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martedì, 11 aprile 2006

Il pastiglione giallo-viola (come la divisa dei Lakers) perfettamente diviso in due, campeggia sullo schermo.
Cinquantaerotti a quarantanoveerotti.
Sono le due di mattina, Mentana è proprio bravo e non si sa chi ha vinto le elezioni.  Si sa che il paese è spaccato, la paura la vince o forse si vota con la paura e non credo sia una cosa buona. Mentre il cane dorme beato, mi arrendo al sonno dopo una session lunghissima di zapping furioso alla caccia di dati, percentuali e certezze.
Vado a letto con l'incubo del pastiglione diviso a metà.
Stamane, ancora con il look anni 80 (*), entro in ufficio e mi trovo davanti un sacco di politologi. Sembra di essere in anticipo sui tempi, fra un paio di mesi, quando, durante i mondiali di calcio, perfino le ragazze che non sanno cosa sia un terzino, si spacceranno per esperte di calcio.
Alla macchina per il caffè incontro anche, inaspettati, molti "consulenti" in tecniche di previsione/proiezione dei voti. Ascolto teorie e parole shakerate o rimasticate e penso ancora che la tivù esporta modelli comportamentali, ma è troppo presto per pensieri impuri.
Ancora non si sa chi ha vinto al senato, complice una legge elettorale schifosa come da stessa ammissione del genio che l'ha scritta (poco onorevole calder*li) e lo scrutinio dei voti dall'estero, che si fa in un posto non individuabile sulla cartina geografica con la lentezza delle lumache e dove il trentasetteerottipercento di "italiani all'estero" saranno decisivi. A me sembra una cosa impressionante. In senso negativo.
Comunque vada, seguiranno accuse di brogli, conteggi pazzi, offerte sottobanco (scommettiamo??) accuse di illegittimità e tutti gli spettri verranno agitati e tutti i pupazzi usciranno dalle scatole. A destra e a manca.
Io continuo a pensare a quella sorta di pastiglia, metà gialla e metà viola.
Tanto tocca a noi di ingoiarla e non sarà una passeggiata farlo.
Buona fortuna Belpaese.

(*) capelli cotonati (causa umidità, presumo)  e giacca di pelle con taglio indiscutibilmente eighties.
Praticamente come
lui, ma senza supercar.

messo qui da: cidindon a 12:00 | link | commenti |

venerdì, 07 aprile 2006

Questo blog si trova già da un paio di giorni con un leggerissimo problema di autostima.
Questo problema, ormai ciclico, è aggravato da una forma di panico da elezioni che aumenta con l'avvicinarsi dell'election day.
(ma non scriviamo in inglese che si sa che sono un po’ comunisti, gli
inglesi)
Perché se vince il nanodellemagichepromesse, a me verrà una depressione che durerà un paio di mesi, e il paesello scivolerà in allegria e furberia verso il modello argentino. Leggi: bancarotta.
E non va bene. Quindi, avanti miei prodi!!!!
Per favorire questo evento, il curatore del blog sarà impegnato nel weekend in una lunga forma di preghiera laica, affinchè il nanodelleballespaziali sparisca nello zolfo dei suoi numeri e che inizi un lungo regno di comunismo e infamia con il benestare dei giornalisti maoisti e trotzkiani.

(messaggio per i bloggers destrorsi: non preoccupatevi voi !!
Non sarete inclusi nelle liste di prescrizione che presto pubblicherà la sinistra, poiché siete minoranza - blogger di dx - nella minoranza-bloggers in generale. Quindi siete necessari per fare la vostra pseudo nonché inutile controinformazione. Naturalmente il Politburo guidato dai noglobalblackbloc&luxuriosi si riserverà di chiudere in stile cinese i blog destrorsi che esagereranno nel seminare menzogne e calunnie sul nuovo progetto comunista italiano.)

messo qui da: cidindon a 16:13 | link | commenti (2) |

martedì, 04 aprile 2006

Sono orgoglioso di essere un coglione.

messo qui da: cidindon a 15:23 | link | commenti (2) |

lunedì, 03 aprile 2006
Me & the big city

Brutta Milano, per le macchine impazzite, i parcheggi inogniddove, le code, le tortuose stradine e i grossi incroci, che se non ci sei abituato è un disastro, nonché un attimo perdersi e fare improbabili inversioni, con la speranza che non ci sia nessun pulotto in giro e che nessuno ci sbatta contro, mentre il clacson rodeo impazza con i semafori a fare da starter e chi suona per primo vince il premio impazienza .
Brutta Milano, per i palazzoni tristi e grigi che a malapena riescono a sorridere durante una giornata di sole, figurarsi se piove.
Brutta Milano, per la gente che non chiede scusa se ti sbatte contro, né chiede permesso, né sorride molto, come i palazzi. Tranne che all'ora dell'aperitivo, alchè si sorride di più oppure si mette la faccia da "uè, quanto sono figo/a".
Brutta Milano, soprattutto se piove, se la città mi sembra sempre, ogni volta che passo, una grossa grigia piovra di cemento.
Bella Milano, per una fumatina all'aperto sotto alle colonne mentre si fa sera e le nuvole scappano, lasciando spazio al divertimento e a ottimi cocktails.
Bella Milano, per il sole sopra ai navigli la domenica mattina e successivo abbondante brunch a bancone.
Bella Milano, a saperla guardare con attenzione, nelle piccole cose, nei particolari che sicuramente la rendono amabile e interessante.
Bella Milano, per le molte persone che, per svariati motivi, la amano, pur sostenendo il contrario.
Bella Milano, quando tutto è chiuso fuori e dentro un appartamento due amici si parlano addosso di tante cose.
Belle cose.
Sicuramente viva, questa città, anche troppo per chi, country-boyz fino al midollo, fuma l'ultima sigaretta domenicale, con nella testa le parole e le immagini di un bel weekend cittadino, guardando l'orizzonte sgombro di cemento, la luna sorridere al buio e un aereo che passa in un triangolo di stelle.

messo qui da: cidindon a 17:20 | link | commenti (2) |

Riflessi bukowskiani in un soleggiato lunedì di aprile.

Ore 11:12, interno bar.
"Prendo questo panino e un succo di....pompelmo, tu?"
Io : "Mmmm....succo di pompelmo. Bella idea. Ah!!! Ci metti un pò di vodka grazie ??"

messo qui da: cidindon a 12:15 | link | commenti |