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venerdì, 31 marzo 2006
Confesso

Sollecitato da questo post, mi tocca confessare.
Ebbene sì. Ho visto il GF ieri sera.
E non era la prima volta. Qual' è la punizione ??
E, sì, vince Filippo. Perchè è un pò coatto, un pò bravo ragazzo. Un pò simpatico, un pò fijo de 'na mignotta. Piace alla nonna, piace alla sua fidans nella casa, piace a Fabià il re del trucidume, piaceva alla ex fidans-fescion immortalata, in un momento di sublime trash gossiparo, al ristorante con un altro per innescare un pianto moccoloso e una paglia fumata con grande nervosismo.
Considerando che se non sbaglio il programma ha grande seguito da Roma in giù, sarà lui il vincitore.
Non era neanche la prima volta che lo guardavo. Diciamo che su 4/5 ore passate davanti alla tv nell'ultimo mese, due le ho passate in politica, le altre due nell'esperimento di comicità involontaria più riuscito della storia della televisione, l'altra in zapping estremo.
Meravigliosa la risposta di una di quelle/i sballate/i che stanno fuori dalla casa, in attesa di toccare l'oggetto dei quindici minuti di popolarità "per questa settimana".
Perchè deve rimanere Laura "Perchè è una che ha delle emozioni".
Si presume che gli altri non ne abbiano, ottimo. Fantastico. Grazie.
Considerando che non l'ho visto tutto, che dopo ho letto una ventina di pagine di libro e che prometto di non farlo più...allora, qual'è la punizione ???

messo qui da: cidindon a 12:35 | link | commenti (3) |

martedì, 28 marzo 2006
Springtime!!!

Anche io voglio scriverlo.
Che non ne vedevo l'ora.
E lo scrivo con la maglietta corta in bella mostra.
E' arrivata la primavera.
Tanti indizi durante la passeggiata canina serale.
La "Smoking permitted zone"  Photo0091
è illuminata nel suo decadente fascino by night, ma non c'è nebbia né foschia;
il cane affonda il naso nella terra, come sempre, ma mi sembra con più gusto, perso nel suo mondo di odori;
le guerriere della notte sono nuovamente in giro;
(le guerriere sono un gruppo di signore sessantenni, accomunate dallo stesso credo nella pasta sfoglia e nelle passeggiate serali. Avanzano compatte in schieramento variabile 4-2 2-4 nel loro look d'ordinanza. Capelli corti preferibilmente a caschetto, giaccone resistente e un po’ ampio ma curato nel taglio, scarpa comoda e priva di fronzoli, passo sicuro e svelto, mani fuori dalle tasche. Incrociandole, a volte si ha l'impressione di sfiorare un piccolo plotone di soldatesse decorate)
il gattile è tornato a farsi vedere, pronto a nuove mirabolanti avventure;
(compongo il gattile un gruppo di gatti di vario ceppo, guidati dalla "Regina del gattile" per mantenere saldo il controllo del territorio, preservandolo da eventuali nemici, cani inclusi. Date la forza di controllo totale assunta dal gattile, sotto la spietata guida della regina e la scarsa intraprendenza dei cani della zona, sono poche le possibilità di agguati nemici. Quindi il gattile si gingilla in auto-agguati per mantenere in esercizio le proprie capacità tecnico tattiche di guerriglia e varie amenità, tipo il gratta-gratta, corri-corri. Roba da gatti)
E le note jazzy che accompagnano i passi (e le lucide allucinazioni), risuonano sorridenti nella sera, anticpando sorrisi e serate all'aria aperta.
Infine, la prova.
Al rientro, le mie mani non sono congelate per la prima volta, dopo un periodo invernale paragonabile, per durata, all'era glaciale.
O quasi.

Aggiornamento lastminute: ulteriore prova.
Avvistate signore/signorine in canottiera, oggi alla mensa.
E occhi maschili in libera uscita...

messo qui da: cidindon a 18:48 | link | commenti (1) |

venerdì, 24 marzo 2006

Photo0089Quanta tecnologia in questa foto.
Un cellulare che fa le foto, un computer che fa le foto.
Mi ricordo di un bellissimo post letto tempo fa in cui l'autore (o l'autrice? ahimè, la memoria non mi aiuta) scagliava parole infuocate contro chi fotografa l'inizio dei concerti con i cellulari perchè si perdono l'attimo e l'emozione delle prime luci, delle prime note. Emozione che fortunatamente non può essere riprodotta.
Sono passati dei mesi e di fotografi da inizio concerti ce ne sono sempre più, infatti, come da batutta recitata dall'amico, durante l'ultimo live visto: "Sti cazzo di cellulari fanno troppa luce...OOHHH SPEGNETELI STRO...." con la voce che si trasformava in urlo rabbiosamente "hulkiano".
C'è anche un pezzo della mia facciona, variamente modificata dal software di un gioiello tecnologico che babbonatale mi ha recapitato con un ritardo notevole.
"Colpa del traffico aereo" recitava il biglietto, appoggiato sopra allo scatolone contenente l'aggeggione.
Ringrazio gli autori di questo magnifico regalo, ricordandomi della fortuna che ho, in generale, nonostante le mie lamentele e nonostante tutto.
Noto solo ora che uno degli effetti è "Alone". Curiosa assonanza italo-inglese, in dissonanza di significato, con un mio pensiero di ieri sera. Siamo tutti soli. Il problema è che lo neghiamo. Cosa già detta e probabilmente di una banalità sconcertante.
Si era a mangiare un agile pizzetta con due cari amici. Interrogato sulle mie recenti avventure sentimentali, replico che la tabula è rasa, il tracciato piatto, la strada in salita. Porto un paio di incresciosi esempi di approcci terminati in un battito d'ala, conversazioni telefoniche imbarazzanti e maldestri tentativi di corteggiamento. D'altra parte non sono mai stato un playboy, ma neanche mezzo.
Come disse una collega "tu sei un uomo d'altri tempi" che io ho sempre considerato un grande complimento, ovviamente non molto adatto a questi di tempi. In cui, come da report ascoltati ieri sera, sembrano esserci solo persone sposate insoddisfatte e singOls insoddisfatti o comunque problematici. La domanda di comprensione reciproca o gran sesso è sempre alta, ma l'offerta, che teoricamente dovrebbe soddisfare o quanto meno bilanciare la domanda, è spesso troppo soggetta a lunghe contrattazioni o innumerevoli problemi. Il tutto sfocia nella "sindrome da occhi grigi". Questa malattia sociale si manifesta nelle occhiaie, come facilmente si può intuire, delle persone che fanno della tristezza sentimentale che li attanaglia, una bandiera sul proprio viso. 
Si ha più paura di fare che voglia di scoprire. Oppure si ha il terrore, vedi coppie sbagliate che continuano a stare insieme per forza maggiore, di stare da soli. Terrore consapevole e condivisibile, che in giro di cinismo ce n'è già abbastanza.
Insomma, le solite cose, forse da queste mie parti acuite dal fatto che si corre e si lavora troppo, per poi trovarsi a rispondere, per chi ha tempo e voglia di farsele, a domande impegnative, troppo grandi e probabilmente senza risposte.
Una bella domanda fatta ieri sera è stata se abbiamo realizzato i nostri sogni.
Uno ha risposto "" e confermo, l'altro ha detto che non sa se ha mai avuto sogni, ma comunque si sente bene, io non ho risposto. Non ho risposto perchè mi piace ascoltare e perchè ci dovevo pensare.
Sogni. Un sogno ce l'avevo, imparare a suonare uno strumento musicale. E l'ho realizzato, forse lo realizzo-bis, sempre che mi torni voglia di riprendere a studiare pianoforte. Un altro sogno ce l'ho, ma non mi ci sono mai messo sotto con l'opera di realizzazione. Non è neanche partita la gara d'appalto. Il sogno sarebbe scrivere un romanzo. Una cosa da teenager. Quasi un sogno da avere perchè bisogna pure avere un obiettivo, a sentire una certa scuola di pensiero e scrivere un romanzo è una cosa che tutti possono fare (un bel romanzo, è un altro discorso).
Comunque, una cosa di cui quasi sicuramente non sono capace. Per svariati motivi.
Ma il mio vero sogno è innamorarmi perdutamente ed essere ricambiato. Sempre stato questo.
Quando ho realizzato, pochi mesi fa, che il mio sogno è lo stesso di milioni di persone, mi sono compiaciuto e terrorizzato allo stesso tempo. Me lo ricordo perfettamente anche se mi accorgo solo oggi, grazie alla chiacchierata di ieri sera, di avere cercato, probabilmente infastidito da tanta supponenza o stupidità, di nascondere quel ricordo.
Come in Moulin Rouge, come quella serata in cui lei era lì e piangeva davanti a un film e io sorridevo pensando "Eccola?!?".
Booong!!! Driiin Driiinn!! Sbagliato.
Amare e lasciarsi amare. Una stronzata d'altri tempi. Un obiettivo che è una chimera, una montagna troppo alta da scalare, ancora più se senza le bombole per l'ossigeno. Una roba da romantici sperduti nelle sabbie mobili del tempo, da romanzetto harmony e copriletti rosa ricamati di cuoricini, una cosa sbagliatissima in questi tempi di contratti a termine e instabilità dei mercati, soprattutto sentimentali.
Ancora di più dopo i 35, quando dovresti avere una certa esperienza di cose e casi. Ancora di più se sai con certezza di essere un "prodotto" strano da piazzare e le poche e brucianti storie che hai avuto, sono anche lì a dimostrarlo.
Strano. Preferisco "particolare", grazie. Lo sai e te lo dicono un pò troppo spesso in questi ultimi giorni. E se lo dicono la ragazzina ventenne, il collega da caffè e sigaretta, l'ex-morosa tramutatasi in brillante amica, lo stimato manager sessantenne, la ragazza che ti ha dato buca la settimana scorsa, la "sexy-thing" che non avrai mai, l'amico che manda stupide mail...bè è un bel ventaglio di pareri.
Volevo scrivere queste note, volevo fare ordine nella testa che ieri sera turbinava di pensieri e peccati e pareri, illuminata a sorpresa da una conversazione che non aspettavo così brillante.
Scrivere per poi rileggere, magari riderne fra un pò, quando chissà che succederà.
Della scrittura si scriverà, è certo, per il romanticismo si vedrà, ahimè mi sono scelto un sogno dove non basto io. 
Anche se forse i sogni sono proprio fatti della materia dei sogni....
Ma il morale è inspiegabilmente alto. E tanto basta per essere una persona contenta. Per oggi è così, e così sia.

messo qui da: cidindon a 19:26 | link | commenti |

giovedì, 23 marzo 2006
Appunto, quasi

...e cammino stancamente nei corridoi dopo una lunghissima giornata.
Colpa delle ore piccole, colpa della primavera, colpa delle troppe parole a vuoto che girano intorno a me.
Ordini sprecati, richieste già fatte, problemi risibili trasformati da un maquillage di frasi senza utilità, in problemi eterni, da trattare con cura, da schivare con abilità. 
Poco male. Continuo a rimirare, ancora con dei dubbi, i miei nuovi jeans da ragazzino a vita bassa, evidente segnale di una maturità ancora tutta da raggiungere.
Contemporaneamente a tutta una serie di pensieri inutilmente naif sull'età che avanza e i jeans che cadono, mi si ripresentano vividi momenti di un intenso mercoledì dove, dopo avere rasato il Prato calcisticamente e pestato il prato caninamente, essermi annotato mentalmente una personalissima serie di cartoline di vita da riempire lungo una sottile striscia di asfalto in mezzo a tremila indicazioni stradali che sembra di essere dentro al panorama Playmobil, avere mangiato una delizia per nuovi dei (crespelle con gorgonzola e noci..roba da infarto..), avere intessuto saporite chiacchiere su maschi annoianti e varia socialità, dopo tutto questo, ecco che mi imbatto in due occhioni neri.
Mi sembra che a tratti siano due piccoli pianeti. Piccoli, ma con un gigantesco campo gravitazionale attorno.
Roba da cascarci dentro a quegli occhi e non riprendersi per un bel po’.
Quasi. Appunto, quasi.

messo qui da: cidindon a 18:55 | link | commenti |

venerdì, 17 marzo 2006

Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei? 
"Centrato" in pieno.
Grazie per lo spunto.

messo qui da: cidindon a 12:12 | link | commenti |

giovedì, 16 marzo 2006
Una serata infrasettimanale (elenco scene)

1.Uscita dall'ufficio
(ma che noia che mi porto addosso in questi giorni)
2.Passeggiata in centro
(sette di sera, attraversando una piccola città fantasma)
3.La frase sbagliata
(l'amica all'altra amica: "Hai scelto l'uomo alto sbagliato, non vedi come state bene insieme..". Io, imbarazzato, l'altra con uno sguardo colmo di un rimpianto che non mi aspettavo.E mi dispiaccio. Per lei, per lui, per chiunque)
4.A bancone, bevendo
(per essere precisini: tre bicchieri di un nuovo vino meraviglioso di cui naturalmente non ricordo il nome, uno di passito, un liquore alla ciliegia (!!), un paio di sorsi di white russian, un paio di sorsi di birra aromatizzata al lampone. Dicesi anche "la serata delle strane ordinazioni")
5. Beautiful in salsa artistoide
(un triangolo amoroso lei-lui-l'altra (ma lui non lo sa ancora) si dipana nel sottobosco delle frequentazioni. Personaggi ottimi, finale tutto da scoprire. Una bella storia condita da strozzapreti con ragù e ottime risate)
6.Se ci fosse lui
(Tu ti divertiresti di più lo so, ma ti devi accontentare e magari evitare certe frasi di brutta retorica sui "doveri" dell'amicizia)
7.Ci sentiamo
("dai, ti chiamo" "sì, telefonami che usciamo". A sorpresa, entra e mi si piazza davanti e come va ed è un po’ che non ci vediamo e cosa hai fatto e io butto parole quasi senza pensare, mentre l'aperitivo, tramutatosi rapidamente in cena etilica, volgeva al termine)
8.Sempre country-boyz
(perdersi in macchina è ormai una forma d' arte)
9.Cambio di prospettiva
(a venti minuti di viaggio dalla piccola città fantasma, escluso il tempo necessario per perdersi nelle strade collinari e ritrovarsi, è un altro mondo, fatto di pendii, piccole vallate, baretti dove servono ancora l'amaro Radius, sentieri inesplorati e un silenzio argentato di riflessi lunari.)
10.Hard-core players
(band di giovinastri, con chitarre sferragliose, doppio pedale in loop, grida ossessive, energia e birre a gò-gò)
11.Into the casbah
("Facciamo un passaggio capirai se non ci capita di vedere qualcosa…" detto in tono infantile ma scherzoso. Invece c'e' qualcosa. Per forza, ci sono le macchine in coda ed è mezzanotte. C'e' anche un extra a petto nudo che appare dal nulla mentre viene "scortato" dall'altro lato della strada da un paio di amici. Con discreta approssimazione "…scommetto che era sdraiato per terra a bloccare il traffico…". La fila si dipana e dopo un attimo due sirene squarciano (le sirene squarciano spesso) la notte. Seguono inseguimento e fuga, come da copione di un film poliziesco o di leggi sull'immigrazione confuse...oh! ma che difficile è 'sto mondo..)
12.Machimelofafare...
(l'ultimo pensiero carico di stanchezza, fatto schiantato nel letto, raggiunto a fatica a causa dei muscoli sfibrati e con piccoli tamburi nello stomaco. Sarà colpa del doppio pedale...)

messo qui da: cidindon a 16:30 | link | commenti (3) |

martedì, 14 marzo 2006
Lang Lang Lang !!!

Photo0080Un palco, un pianoforte, uno sgabello.
Basta poco per una serata da ricordare.
Basta aggiungere due mani d'oro che scivolano rapide sui tasti, tocco d'artista in un elegantissimo smoking declinato al cinese, note che rimbalzano nell'aria, raggiungendo profondità nascoste, note che si rincorrono, raggiungendo picchi di piacere musicale, note sospese, cariche di romanticismo e di antiche partiture, sempre attuali.
Tanti applausi, da avere male alle mani, un paio di divertiti bis, un autografo volante e la regina madre contenta e sorridente.
Chapeau !!

messo qui da: cidindon a 12:52 | link | commenti (1) |

lunedì, 13 marzo 2006
12 gennaio 2006

Mentre fumo nervoso guardando il tappeto bianco che è diventato il campo da calcio di fianco a casa, ripenso al sabato sera fatto di strade piatte, percorsi tortuosi, fumo assortito, musica & noise (ma anche ottima "musica-noise") e una visita notturna a un monumento un po’ particolare.
Mentre fumo nervoso guardando i fiocchi appoggiarsi sul cappotto, ricordo anche le mie ultime parole famose del sabato sera, uscitemi di bocca verso le 2,30 "Guarda che bella luna. Domani sarà ottimo andare allo stadio, con il sole e gli occhiali da sole."
Mentre fumo nervoso, inseguendo geometrie nevose e bianche spirali nel vento di gennaio marzo, ripenso alla rabbia istantanea che mi è salita al mattino appena sveglio, aprendo la finestra verso le undici.
Sbam !! Un pugno cromatico tutto bianco mi colpisce fortissimo negli occhi rattrappiti dal sonno.
Fuori siamo in Siberia e il calendario ha fatto un inatteso sbalzo temporale, tornando indietro di un paio di mesi. La partita non si giocherà e anche i tulipani che stanno crescendo si sono incazzati per questo gelo improvviso.
Mentre fumo nervoso guardando un uccellino che sbatte le ali e si ripara sotto a un pino, un volto di donna con i capelli corti, danza fra un fiocco e l'altro, come un miraggio romantico o un ossessione folle.
Mentre spengo la sigaretta, decido che esco lo stesso.
Farò a palle di neve con i miei fantasmi per smaltire un po’ di rabbia.
Photo0078

messo qui da: cidindon a 11:36 | link | commenti (1) |

venerdì, 10 marzo 2006
Pè Gièm

La notizia di oggi è che il 2 maggio esce il nuovo dei Pearl Jam.
La mia band preferita da sempre. Diciamo da "Alive".
Volendo, qui potete scaricare il nuovo singolo.
Volendo-bis, potete anche firmare la petizione, per quello che può servire, per rivedere in Europa la band.
Io li ho visti due volte.
La prima al Forum. Una delle emozioni più forti della mia carriera concertistica.
Tanto che persi la mia accompagnatrice, ritrovandola solo a fine concerto, durante il sabba scatenato da "Rearviewmirror".
La seconda all'arenadiverona. Indimenticabile.
Con gli addetti del service che già dopo due/tre brani, abbandonarono i vani tentativi di fare rimanere le persone sedute ai propri posti.
E mr.Vedder ha di nuovo i capelli lunghi.
Ottimo. Scatta il conto alla rovescia. 

The propulsive 'World Wide Suicide' is the first single.
"There's certainly aggression going on," said drummer Matt Cameron, "but there's no real pointed attack."
"I think it's indicative of how the entire record comes across," Cameron offered.

 

messo qui da: cidindon a 16:49 | link | commenti (1) |

mercoledì, 08 marzo 2006
Del perduto amor.

Nel giorno dedicato alle donne (la festa più "razzista" delle feste, forse creata dai produttori di quel fiore puzzolente, la mimosa) un piccolo aneddoto declinato al maschile.
A cena, ieri sera, post-partita. Ragazzi di varie età. 36-30-16.
Si parla di amori. Già, anche gli uomini, pur fra mille battute e trecento distinguo, parlano di cuore, fin quando uno si stanca e si torna a parlare di sport/musica/politica (poca, sempre meno, almeno dalle mie parti).
Io, alquanto indelicato, rivolto al trentenne appena lasciato dalla storica fidanzata: "Ma, com'è andata?"
Lui: "Eh, è entrata in casa mia e mi ha detto che non mi ama. E mi ha lasciato".
Mentre un masso di duecento chili cadeva in mezzo alla tavola, rovesciando un paio di birre medie, lui ha proseguito dicendo che per la botta non è uscito per circa un mese, e ieri era la prima uscita post-mazzata.
Subito dopo il sedicenne alle prese con i primi turbamenti amorosi.
Il mio pard: "Quella biondina che girava con te l'altro giorno diventa la più bella…"
Il 16enne, con la faccia improvvisamente priva di espressione: "Già. Però non mi vuole."
Mentre un altro masso ci schivava per un millimetro, aprendo un piccolo cratere nel pavimento, arrivava la saggezza del mio coetano, sposato con prole.
Dall'alto della montagna della conoscenza egli disse, rivolto al trentenne: "Vedi, questi sono problemi. Avere sedici anni e soffrire per una ragazzina che non ti fila. Non essere lasciati a trent'anni. Fosse per me stasera torno a casa e chiedo a mia moglie se mi lascia. Anche se lei direbbe sì, tanto per farmi contento, poi mi darebbe del deficiente".
E tutti risero. E dopo pochi istanti, la pioggia di massi finì, e si riprese a parlare di calcio e giornalismo sportivo.

messo qui da: cidindon a 15:55 | link | commenti (6) |