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lunedì, 30 gennaio 2006
La Tripletta

Nell'arco di diciannove ore si sono viste tre partite.
Diciannove ore inseguendo palloni che rotolano, con il cielo grigio sopra, l'asfalto grigio sotto e la gola che implora pietà senza che nessuno la ascolti.
Nel mezzo, tante chiacchiere di sport, di progetti di vacanze, di ragazze che ci stanno, di ragazze "troppo grandi" a trent'anni, di ragazze che si vorrebbero.
Alla fine gli occhi urlano di stanchezza e piangono per il sonno arretrato e le troppe luci di un'autostrada bagnata e trafficata.
E una squadra 
che lotta, corre e vince e la sensazione di Davide contro Golia che spesso accompagna queste imprese. E P.che invade sempre, aggirando con ubriacante dribbling le forze dell'ordine.
E l'autostrada con deviazioni annesse. E una pizza orrenda e un locale orrendo in un divertimentificio che era mio ma ormai non mi appartiene più anche perché non sono solo cambiato io, o forse "invecchiato", ma perché mi sembra sempre più vuoto di cose e pieno di marchi.
E una rissa di ubriachezza molesta. Mi metto in mezzo, penso di fare bene, forse no. Forse davvero bisogna sempre farsi i cazzi propri. Magari quella bottiglia stava bene per terra, non in mano. Ma il tipo la mette in terra e allora ho ragione io.
E una notte quasi insonne, perché avere di fianco al lettino, sempre troppo piccolo, un uomo di 90kg.che russa in scala crescente, non è bello. (ma come fanno le, tante presumo, donne che dormono con i russatori ???)
E una colazione a occhi "fessurati" e 196 gol contro due anni di business e no al calcio moderno, no alle pay-tv urlato col cuore nel regno della tivù 
applicata al calcio.
E un fiume di insulti gratuiti, annaffiati da un vin brulè tremendo.
E un ristorantino di pesce dove mangio poco e bevo meno, fra parole in liberta'.
A volte mi distraggono le famiglie mangione di fritto misto e anoressiche di parole e sorrisi, per non parlare di quelle due coppie che se dovete stare con quelle facce lì, al posto vicino alla finestra, a spizzicare antipasti caldi con la noia cucita addosso, state a casa o non lo so.
E il trasferimento da stadio a stadio. Parcheggio di fronte a un cartellone raffigurante il ministro "in prima persona". Gli facco le corna.
E la perquisizione sempre accuratissima, sarà la faccia da bravo ragazzo ?? Al poliziotto che mi apre perfino il telefono chiedo se vuole sapere l'ora, lui non risponde, ovviamente privo di ironia.
E la curva che canta, noi quattro che ci sparpagliamo e l'uomo dei disastri che in un azione sprigiona classe, potenza, tiro ciclonico e gol.
Cinque gradini saltati in un lampo e urlo e dai e avanti e c'mon !!!!
Bilancio finale: 2 vittorie e una sconfitta. Ci avremmo fatto la firma.
E il ritorno con abbiocchi, crolli nel sonno e io, musica rock sotto, pensieri rock sopra, che guido.
Unico cruccio: non avere visto il mare d'inverno.
Sarà per un'altra volta. Però peccato...
Quando lo rifacciamo ?

messo qui da: cidindon a 15:13 | link | commenti (1) |

venerdì, 27 gennaio 2006
Italia 2015

Dopo l'ennesimo crack finanziario dovuto a capitalisti sfrontati e privi di regole e scrupoli la borsa di Milano chiude per eccessivo ribasso. Tutta la comunità finanziaria smette di regalare credibilità in cambio di spaghetti e tutte le agenzie di rating internazionale declassano l'Italia a C--. L'inflazione galoppa e si discute dell'uscita del paese da "Eurolandia".

Nella casa del GF15 la coppia formata da Pino, disoccupato milanese e Yana, profuga palestinese, scopre in diretta a reti unificate di aspettare un figlio multirazziale. Le lacrime tracimano dal tubo catodico. Il gioco si svolge fra 30 concorrenti in una reggia affittata per lo spettacolo sul lago di Garda. In generale la televisione è diventata il trionfo del genere trash strappalacrime con pianti e abbracci in diretta e in costante loop, tanto per "distrarre" gli spettatori da tutto il resto.

La microcriminalità dilaga, continue sparatorie fra proprietari di negozi e rapinatori segnano i minuti della giornata . Le carceri scoppiano anche per il costante afflusso di stranieri e dopo che l'approvazione della legge che equipara uno spinello a un buco di eroina si rivela un successo di numeri e pubblico.

Le partite di calcio si disputano quasi tutte a porte chiuse e televisori accessi. Viene introdotta anche una norma che prevede cinque minuti di spot ogni dieci di gioco. Qualche gara viene sospesa per le frequenti risse fra dirigenti delle squadre.

Il presidente del consiglio, memore dei suoi predecessori, continua a sparare sorrisi, fasullo buonumore e balle a nastro. Ma l'ultima perla estratta dalla fluviale conferenza a reti sempre unificate, con plateale abbraccio con l'ultimo ostaggio rapito nel lontano Kurdistan, dove una forza di pace internazionale sta cercando di riportare l'ordine dopo le rivolte contro il nuovo imperialismo russo, sembra avere qualche requisito di credibilità.
Pare che la Cina, diventata la più grande potenza economica, abbia fatto un offerta per comprarci. In blocco, debiti e spiagge incluse. Sembra che il governo ci stia pensando seriamente dato che non ha la più pallida idea di come risollevare il paese in ginocchio, tranne quella, ormai abusata, di mega tombolate a premi nella piazza televisiva.

Berlusc*ni è diventato il presidente della repubblica autonoma di Sardegna, dove vive in un parco di ottomila mq.circondato da guardie armate e uomini-claque pronti ad applaudire ogni giorno ogni sua mossa, dal primo sbadiglio all'ultima scoreggia prima di addormentarsi. Tutto naturalmetne viene ripreso in diretta ed è visibile sul canale 8000 del nuovo super decoder a visione laterale e pagamento frontale.

Ecco...ieri sera ho guardato qualche programma televisivo. Volevo anche scrivere un post insultante contro la nuova geniale legge contro la droga, o un post strabuzzante contro certe facce da grande fratello, ma poi ho avuto l'ennesima visione pessimistica sullo stato della nazione.
Poi dicono che la tivù non fa male…….

messo qui da: cidindon a 14:37 | link | commenti (3) |

giovedì, 26 gennaio 2006

Qui nevica. Con un buon ritmo.
Il prossimo/a pagliaccio/a che dice la magica frase "Speriamo ne venga mezzo metro.." si prende una sberla in faccia a dita aperte e a massima forza. Avendo le mani lunghe e un certo nervoso addosso presumo faro' molto male.
Poi lo/la prendo, lo/la carico in macchina legato e imbavagliato, lo/la lascio nel baule fino a domattina a cercare di resistere alla morte per assideramento. 
Poi, al mio risveglio, se lui/lei ha resistito a dormire sottozero, rannicchiato nel baule, legato mani e piedi con scotch da imballo, gli/le darò un bel badile affinchè possa spalare per benino intorno casa, mentre io lo/la guardo, tirandogli palle di neve di mezzo chilo cad.
Vedrai come, la prossima volta, o emigra in Lapponia, per vedere mezzo metro di neve, o tace, o perlomeno, mi evita.

messo qui da: cidindon a 16:16 | link | commenti (1) |

martedì, 24 gennaio 2006

….e poi, dopo le feste e il conseguente traumatico ritorno al lavoro, anche se solo per una settimana, sono andato ad Amsterdam.

E mi sono innamorato di una città e dei suoi canali. Non è Venessia. Anzi, non ci assomiglia neanche, nonostante l'accostamento sia spesso presente nella pubblicistica da tour operator.
Amsterdam assomiglia a Venessia unicamente in certe zone vicino al porto, quando i canali e le case si restringono e allora, sì, un po’ si assomigliano.
Ma tanto la nostra cittadella lagunare è una sorta di bellissimo museo a cielo aperto, ma pure priva di vita e forse anche di voglia di vita, quanto la città delle tre croci (XXX è il simbolo che appare su parecchie case e su tutti i paletti in bronzo che delimitano le zone pedonali) è viva e vibrante.
Bisogna camminare per apprezzarla. Bisogna scoprirne i dettagli. Tanto è piccola e si fa presto a raggiungere ogni luogo, anche se a gennaio fa freschino.
Ma meglio il freddo secco del nord della nostra nebbia che si espande sottopelle o delle nostre polveri padane, che ci porteranno ad avere il record di tumori alla gola entro breve se non facciamo qualcosa in fretta. Pia illusione.
Tornando alla città olandese ecco qualcosa in ordine sparso che non dimenticherò presto:
La fitta di romanticismo nel guardare la luna specchiarsi nel fiume Amstel, accompagnata dallo "sguardo" delle case storte e con le finestre rigorosamente aperte che costeggiano il canale più grande della città;
La colonna sonora visiva onnipresente di biciclette di ogni tipo e forma;
Il signore sessantenne stanco e sbuffante che entra in un coffisciop. Si toglie la giacca del lavoro, ordina un caffè, rolla, fuma, beve il caffè e esce con un mezzo sorriso. Altro che stress da ufficio !!!!!
Lo spinellì con hascis* più buono di tutti i tempi;
La cameriera di un bar nei cui occhi (e fianchi) mi sono perso;
Il tipo in moto all'una di notte, senza casco, con gli occhi spalancati dal freddo che prende la stretta curva ai sessanta all'ora e, per magia, non si ribalta, davanti ai nostri occhi, e noi che per poco non cadiamo in un canale dal ridere ;
Il bar "dutch pure" scuro di poca luce e di tante sigarette fumate, tante che hanno annerito ogni cosa. E le signore con i ciappetti in testa che si fanno delle medie;
L'edificio, ma anche il contenuto del Rijksmuseum;
La luce che taglia i dipinti di Rembrandt;
Le case galleggianti sui canali con il signore che si beveva un caffè "in veranda" ossia sopra alla casa-barca;
Ri-scoprire che leggere un quotidiano italiano all'estero è fonte di immediata depressione;
Farsi una canna alle undici di mattina e stare da dio;
La perquisizione accuratissima al check-in per il volo di ritorno;
Bere birra allo stadio e fumare in ogni posto, tanto che non ricordavo come fosse buona una sigaretta consumata davanti ai resti della cena (che fosse cibo thailandese è un particolare);
Il barbone a cui ho raccolto le sigarette, cadutegli dal pratico portasigarette/bicchiere di carta, in uno dei budelli-bordelli (le vie dove ci sono le signorine in vetrina) causando un forte rallentamento al "traffico";
La palestra sbagliata e il viaggio in taxi, in ritardo per la partita della BiBop (questa la capiamo in quattro, proprio i quattro "amsterd-hammers");
Le chiacchiere e le risate fra di noi e la partita di biliardo dell'ultima sera……insomma, i country-boyz a zonzo.
E le case e i canali. E le case e i canali. E le case e i canali. E l'hotel de l'europe. Fossi milionario me lo regalerei.
E i sorrisi delle persone. Molte persone sorridono e ti sorridono. Molte più che qua, almeno.
E, dulcis in fundo, il dubbio, sempre covato, che le italiane non siano proprio le più belle del mondo.
A me le olandesi e la loro quasi austera bellezza, sono molto piaciute.
Sarà che sono molto alte ?? Sarà che vanno in bici ??
Sarà che è stato un bellissimo viaggio.

messo qui da: cidindon a 17:35 | link | commenti (2) |