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Natale è passato senza lasciare danni, senza lasciare gioie.


2006 in musica. in un immagine. Il mio spirito natalizio è inversamente proporzionale all'inarrestabile aumento dei "babbinatalirampicanti".
Quei pupazzetti impersonificanti il mitico dispensatore di doni ai bambini buoni, tesi nella scalata di una facciata di una casa, un comignolo, un balcone, che stanno invadendo il paesaggio della valle ogni anno di pù.
Metterei una foto ma non è proprio possibile per i miei occhi, vederne un altro. Se non altro per oggi.
Per non essere troppo antinatale, soprattutto dopo il blitz al centro commerciale grande grande per acquistare qualche regalino in formato carta stampata (blitz compiuto peraltro ad occhi bassi per non perdere il passo della corsa contro il tempo, pochissimo in questi giorni, della pausa pranzo e per non guardare troppo la fauna che mi circondava) metto qui una canzone che fa "atmosfera".
"Jingle Bell Rock". Virata rock d'antan by BrianSetzerOrchestra.
...a proposito...ma nel centro emilia, forse anche in altre zone, la lobby dell'aceto balsamico ha investito molto nella commercializzazione delle ceste natalizie.
Praticamente ho fatto scorta per un lustro..che non è poi male, forse.
La voce schizza dalla bocca spalancata in urlo belluino, per poi rotolare giù per i gradoni della curva, pestata da anfibi neri o sneakers di vari colori, per finire spiattellata contro le protezioni, restando esanime a terra, fra acqua e carta bagnata.
Perdo la voce mentre strattono un perfetto sconosciuto, mentre vengo soverchiato dalla mole dei miei pards scattanti nell'abbraccio corpulento, mentre l'esultanza si impadronisce di uomini, ragazzi, bambini e poche donne coraggiose, dopo che una folle traiettoria di una punizione, a un minuto dalla fine, si trasforma in veleno puro grazie a un avventato tocco aereo di ginocchio di un difensore stanco, terminando all'incrocio dei pali nella porta avversaria.
Semplicemente, la dimostrazione della gioia pura, applicata al calcio.
Essere a tratti gravemente infastidito dalla brutta gente, cos'è?
La brutta gente, vestita male, proprio sciattamente, non sorridente, apparentemente incazzata.
Capisco che la vita è difficile e sono le dieci del mattino e blablabla, dove nel blablabla stanno le parole di giusta giustificazione di tutti,
Ma che l'unica persona sorridente nel bar discretamente pieno e dove servono peraltro un ottimo caffè, sia io, è imbarazzante per me che di solito mi sento etichettato serio dalle persone che frequento.
C'e' qualcosa che non va in giro? (a parte l'ovvia paranoia che mi porta scrivere queste note)
Nei miei occhi ?
Vecchiaia incipiente condita di insofferenza ?
Ridicolo segno di superiorità ?
Bohemiènne attestazione con certificato di mia verità di noia dilaniante ?
Un briciolo di verità ?
O semplicemente una mattinata storta, stranamente non migliorata dopo visita, peraltro poco fruttuosa, presso catena di librai e negozietto di musica di nicchia, trasformatasi in pomeriggio brillante e serata, pare, interessante ?
Domani è domenica, si vedrà.
Favoloso.
Non ci sono aggettivi più appropriati per definire il concerto di ieri sera.
Cadenza voce hip hop e un caleidoscopio di musiche, una sorta di enciclopedia musicale virata hip hop fra scatti rock, carezze R&B, intermezzi reggae(ton), rimandi dub, momenti pichedelici, ritmi funky, versioni bossa.
In un concerto che non si può definire hip hop.
Musicisti sopraffini che in due ore mi hanno stupito più di una volta.
Hanno fatto loro versioni di "Roxanne" "Owner of lonely heart" "Smooth Criminal" e altre che sfuggono alla memoria troppo impegnata ad assimilare particolari che renderanno il ricordo pregno degli stessi.
Quel grande uomo alla batteria. Pettinatura afro big size, pacca clamorosa, ritmiche succulente.
Una delizia, quasi commovente.
Accoppiato a percussionista sorprendente.
Il bassista fisso con cigarillo in bocca. Alla chitarra un folletto nero con ottima t-shirt "Marvin" con la faccia del Gaye (RiP). Black Thought stupendo rimatore. Il cinquantenne capello bianco totale, che si è accesso tre canne in mezz'ora, unico a fumare, almeno all'inizio, nel locale milanese ligio alla *irchia, con pubblico fin troppo posato.
Poco importa in due ore di suoni ottimi e belle cose.
Su tutte i due con le bacchette in mano.
?uestlove ha fatto un assolo di batteria che si è trasformato in una suite di percussioni di un quarto d'ora lasciandomi letterlamente senza fiato.
Solo questo valeva la stanchezza indicibile di oggi.
Fa vo lo so.
(Grazie ai ragazzi e alla miss occhioni scuroni che erano sul tassì...)
Roots: "What you want"
All'ultimo minuto, quasi all'improvviso, si va a Milano.
Milàn lè un gran Milàn, ma a mè an pies mia.
Anche se capisco e so, visto che ci sono stato parecchie volte, di angoli bellissimi, posti unici, locali giusti, gente ok e tutte le cose che a viverci in una grande città te la rendono piacevole.
A me però proprio non va giù. Per me, ragazzo di campagna al profumo di erbacce, è troppo duro l'impatto con un traffico che il mio qui nella provinciolla satolla è una passeggiata, troppo grigio, troppi mattoni, troppa gente, troppe vetrine.
Troppa velocità a chi piace andare lento.
Però, ahimè, i concerti "unica data italiana", li fanno, quasi, solo là.
E The Roots, sono imperdibili.
Soprattutto per chi li ha visti parecchi anni fa, in una sala vicina al paesello, insieme a cinquanta accaniti fan della prima ora.
E fu bellissimo.
Quindi, per l'amicizia dei pards, per la musica, soprattutto per quel batterista lì, che tanto mi ispirò quando pestavo cassa&rullante, mi alzo, prendo le mie cose, accendo il taxi e si va.
One-Two !!!
Il pomeriggio è una grassa, lenta, lumaca grigia che lascia una scia grigia in un piccolo mondo grigio.
All'improvviso però arriva un lampo di allegria.
Il lampo è abbronzato, con i capelli pesantemente impiastricciati di gel, avra' cinquant'anni, è pesantemente frocio e mi fa morire dal ridere.
Perché eccessivo, imbarazzante e brillantemente sfrontato nella sua gaiezza.
Entra e: "Buonasera ragaaaazzi!!!! Buonasera maschiooni!!! Buonasera miei torelli!!!!"
Prosegue nel corridoio spandendo "Amooore, Tesoorooo miooo..." a squarciagola mentre va nell'ufficio presidenziale.
Saluta con la magica frase "Bè...allora se qui non c'e' da prendere un cazzo...vado via..."
Passa davanti al mio ufficio e "Ciao, bel bocconcino...".
Arrossisco un po’ mentre lo saluto.
Poi esce come fosse un protagonista de "La cage aux folles", sbattendo la porta, sorridendo di soppiatto, sistemandosi la sciarpa con ampi gesti.
Rido mentre la lumaca grigia se ne va.
Telefono a una persona che non conosco per una questione di lavoro.
Il tipo è passionale per come parla del suo "mood", contento perchè l'ho chiamato, gioviale e un pò prolisso.
Ascolto, ascolto, ascolto.
Mandami la mail allora, concludo.
Sì, cambia pure il testo se vuoi...che non sono molto bravo a scrivere, conclude.
Ricevo la mail. Dove compaiono queste parole:
squola (ripetuto x quattro)
sucesso
alievi
nazzionale e pure internazzionale
hai (ripetuto per tre)
Commozione pura. Già un grande personaggio.
Se mi prende mi spezza in sei, però un vero idolo.