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martedì, 29 novembre 2005
No al calcio moderno, NO ALLA MISS !!!

Ci mancava solo questa.
Qui c'è il link che vi condurrà, se volete imboccare una cattiva strada, alla elezione di "misscampionato", ultima geniale trovata di quello che una volta era un giornale sportivo ora è un bazaar dove si vende di tutto.
Figurine del vrestlings, automobiline, videogames, più tanti bei gadget delle tre squadre che contano e fotocamere digitali spacciate come ambiziosissimo premio di un concorso a punti che dura un millennio e ammenicoli vari.
Quest'estate, per dirne una, vendevano il materassino gonfiabile coi coloooriii deeellaaaa tuuaaa squadraaa prefeeriitaaa!!
(ma io il materassino della mia povera squadretta non l'ho visto in edicola….)
Dopo le "schedine" in tivù
, il foglio rosa ci propone una bella selezione per eleggere misscampionato. La vincitrice sarà la madrina del nuovo mediasenter sul sito.
(l'incipit del "torneo bonazze" è questo: Sei una ragazza carina, sportiva e con tanta voglia di farti conoscere? Momama !!! E prego notare le ottime foto fescion del banner che apre la pagina. Che disastro !!!)
Immagino avranno pronto anche un bell'editorialone spiegone, dove illustreranno i benefici che questa "gara" porterà all'immagine del calcio. Diranno che le donne allo stadio rendono lo stadio più bello e sicuro e lo spettacolo del calcio e blablabla……
Il succo, come sempre, è sfornare un altro bel prodotto inutile per vendere quello che sempre meno è calcio.
La moda e i suoi modelli calcisticotelevisivi, inclusivi di ciondoli di gusto orrido e felpine con scrittone, donne innamorate dei fusti con gel che ciabattano sui campi italici, i marchi delle squadre che contano (non occorre pensarci molto, sono tre…) e i rispettivi sponsorss, partnerss e partners in crime.
Il crime è uccidere la passione calcistica che ormai dimora sui divani "sky-addicted" e nei bar tanto per parlare di qualcosa, fra un caffè e una birra, una conversazione sull'euro e una sul governo.
E il sudore ? E l'amore ? E la passione ?
Finite. Annaquate da consigli di amministrazione e strategie globali.
Ah!! La passione sta in qualche curva e in certi stadi, sì.
Nelle curve però, si sa, si annidano spacciatori, delinquenti e gente ai margini della società.
Quindi non conta.
Mavaffanculo.
(massè….vedrai che successo avrà e che frustrazione avrò....)

Ne approfitto, che era un po’ che lo volevo fare, per mettere qui quanto scrissi al direttore della rosea/verde il giorno dopo la pubblicazione della orrenda "Gazzetta con l'orco" del 16Dicembre2004 (il giornale uscì colorato di verde per pubblicizzare l'uscita di "Shrek2", devolvendo una somma a un'organizzazione benefica di cui ora non ricordo il nome).
Il succo non cambia, il sapore resta sempre, molto, amaro.

Gentile Direttore,
il colore della solidarietà non è il verde.gazzettaverde
Verde è il colore di un campo da calcio, di un orco, dei dollari.Mixando le tre cose ne può solo uscire un pasticcio. Un disastro che non si può edulcorare con un editoriale inneggiante alla beneficienza.Nulla contro la beneficienza e il cercare di alleviare sofferenze e blablabla, le solite buone cause sotto le quali gli strateghi del marketing infilano venti pagine di pubblicità.
Il punto non è la solidarietà nè la sofferenza.Il punto è che vi siete venduti il colore. A un orco.Un colore che non poteva cambiare. Non doveva cambiare.
Questo è un urlo che arriva dal bambino che sognava un gol sotto la curva urlante, dal ragazzo che andava allo stadio studiando le formazioni e sperando di tornare a casa con il gusto della vittoria ancora appiccicato addosso. E dell'uomo che continua a sognare, immergendosi anche nelle pagine del fantacalcio pur di non perdere del tutto quel sogno inutile e impossibile, quel gol sotto la curva.
Il rosa della "Gazzetta". Il colore dello sport in versione giornalistica.
Un punto di riferimento, tanto che la corsa per la "Gazzetta" libera sul banco del bar, al lunedì mattina potrebbe diventare uno sport.
E conosco persone che rischierebbero di vincere l'oro, se questa specialità esistesse.Un colore dolce, pulito, prettamente femminile, quasi che il prettamente maschile scontro di corpi o rombo di motori da cui nascono la maggiorparte delle cronache sportive, avesse bisogno di un contraltare. Il rosa non poteva cambiare. Neanche una-tantum. Neanche per solidarietà. Mai per denaro. E' una bella iniziativa quella di raccogliere denaro tramite il giornale. Peccato che sia sporcata dal fango dell'orco, che oggi vi calpesta le pagine.
Potevate benissimo fare una stupenda campagna per la solidarietà, e la farete e sono certo che avrà un gran successo.Ma usarla per altri scopi mi sembra perfino sleale. Non è puro romanticismo. Non è che i tempi cambiano.
Non è possibile che tutto sia vendibile al miglior offerente. E certe offerte si possono, si devono rifiutare.
Che delusione. Proprio dalle vostre colonne rosa ho letto innumerevoli inni ai valori dello sport, a valori che vanno oltre il risultato, oltre il denaro.Ho letto di rispetto, di coraggio, di lotta e sofferenza. Di bellissime storie. Di squallidi personaggi additati al pubblico ludibrio per mancanza di valori. Valori che non mirano al raggiungimento di un risultato, ma utili per diventare uomini e comunità. Valori che dalle vostre colonne avete difeso e tentato di proteggere per anni.Ora invece arriva l'orco e i valori scappano.
Scappo anche io. L'orco è anche simpatico, ma non può vincere. Che delusione invece vedere il marketing (l'orco?) che vince sempre.
(a proposito, visto che ci sono. Come si può, il giorno della finale dell'europeo, anche se la partita non è certo di cartello, dedicare la prima pagina a una "voce" di mercato ? "Chevanton alla Iuve". Foto: Chevanton di spalle. Peccato, dopo pochi giorni firmerà per il principato monegasco).
E dopo avere sopportato la sciarpa dell'Inter e il cappellino di Gattùso (ultime imprese di una produzione immensa di gadget, veicolanti per fidelizzare il vostro marchio, giusto?) avere supportato la vostra iniziativa, questa sì, romantica, di riproporre gli album Panini, non riesco proprio a perdonarvi il vostro foglio verde.
Proprio bruttino da vedere. Come un vecchio giornale lasciato in una sala d'aspetto da troppo tempo. A marcire e ammuffire.
Vostro. Non più mio. Che peccato.

messo qui da: cidindon a 18:34 | link | commenti (1) |

lunedì, 28 novembre 2005
BloB-linkss

Strà-post.
Letto e condiviso.
Grazie al(l'
autore) curatore di questo blog.

Ah...a proposito di link, postata un'altra
pag.23.
Ho scoperto un nuovo autore che sicuramente rileggerò a breve.
Ne ha scritti parecchi però....consigli ??

messo qui da: cidindon a 15:04 | link | commenti (2) |

Litigate sulla neve

La neve non porta mai niente di buono. Oltre ai problemi logistici (niente macchina, niente piscina, niente cinema, niente di niente)
mi porta a spalare e ad avere muscoli che non conoscevo che ululano di dolore dopo essere stati risvegliati dal loro torpore.
La neve ha pure portato una bravata sul ghiaccio, finita con un piccolo CID, inframezzata con un litigio e una incomprensione. E conclusa con questa meil.

Uè marcio.
Sabato sera allora abbiamo litigato come non accadeva da tempo.
Se non eravamo dalla B, ci ammazzavamo.
O azzannavamo.
Ah ah ah ah!!!
Non penso di avere sbagliato ad incazzarmi, magari potevo farlo dopo, pensando, sempre, che gli amici veri, se fai una cazzata, devono dirtelo.
Ma col senno del poi……mmmmhhhhh….sono fatte le favole ?? No. Sono fatti i ponti ??? Eh ??? Va bè, ci siamo capiti.
Ti volevo dire che a me ha fatto bene la litigata.
Ho pensato a una cosa che spero sarà utile.
Non a te, a me.
Perché PER ME, dovresti saperlo, non è tutto "easy". 
Ma forse certe cose possono esserlo magari di più.
(ripeto, non mi riferisco al fatto di sabato, personalmente ufficialmente strachiuso dopo la passeggiata by night into the snow di sabato sera, dove ho ricomposto i pezzi e, infine, sorriso).
Così. Ti saluto, saluta la grande città per me. Anzi no, che mi è antipatica....

messo qui da: cidindon a 14:45 | link | commenti (1) |

mercoledì, 23 novembre 2005
Promossi in BLOC

Giovani, veloci, londinesi (SO COOOOOL.!!), tecnica super, canzoni un po’ simili, però gran tiro.
Eccoli qua. Erano qui, ieri sera.
Certo, il cantante ogni tanto non ci arrivava, in mezzo a quel muro di riff veloci e affilati, accompagnati dalla ritmica potente, quasi ossessiva e spesso up-tempo, prodotta da batterista magrino ma con arti d'acciaio e bassista con ciuffo spiovente e pose da rockstar.
Ma pazienza, che siamo qui per il rock&roll mica per fare i fighetti che se la tirano con disquisizioni tecniche sul cantato del giovanotto nero, leader e chitarra ritmica della band. Che secondo me ha pure una bella voce, un pò particolare e forzata in certi passaggi, però bella.
I ragazzi ci sono e si faranno sentire ancora, date le premesse del primo album.
E se era soddisfatta l'amica ventenne e il tipo quarantenne che saltellava, bè lo siamo anche noi.

messo qui da: cidindon a 18:32 | link | commenti |

lunedì, 21 novembre 2005
On Sat-Sun mood

Nuotare pigramente come una rana smilza, con gli occhi a pelo d'acqua per non perdere quel momento, a centro vasca, in cui un fascio orizzontale di luce rossastra, attraversa il tuo campo visivo, per poi immergersi subito nel blu al gusto di cloro e sentire che tutto ha un senso. Chissa perché poi.

Dalla finestra dello spogliatoio maschi "B", a patto di essere più alti di unmetroeottantacirca, in un giorno in cui lo spogliatoi è mio, tutto mio, perché evidentemente la giornata di sole attrae troppo per chiudersi in piscina, si può godere di un bellissimo cielo azzurro chiaro, con lievi incisioni di polvere bianca, alzata da qualche aereo di passaggio e impreziosito da una parure di viola, rossi e gialli che scortano l'azzurro verso le colline.
Peccato che poi il panorama si rovini con le infrastutture umane. Una colonna di spesso fumo si alza da un comignolo lontano e troppe gru si stagliano contro l'azzurro, come magri uccelli di ferraglia gialla inutilmente vanitosi della loro altezza, intenti a costruire nuove casette impersonali e un monolite di cemento grigio.

Guardare in divudi' un film fin troppo romantico, ma bello, pieno di cose "dentro" e carico di belle immagini. Con scene di guerra ricche di umane bassezze, dove l'unica cosa certa è perdere e scene di lotta per un amore perduto, in cui l'unica cosa certa è provare, a rischio di veder scoppiare l'unico sogno per cui varrebbe la pena tutto.

Passeggiare nel freddo mattutino. Solitamente le cuffie portano suoni di bassi e fiati. Nel momento in cui decido di spegnere la musica per accendere il silenzio del parchetto, una decina di uccelli non identificati, mi passano cinque metri circa sopra la testa. Il sibilo che annuncia il loro arrivo mi coglie impreparato, alle spalle, e quasi mi spaventa. Alzo gli occhi e il sibilo è sparito, sostituito dal "flap flap" delle ali velocissime che muovono la formazione a rombo di dodici uccelli in viaggio.
La musica rimarrà spenta fino alla fine del passeggio.

Il freddo, come sempre, porta il cappotto da indossare e l'apprezzabile silenzio dei nessuno che girano in una fredda serata novembrina in un piccolo paese.
Il freddo, come sempre, porta il piumone e l'imbarazzante dovere di alzarsi al lunedì diventa ancora più frustrante quando ogni cellula del corpo vorrebbe restare ancora in quel guanto di morbido calore.

messo qui da: cidindon a 16:58 | link | commenti (1) |

venerdì, 18 novembre 2005
Per voi, per me.

Che belli che siete amici miei, mentre annunciate al popolo adorante la notizia bomba della settimana. Anche del mese, và.
Vi guardo e siete perfetti. Come si sa, incarnate la perfezione dell'ideale romantico.
Il vostro pregio è che riuscite sempre a farvi ridere, riuscite sempre a reinventarvi senza mai mettervi in discussione.
La coppia perfetta.
Mercoledì ve l'ho detto: "Doveste mai lasciarvi e tocchiamo tutti gli amuleti del mondo, butterei via tutti i libri e i film che si basano sull'amore romantico, in ogni sua forma, perché non avrebbero più senso, resterebbero inutile teoria…"
Voi siete l'ideale di amore romantico, la prova che esiste, la meta del sogno. E fra qualche mese passato nel giocare su possibili nomi e sulle pance, avrete un nuovo tassello da aggiungere al vostro amore. E sarà bello come voi. Magari bello come lei e presente come lui.
Il prodotto perfetto della vostra perfetta relazione. Non priva, lo so, di momenti difficili che però riuscite sempre a superare senza che lascino tracce scure, senza che intacchino il vostro essere voi.
Vi invidio e lo sapete. Vi ammiro e lo sapete.
Solo una cosa non sapete. Mi chiamate tato. Di già. E' uno scherzo e mi onora tanto quanto mi imbarazza molto, per una questione di prospettiva.
Mi guardo, vi guardo e quello che ci differenzia di più è la prospettiva. E siamo tanto distanti che anche quel nomignolo, per quanto affettuoso, mi pare stonato.
Voi proiettate il vostro futuro su un muro come diapositive ancora poco sviluppate, di cui però si riconoscono già immagini e colori.
Una famiglia nuova, con culle di promesse e di responsabilità, che accompagnerete con il vostro saggio e divertito amore.
Sul mio muro ? Boh. Mah. Immagini neutre, informi, decolorate.
Come se fossi una tavolozza con tutti i colori giusti, però non riesco a farmi l'autoritratto giusto. Manca qualcosa e non sono sicuro sia qualcosa al femminile. Forse è qualcosa che so già, dentro di me. C'è un fluido di pensieri che scorre in continuazione. Idee, immagini, paure, possibilità.
C'è un po’ di confusione ma bisogna mettere ordine, adesso. O perlomeno provare a cambiare addendi, giusto per vedere se il risultato cambia.
Dopo che il tempo ha fatto il suo mestiere, ricucendo ferite in cambio di piccole rughe e dopo che molte scelte sbagliate sono state fatte, senza troppi rimpianti perché le ho fatte io, pensandoci fin troppo, epperò agendo impulsivamente, come da copione.
Lo spettacolo deve ripartire. Basco in testa da pittore maudit, tavolozza pronta e pennello in mano.
Che stanco non lo sei, proprio no e pieno di speranze ancora sì, proprio sì.
Soprattutto se vi vedo, sempre voi due, che vi scambiate uno sguardo pieno di orgoglioso amore.
Tato però no, eh...

messo qui da: cidindon a 14:54 | link | commenti (2) |

mercoledì, 16 novembre 2005
Io, indignato

Ieri sera stavo crollando. Le energie fisiche erano al minimo dopo una pregevole nuotatina dopolavorativa.
Entro in una pizzeria, di quelle rapide, con la pizza da asporto ma anche no, pronta in cinque minuti e piuttosto buona.
Ordino e mi siedo ad attendere.
Davanti al mio tavolino, la televisione da pizzeria, piccola e posizionata a mt.2 d'altezza, con il volume abbastanza alto da sentire l'audio, se il locale è vuoto.
On air: Strissialanotissia.
Dopo il solito….no, no. Un attimo. Premessa.
Il mio rapporto con la tivù si limita a qualche ora di sport al mese, qualche minuto di telegiornale alla settimana, qualche minuto di pubblicità pure alla settimana e molti divudì a vedere. Spesso rimane spenta per giorni.
Dov'ero ? Ah, sì. Dopo il già visto (e se l'ho visto io vuol dire che l'hanno fatto vedere parecchie volte) filmatino che "sgama" l'isola dei deficienti, con decine di persone intorno agli Svip "protagonisti", durante una difficilissima prova di resistenza; dopo il filmatino pro audience per bambini con filmato tragicomico di animali vari doppiati con gag orrende, arrivano le veline.
Bone le veline, nulla da dire. Eseguono il solito balletto e poi, si fanno una doccia. COOOSA!?!?!?!
Mi si spalancano gli occhi e un brivido di orrore mi scuote, manco avessi visto la Santan-chè fa le corna. Ma come ???
Siamo passati dai filmetti pornosoft con la edvige e la gloria in seconda o terza serata, alle veline, con sexy costume che si fanno la doccia sempre porno soft con ammiccamenti e pose civettuole, in primissima serata ?? Dopo la paperella che inciampa ??
Forse sono un puritano o un bacchettone, sicuramente non mi sono accorto, evitandolo con cura, dell'immondezzaio che sbrodola dal tubo catodico, però, mi sono indignato.
Indignato, cazzo.

messo qui da: cidindon a 18:01 | link | commenti (4) |

martedì, 15 novembre 2005
Inutilità di uno scritto.

Ecco. Fatti prendere per mano, solo per un attimo, solo metaforicamente.
Questo cd è stato "pensato" per essere una sorta di percorso musicale nel passaggio climatico, e pure emotivo, dall'estate all'autunno.
L'inizio è veloce come un rock, sexy come Barry W*ite ed è come se si sentisse nell'aria l'arrivo dell'estate, la voglia di muoversi, di fare tardi la sera.
Prosegue con ritmi danzerecci che lasciano immaginare un aperitivo e una danza sulla sabbia all'ora del tramonto, o una bella festa, lontano dai lettini e dalle pseudo discoteche da spiaggia, vicino al mare e tutti in pareo, anche gli uomini, certo, con una caipirina in mano e le onde a cinque metri mentre la sabbia soffice accoglie lenti e sensuali passi di ballo a due. O "a" tanti….
Poi, il ritmo cala, la musica si fa suadente prima di diventare un malinconico saluto all'estate che va a finire.
Per terminare con l'autunno. Il "mood" degli ultimi brani, quando il ricordo delle calde serate si scontra con il primo maglioncino di lana. E il pianoforte domina.
Ora che da epilogo dell'estate, l'autunno è diventato prologo dell'inverno (*), la malinconia si "sente" un po’ di più.
Ma l'ultimo pezzo è un gospel di speranza e di gioia. Per un inverno che, basta aspettare, ma non avrà solo giornate grigie e saprà regalare gioie.
Fino alla prossima spiaggia. Fino al prossimo ballo.
Ecco, questo è il senso del cd.
Nonché l'unica occasione concessami per tentare di farti provare un emozione, seppure breve, di un attimo, in te, attraverso la musica che c'è in me.
Per ovvi motivi di opportunità e di cavalleria, cose "antiche" credo, che spesso non trovano un senso, mi fermo qui.
Motivi che però non mi impediscono di sognare che una sera, in un'altra dimensione, il penultimo brano….beh, ecco, quello sarebbe proprio bello ballarlo insieme a te.
Un "valzer" in chiave jazz, a piedi nudi sulla spiaggia, sussurandoti in un orecchio "………".
Spero ti piaccia.


(*) frase rubata, letteralmente, qui. Grazie all'autore.

messo qui da: cidindon a 12:29 | link | commenti |

giovedì, 10 novembre 2005
So pakistano, so nice

Un cliente pakistano è seduto nel mio ufficio e  parla al cellulare.
Termina una frase dicendo : "…I have no choice."
Io, in piedi davanti a lui, ho un riflesso condizionato sicuramente dai "bicchierini" (**) di ieri sera.
Impugno un finto microfono piovutomi dall'alto e come Sinatra in un hotel a L.Vegas entro in un singin'mood e vado  così:
"Aaaiii eeev nooo ciooisss, to steei uidaut iuuuuu!!!!"
Lui mi guarda, mentre ascolta l'interlocutore, come se avesse visto Mosè con le tavole della legge sul monte Sinai.
Io rientro nel mondo reale, mi terrorizzo per un attimo al pensiero delle sue possibili reazioni.
Magari mi fa licenziare, magari mi dà in testa quel bellissimo "communicator" con cui secondo me sogna pure alla notte via blututt.
Gli sorrido senza dire nulla, mentre il microfono sparisce e lui termina la telefonata.
1,2,3 secondi di terrore e poi lui ride, mostrandomi i suoi dentacci storti e marci, si alza e esce dall'ufficio.
Rido anche io, sospirando di sollievo.

(**) Bicchierini = antipasto: chianti. cena, spizzicando salsiccia con bottiglia di cabernet in due. dolce con bottighia di pastiss (si scrive così?) in quattro. digestivo: due rummini 7 anni, a testa.
Incontrare gli amici nel solito locale può avere risvolti alcoolici inaspettati. Ma quante risate e che giuste parole.

messo qui da: cidindon a 15:55 | link | commenti (1) |

Inutile post "letterario"

Nell' abituale, ottima, pag.23, c'è un breve brano di questo libro, che ha nelle ultime venti righe il dono di un finale magico che mi ha stupito in un modo che non ritenevo possibile.
Fermo, sdraiato nel letto, con gli occhi spalancati e un espressione di totale smarrimento. Geniale.
E' il terzo che leggo dello stesso autore. Mi sono innamorato della sua prosa al primo che lessi e ancora, non ne sono sazio, tanto che l'ultimo romanzo è lì pronto ai nastri di partenza.
E sono pure diventato un lettore "seriale".
Nel mio totale e anarchico, per scelte e gusti, "autodidattismo letterale", scopro uno scrittore, e ne seguo le parole libro dopo libro.

messo qui da: cidindon a 15:19 | link | commenti (1) |