poi, improvvisamente abbandonò. Stanco. Si sentiva stanco per la prima volta in tanti anni.
Una stanchezza profonda e intensa. La corsa serale non bastava più a placare le sottili ansie.
I fantasmi avevano ripreso a correre con lui. Il fantasma di lei, tirava la fila. 

(incipit..ricordando un pensiero e una persona.)

messo qui da: cidindon a 15:21 | link | commenti |
mood

lunedì, 22 gennaio 2007

Vado spesso al cinema da solo. Mi piace proprio. Nessun commento, nessun problema. Parto io, faccio io, guardo io, giudico io. Molto egoistico. Però se non c'è uno straccio di conoscente che vuole vedere, fra gli altri, "La science des rêves", cosa faccio ? Non ci vado ? Inaccettabile.
Però dopo essermi buttato in un mondo di cui mi sento frequentatore, lo spazio fra sogno e realtà, avrei proprio voluto parlarne a caldo. Troppe cose che volevo fissare ricordare, ripassare, mentre un cavallo di pezza ovviamente mi tornava in mente. Ne scrivo a freddo, vediamo.
Bellissimo, innanzitutto.
Fra oniricismo e visionarietà, 
Stéphane e Stéphanie&m'ama non m'ama, si viene travolti da un gioiello d' invenzioni, dialoghi, fantasia.
Per me da vedere e rivedere. Forse perchè mi ritrovo nello sdoppiamento sognante, forse inconcludente del regista/protagonista, nell'imbarazzo e nel rossore, nel sogno e nell'impossibilità di realizzarlo....si potrebbe scrivere per ore di questo film...nel parlare col cuore o nell'aspettare parole....
Peccato però che, ahimè, mi sono dato un'occhiata in giro a luci spente.
Se non ho male interpretato le espressioni della gente in sala, fra lo scocciato e l'annoiato, questo gioiellino non sfonderà, al botteghino e al gradimento medio,  bloggers a parte, generalmente et giustamente entusiasti in blocco, direi.
Troppo circolare, troppo intellettuale, Troppe cose da metabolizzare.
Soprattutto perchè è "...il film di quello che ha diretto eternal sunshine of...no...se mi lasci..." "..ti cancello...ah, ho capito....".
E forse questo è troppo difficile da compenetrare, spiegare, raccontare.
Ed è un peccato perchè poca gente immagina i sogni, troppa gente spesso li lascia perdere.
E avremmo perso il cellophane. E le nuvole. E le scarpe coi lacci magici. E la macchina del tempo. E il giubbotto dell'amico di lui, perfetto contraltare del protagonista e macchietta clamorosa e...e...e...


...e..."Suffocation keep"-The Slip (fra l'altro un gran bel disco....)

messo qui da: cidindon a 22:40 | link | commenti (3) |
cinema

sabato, 20 gennaio 2007

Si voleva andare a vedere i "Miro's Gardens" (thanks Monterey!) a Bulàgna poi si è appreso che era impossibile entrare. Quindi piano B.
Fortuna che c'è quasi sempre un piano B. Fortuna che a volte il piano B si rivela migliore dell'originale.
Così ho visto i Canadians.
Proprio un bel concerto. Fra power pop, pop rock, indie-rock
con inattese quanto appezzate aperture post-rock e quant'altre definizioni di genere rock vogliate, questi ragazzi che ho scoperto sul blog del bassista (che a volte pare l'unico che sembra divertirsi, gli altri sono più "seriosi")  secondo me sono proprio bravi.
Immediati ma genuini.
I pezzi sono tutti buoni, parecchi con "ganci" melodici efficaci, purtroppo l'acustica non era un granchè (anche sul palco, si è visto) e certi preziosismi si sono un pò persi.
Dietro a una bella "Pearl", un gran batterista, potente e compatto con variazioni di stile.
Un' amico musicante storce il naso, ma sapessi che differenza fra i tuoi brani e questi. Una questione di genuinità appunto.
Batto il piedino, muovo la testina tutto il tempo.
Ricevo grazie dai ragazzi che sono venuti sulla mia parola mentre le quasi inattese aperture post-rock trovano grande apprezzamento.
Voglio l'album.
E mi sono divertito. Poca gente però, meritava più pubblico, fin dall'inizio.
As ved che a Modna an ghne' mia tant d'indichids...però a ghè dimondi regazzì indiefescion ki van a balèr...

messo qui da: cidindon a 17:30 | link | commenti (4) |
serate

venerdì, 19 gennaio 2007

Nel giorno in cui l'inverno è primavera, esce al cinema (ma non nei cinema lozzi della provinciona satolla) il film che avvisa l'umanita' del pericolo più pericoloso (ce ne fosse bisogno, anzi c'e' bisogno che tutti sappiano). Come dire "casca a fagiuolo".

Nel giorno che è inverno e fa un caldo che alcuni girano in maglietta (esagerati) compro i biglietti per quello che sarà, già adesso, il probabile miglior concerto del 2007.
Trail of dead@Bulàgna.

Nel giorno che molti pensano che il mondo finirà prima del previsto perchè 20 gradi al 19 gennaio c'e' qualcosa che non va (il mondo tranne Mr.President, sì proprio quello là che se ne fotte e pensa a fare la guerra) io faccio il ruffiano o il cupido a seconda dei punti di vista.
Parlo con lui mentre "schaipo" (leggi: ciatto su schaipe) con lei.
Entrambi mi dicono "..non dirlo a lei/lui.." ma io so che dopo i trentacinque anni una spinta ci vuole e gliela do', la spinta. E se "centro" questa coppia mi merito il premio ruffiano/cupido of the year.

Nel giorno in cui a gennaio ci si abbronza in pianura, stasera sarò probabilmente il più vecchio nel locale. Non è una novità, non è detto sia un male.

E il giorno che "...ti ricordi quel giorno a gennaio che c'erano venti gradi ???..." è un bel giorno.

messo qui da: cidindon a 18:57 | link | commenti |

Dopo averci mostrato come si moriva sulle highlands scozzesi (a colpi di spadone) e sulla croce (e si sapeva, fra indicibili sofferenze, chiodi e frustate) Mr.Gibson ci porta ai tempi dei maya e con parecchie libertà storiche ci informa che si moriva a caccia di uomini o animali, malattie assortite e decapitazioni post-asportazione del cuore.
Sempre un lago di sangue. Fra riti sacrificali, corri corri nella giungla, scappa scappa dai cattivi, il film ha ritmo e all'inizio pone le basi per una lezioncina morale, anche sensata e condivisibile sebbene risaputa, sulla irrequietezza umana.
Le bestie siamo noi, pure autodistruttive. 
Il difetto è che poi si perde un pò in ritmo e in pathos. In parte perchè a meno che tu non abbia mai visto un film del genere, sai il finale con largo anticipo, un pò perchè il vecchio Mel esagera spesso e volentieri e dopo un'oretta la cosa si fa stucchevole.
Aumenta l'eccesso e diminuisce il senso della parabola dell'evangelista Mel che tira il colpo del K.o. sul finale ma non gli riesce del tutto. Forse dopo tutto quel fuggi fuggi lo spettatore è un pò stanco ?
La prossima volta suggerisco di agire in sottrazione. Di sangue, di cose, di corse.
Ma resterò inascoltato. L'uomo pare incontrollabile e incapace di moderare il suo cinema "fisico".
Apocalyptus: guardare e dimenticare.

...ma non del tutto per essere pronti fra un paio d'anni quando l'uomo colpira' ancora e sara' ancora polemica sulla violenza e bla bla bla...e se facesse "Le crociate" ? L'hanno già fatto ? Non l'ha fatto lui pero'....
.e potrebbe essere la summa del MovieMel (spadoni, croci, fruste, decapitazioni...)

messo qui da: cidindon a 15:48 | link | commenti |
cinema

mercoledì, 17 gennaio 2007

"Stufo della musica prefabbricata e "mainstream"? Nente paura, arriva..."   e l'iTunes tricolore (occorre averlo sul pc per seguire il link e ascoltare le anteprime, sorry..) si inabissa sempre più proponendo "...l'ultima iniziativa di G.Elmi, già produttore del Vasconazionale, che lancia in questi giorni la nuova etichetta indie "No-Pop". Ecco la prima raccolta di band rock non tradizionale, in grado di offire sonorità nuove e brani inventivi."

Il mainstream deve essere strano perchè si offende da solo e copia male.

Fortuna che il rock italiano non sta solo in brani di proto rock italian style, eseguiti con nuove sonorità del decennio scorso e pensate con il "santino" del "maestro con occhiali dieselati" nel taschino della giacca. Fortuna che anche in italì c'è maispeis e fortuna che una band promettente ha sfruttato questa opportunità. Fortuna anche che questa band suona vicino al postoperscriverCI.
Venerdì 19. Avete impegni ? Io, si. Vedrò di spostarlo.
Canadians@MyPeople.

Tks, dietnam


** il corsivo è tratto dalla mail settimanale del negozio appolitalia. "

messo qui da: cidindon a 00:17 | link | commenti (1) |

venerdì, 12 gennaio 2007

Le aspettative per un nuovo anno, secondo convenzione, sono sempre elevate. 
Le speranze e i buoni proponimenti si sprecano e si intrecciano.
Una speranza è buona musica. E buona musica è.  Si comincia bene.

Ragazzi della mia provincia, made in REZZ.
Nuovo atteso lavoro, con una interessante caratteristica, ad ogni ascolto il livello di gradimento aumenta.
Post-rock ? Forse lui lo spiega meglio.
Il video  per ascoltare una canzone meravigliosa. 
Una bella intervista.
Assaggione dell'album (che bella parola album!)   
Cavriago rules!

Poi " ladri & codardi" da long beach (come recita il loro maispeis  con quattro brani da ascoltare - altra robina sul, bel, sito ufficiale
)  
U
n album rock  e non solo. Loro scommettono siano una delle big thing del 07.
Approvo. Forse non regge la distanza  delle dodici tracce, però è un bel connubio rockblues con spruzzate acustiche e la discreta ma importante presenza del piano. 
E un brano che spacca, sicuro.

ColdWarKids "Hang me up to dry"

messo qui da: cidindon a 15:07 | link | commenti (4) |
musica

martedì, 09 gennaio 2007

Maestro,
hai visto di sicuro.
Cosa
cazzo si sono inventati ?
Un iPodde con schermo rotante in un telefono in una videocamera in un palmare in un giessemme con il bonus del satellite che secondo me neanche il nuovo 007 ce l'ha ?
Ti rivolgo due domande, master: sempre certo che funzionerà come da Appol-style ? non c'e' un pò troppa roba ?
Fra un "oohhh" per la meraviglia e le possibilità e un pò di terrore per le stesse possibilità, ti abbraccio, certo che qualche high consumer di nostra conoscenza, pervaso da stupore e furore avanguardistico, al più presto ce lo mostrerà..... 
Tuo,
C.

update: ah...già che c'erano hanno fatto anche la MELAVisione.
nota: minchia che business il fottutissimo geek del cazzo fuckin'Mr.Jobbese !!!

messo qui da: cidindon a 22:00 | link | commenti (4) |

domenica, 07 gennaio 2007

Ad, mia, memoriam....i film PREF del 2006.
Una buona annata, credo.
Questi i film che ricorderò, fra quelli visti in sala.
Quello profetico dove il mondo va a puttane e un uomo cerca di mettere in salvo l'unica speranza per il genere umano aiutato da un hyppie magnifico.
Quello dove una ragazzina diventa regina, si annoia, un pò no, prova tante scarpe, mangia dolci e ascolta musica rock.
Il poliziottesco d'autore con il tipo coi baffi e il nero che sparano, lanciano sguardi di ghiaccio, flirtano sui motoscafi e sono fichissimi.
Il cartone con quelle adorabili macchinine.
Quello dove si danno pugni fortissimi in faccia, ma anche bicchieri in faccia e anche spari in faccia e dove c'è un gran traffico di informatori, fra sbirri e malavita irish.
Quello dove l'agente segreto buono deve fare i conti con l'agenzia cattiva, i signori del petrolio, il potere e gli omicidi su commissione.
Quello dove c'è il tipo con una maschera e qualche pugnale addosso, quello che parla di rose e rivoluzione.
Quello di guardie e ladri, dove fra un muro dietro il quale nascondersi e le domande agli ostaggi si fa pure un pò di critica sociale.
Il film italiano dove la terra promessa non si vede mai e dove fanno il bagno nel latte. Anche con le carote e sottotitolato per non parlanti siculo.
2006@Movie
Il 2007 cinematografaro già incalza.
Si attende con entusiasmo:
Blood Diamond; Dreamgirls; il film dei cartoni gialli ; Ventitrè
Si attende con smodato entusiasmo:
Ratatatouille ; TenaciousD ; Zodiac ; J.McClaine4 ; Bobby
Si attende e perchè non me lo fate vedere adesso, qui e subito, che già non resisto:
Trecento ; Smokin'Aces ; Luomoragno3 ; L'arte del sogno.

...e tutto quanto di buono verrà.


messo qui da: cidindon a 18:02 | link | commenti |

lunedì, 01 gennaio 2007

Photo0183Arriviamo nel nostro locale, chiuso al pubblico, non agli aficionados.
I tavoli a ferro di cavallo accolgono i giovani virgulti di una importante e numerosa famiglia del paesello, più amanti paggi e vivandieri saggi accompagnati a loro volta da un paio di sconosciuti che entreranno rapidamente nella modalità della "famiglia".
Ed è pesce e sono bollicine.
Ed è fumo che impregna l'aria come se Sirchia non fosse mai esistito.
La festa è privata, si sa.
E sono tortelli "reinven
ted" di pesce e ripieni di patate che al solo pensiero mi parte un trip delle papille gustative che non sanno quanto ancora dovranno aspettare per sentire quel sapore di mare dolce e terra gentile che ti si scioglie in bocca e tutto va bene.
Ed è una foto con una giacca di velluto nero camicia e cravatta stretta fra un gilet nero a rombi colorati e un maglione marron maglietta nera. Scuro addosso, luci dentro.
E sono un orario imprecisato ma noi inziamo il conto alla rovescia e chissenefrega.
Sono 16 abbracci. Sono 16 baci. Sono 16 auguri in fila per uno fra tavoli e bicchieri autografati, ad memoriam.
Ed è il più bel fuoco d'artifico e il botto più grosso del nostro armatore.
E'una corsa nel freddo
della piazza vissuta da un esiguo mix di razze che non si mixano.
Ed è il primo bicchiere dell'anno, ed è champagne.
Ed è il primo piatto dell'anno. Oh no...è la pepata di cozze.
Cozze e champagne.
E' "..se l'anno dovesse somigliare vagamente all'ultimo dell'anno, sarebbe l'anno dell'abbondanza..".
E così sia.
E propositi e cazzeggi, dolci e rumS.
Una chitarra che fa capolino, qualche canzone, una canzonaccia, ultime cose.
E sono le quattro. Buon anno dal nostro splendido rifugio.


 

messo qui da: cidindon a 18:27 | link | commenti (1) |