appunti, senza filo conduttore
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visitato *loading* volte
Ieri sera sono stato alla mia PRIMA lezione di pianoforte.
Oggi, a pranzo con tre amici di vecchia data, precisamente ex-compagni di classe con cui, fortunatamente, ho tenuto i contatti.
Due si sono sposati l’anno scorso. Uno si è separato due anni fa.
Parlano loro, semplicemente perché l’argomento iniziale è la famiglia.
Uno non si lamenta, anzi.
L’altro si lamenta (di già ?!?!?), l’ultimo si lamenta da due anni del genere femminile.
Al termine del “resoconto familiare” mi chiedono se lo “scapolone” ha novità.
Ci penso un attimo e dico loro che la sera prima ho iniziato un corso per imparare a suonare il piano.
Uno dice, serio, “a cent’anni ??” (leggi: alla nostra età ?). Uno non dice niente, ma è come se gli uscisse il fumetto dalle labbra, l’ultimo, scuotendo la testa sussurra “che tristezza”.
Io estraggo la katana che mi porto sempre dietro e mozzo la mano destra al primo e l’orecchio sinistro all’ultimo. L’altro mi guarda terrorizzato e io, colmo di bontà, lo risparmio.
…
In realtà li guardo e piccato (forse anche sorpreso) ma con voce calma, rispondo:
“Ragas, se il matrimonio è la tomba delle vostre passioni, mi dispiace ma non è colpa mia.”
Silenzio profondo. Occhi che girano in cerca di conferme, conforto, altre katane.
Dura un attimo, poi, essendo “maschi” e conoscendoci da vent’anni, si ride e ci si manda afareinculo.
...sarà dura imparare le note, il solfeggio, le scale e tutto il resto di questo nuovo mondo in bianco e nero in cui mi affaccio, però...
..però quando la prof. (ah ah ah…riscrivere prof.mi fa un certo effetto, i miei amici non hanno tutti i torti!) mi ha detto “mani sulla tastiera” e, dopo poco, ho pizzicato il mio primo DO, ho provato una sensazione nuova.
Come se quella nota l’avessi ingoiata e lei, piano piano, attraversandomi il corpo, lo riempisse di una nuova melodiosa forma...
Oggi:
S.: "Allora, passata l'influenza ?"
C.: "Sì. Uccisa a forza di malto e luppolo."
S.: "….?...."
C.: "…uccisa a forza di bere birre…"
S.: "Ah ah ah !!!"
---------------------
Ieri sera:
questo disastroso rapper , qui
Va bè. Andiamo. Anche se l'abbiamo già visto, ed è stato imbarazzante.
Anche se da una settimana esci sempre e ormai sei uno straccio.
Anche se ti tocca ancora bere, ancora fumare, ancora guardare luci che passano e via.
Ci vai per loro. I tuoi amici. Sempre più "vissuti", sempre più "vivi".
Fifty è un disastro, merce per merchandising & "Mtv rules",
però "in da club" fa la sua figura.
Avambracci in movimento. Teste che ciondolano.
Entrano loro . Oooohhhh. Questi sì, che "fanno". Ballo un po’, poi crollo.
Troppo caldo, e mi sposto.
Dove c'è più fresco, dove c'è un bar per, NOTIZIA !!!, una coca, dove c'è uno schianto di mora, accompagnata da uno schianto di uomo e una bionda troppo sexy per stare davanti a me.
Mi sposto io che sono un signore.
Mi raggiunge E, sazio di beatz e con gli occhi troppo rossi.
Finito. E basta con 'sti spari !!! Sì, finito. Il gruppo sparisce dal palco, il nostro gruppo si ricongiunge al centro della pista.
F è sudato ma ogni goccia di sudore è un distillato di gioia.
"Visto quando sono usciti loro ?? Vaaaiiii….."
Ultima birra. My man is still in the show. Risate.
Anche la barista ride e sembra contenta che noi siamo gli ultimi, spettacolari, avventori.
Ora però, a casa. E, stasera, ti prego, STAI in casa !!
"La Gaz*etta dello s*ort" ieri nel giorno della vittoria del mondiale di V.Ro*si, aveva in prima pagina, una bella capriola di un giocatore dell'In*er. Anche se era il settimo "sigillo" per il pilota, una sorta di "abitudine", non è bello che le imprese italiane negli sport "extracalcistici" siano relegate sempre in secondo piano dal giornale che ERA la bandiera del movimento sportivo, prima di piegarsi a mero strumento di vendita gadget. O vendita "simboli".
Lo stesso, forse peggio, era accaduto con la vittoria della pallavolo maschile agli europei. Quel giorno la "rosea" aveva in copertina un attaccante della *uve. Esultante per un gol nella seconda (!) domenica di campionato in una partita vinta per zero a cinque. Quindi un evento assolutamente meritevole della "fotona" da copertina.
(purtroppo non trovo le riproduzioni delle PP su gugol o altri motorini di ricerca...)
Come sempre solo il calcio. Scritto da un appassionato di calcio.
Proprio vero, come disse un giorno un tale:
"Ah..newspaper..well, they just sell advertising..."
Effettivamente se devi vendere i divvudì delle uniche tre squadre che davvero contano, a livello nazionale, quindi di marchetting, è ovvio che metti le foto dei loro, seppur molto parziali, successi.
E un pò di vergogna, purtroppo, non è mai in vendita.
Fosse un prodotto magari qualcuno organizzerebbe una bella campagna promozionale. Allora, forse...
E magari questo signore ne comprerebbe finalmente un pò.
...tutto mentre il mio fisico lancia ripetuti segnali di soccorso e sicuramente
il BLUES è la musica che meglio mi descrive in questo periodo....
Diagnosi:
Una febbricciatola serale/notturna tanto noiosa quanto improvvisa, accompagnata da dolori al petto e da una sensazione intensa di feddro dicembrino, assolutamente fuori luogo nonostante l'autunno ormai sia qui, il tutto miscelato da diecimila "rigiramenti" nel letto.
Cura del giorno dopo:
Una pasticca arancione di vitamine al mattino accompagnata dal lavorare senza troppo impegno causa indolenzimento generale degli arti e un innaturale senso di smarrimento.
Andare allo stadio al pomeriggio.
Urlare a squarciagola finchè la gola non imploderà.
Sopportare lo spettacolo pessimo sul rettangolo di gioco, con passione e dignità.
Bere un paio di birre, tanto per gradire.
Dopo il calcio, fare un riposino, ascoltando musica gioiosa.
Alla sera, rinunciare al cinema programmato per assistere a un concerto.
Tenere il tempo, ma senza esagerare con i movimenti, battendo il piede durante le sfuriate rock e muovendo la testa accompagnando le tarantelle "irish".
Bere un paio di birre, tanto per gradire.
Andare a dormire non prima dell'una.
Effetto della cura:
I sintomi febbricciatolosi sono passati. Le gambe pesano 800 kg. Lascio la scia sul pavimento ma la medicina alternativa FUNZIONA !!
....e questo gruppo è sempre grande....
Girando fra i vari blog, la cosa più bella che possa capitare è,
oltre a scoprire interessanti nonché brevi forme di “letteratura à por(S)ter”,
scoprire che non si è soli a formulare certi pensieri.
In questo bellissimo post mi sono ritrovato a leggere pensieri
che ho fatto ma che non ho mai scritto.
Complessità e complicazioni, persone che tornano o che non arrivano mai,
melodie riconoscibili.
Tutto, qua.
Grazie all’autore e alle sue armonie di parole, citazioni e sensibilità.
…e mi devo ricordare di spiegare a quella ragazza che mi definì troppo “complicato” una cosetta….
”complesso non complicato”…e non è una cosa negativa….va bè….fa lo stesso…
E' che venerdì sera mi hanno detto:
"Dai che è venerdì. Stacchiamo la spina per due giorni!!"
Detto, fatto. Io la spina l'ho staccata.
Il problema è che non so più dov'è.
L'avrò persa. Sì, ma dove ??
Può essermi caduta nella grata davanti al bar, mentre gli amici etilici offrivano birre ed erano appena le otto del venerdì.
Oppure può essere scivolata mentre percorrevo le salite ciottolose del paesello, durante la serata di festa.
Magari l'ha buttata la cameriera sabato, dopo la cena nel friendly place, insieme ai bicchierini di rum e ai discorsi da uomini duri che sanno quello che vogliono.
Probabilmente mi è scivolata dalla giacca mentre mi allenavo al salto triplo, nel tentativo di evitare pozzanghere di dimensioni non dissimili a piccoli laghi alpini, durante il trasferimento.
Si ! L'avrò persa al pub, mentre ancheggiavo nel sabba funk prodotto da ottimi ragazzi "madeinBritain".
Però non ricordo bene. Ricordo che avevo i sensi liquidi, perduti fra birra irlandese, scariche di note provenienti da un'organo hammond piazzato in mezzo alla sala, dee della danza, rutilanti ritmi offerti da una "drum-machine" umana con le meches bionde.
Ah no! L'ho persa allo stadio. Mentre si esultava per quel rigore finito sulla traversa.
Ma no.. Alla fine della partita abbiamo raccolto tutto, inclusa la pazienza che ci vorrà a sostenere la squadra in questo anno nell'inferno del calcio minore, dove le luci della tivvù non arrivano mai.
Chissà. Chissà dov'è finita la spina. Il punto è che la devo trovare e anche in fretta.
. . .
La prossima volta che la stacco, devo installarle un sensore. Così la posso rintracciare, magari……
Sono sicuro che se i Bloc Pa*ty cantassero questo brano, scalerebbero la classifica. Lo cantano loro .
Scalano il monte Cusna. Se fanno alpinismo. Ma non credo.
Con tutto il rispetto per i Bloc Pa*ty. Bel gruppo. Li vado anche a sentire .
Però loro sono inglesi, look giusto e li passa Mtv.
Questi sono reggiani, zero look, dichiaratamente comunisti per giunta e non li fila nessuno. Quasi nessuno.
Poi, certo, sono meno "commestibili" e tutto quanto. Però....uffa....
Rob*ie Wil*iams è stato ingaggiato da un milionario per cantare al suo compleanno.
Cachet: unmilionedisterline. Niente male.
E voi chi vorreste vi cantasse "Happy birthday" ??
Mmmhh... non saprei. CI penso un pò su.
Tataaaaaàààà...inserita una nuova Pagina 23.
Ah.....già che ci sono....che schifosi.
La casa delle schifezze. Senza parole. E' meglio. Sarebbero insulti e non mi va di sprecare altro tempo. Mi è bastato leggere la notizia appena entrato in bar stamane per il primo caffè. Mi ha fatto male. All'umore.
Quindi lasciamo stare e incrociamo le dita.
"Ca**o fate, basta+di ? Fo++uti st*onziiiiii ????? Pe*zi di me*rda di cane !!!!"
...ooppss...mi scappò...
Il regalo ce l'ho.
E ti piacerà moltissimo.
Il biglietto non lo scrivo.
Ho iniziato però non mi piace. In nessuna versione.
Il regalo te lo do stasera. Con un fiore.
Tanti anni ormai. Anni di belle cose e di cose meno belle.
Però sei sempre la migliore.
E io vorrei avere un ricordo che manca. E che non tornerà.
Vorrei ricordare come stavo fra le tue braccia quando ero ancora
abbastanza piccolo per stare fra le tue braccia.
Vorrei ricordare come erano i tuoi occhi quando mi guardavano.
Vorrei ricordare se ridevi.
Vorrei ricordare che odore avevi.
Vorrei ricordare se ridevo, guardandoti.
Vorrei ricordare la tua voce mentre emetteva suoni che non capivo.
Vorrei ricordare come eri giovane e bella.
Adesso sei un po’ meno giovane, però sei sempre uno schianto.
E quella sera lì, sarà un onore entrare con te a teatro.
Percorreremo il corridoio della platea, io orgogliosissimo, tu bellissima.
Non prendere impegni, vè.
E buon compleanno.
(…può andare come biglietto…)
....è che proprio non ce l'avrei fatta a stare ore in piedi aspettando di sentire le canzoni che ho già sentito decine di volte. Sempre dal vivo.
Ti ho sempre seguito. Ti ho visto suonare più di dieci volte.
Con la pioggia o con il sole. Allo stadio, a teatro, in piccoli locali, nei palasport, nelle arene fangose, nell'Arena più famosa….
Molti mi dicono "come fa a piacerti?", alcuni ti stanno rinnegando, come se il successo fosse un peccato assoluto.
Io non ti rinnego Luciano. Massè. Troppo facile adesso che sei sulle copertine di tutti i giornali, rotocalchi, quotidiani. Al massimo dell'esposizione. Sei cambiato forse, le canzoni sono sempre un po’ uguali ormai, però il successo paga e si paga. E comunque ho troppi ricordi….
Troppa pioggia presa a S.Siro nel grandissimo primo concerto da rockstar. Troppo fango nei jeans a quel raduno in cui eravamo in mille, altro che concerto dell'anno. Quel giorno avevi già il doppio palco (pensa se eri avanti...) però potevi ancora attraversare il pubblico, o "fendere la folla", correndo in mezzo a noi e al fango, per raggiungere quello più piccolo, con un paio di guardie del corpo senza auricolare a farti da scudo, e io a tre metri che ti urlavo "Vai Lucianoooooo!!!". Troppe file, troppo caldo, troppi salti, troppe urla, troppi chilometri, troppe cose per rinnegarti.
Sono stato un fan. Ho portato persone ai tuoi concerti. Nessuno si è annoiato, anzi. Molti mi hanno ringraziato.
E' che ora seguo altre cose. Tu fai sempre il tuo rock'n'roll, per forza e, credo, sempre con forza. Magari con un occhio più attento al look, anche perchè gli anni novanta sono passati e i "Fry" non li puoi mettere più. Adesso, ti ho visto sai, indossi clamorosi stivali di marca che costano un occhio della testa però sono bellissimi.
Ti ho visto ruspante e aspirante rockstar. Ce l'hai fatta.
E mi sei sempre simpatico. Anche perché…certe luci non puoi spegnerle. E neppure certe cose che sai avere in comune. Le origini "arsane", certo. Però…te la rockstar del momento, io un signor nessuno. Però...
…però su "Vanit* Fair" di questa settimana, c'è un immagine dove dormi sul pullman, con un libro aperto sul petto. "Guida ragionevole al frastuono più atroce" di Lester Bangs. L'ho ordinato on line circa una settimana fa…Vai a sapere le coincidenze, eh vecchio rocker dei miei stivali ?!?!?
Si viene e si va. Già. Chissà. Forse tornerò a vederti. Nel caso però ti scriverò una mail. "Ciao Luciano. Mi suoni "Figlio di un cane" ? Grazie. Un tuo antico fan."
ps.: chi ti ha visto però mi ha detto che sei in ottima forma. Complimenti !!
….e mi sono seduto sul divano.
Davanti a me una tavola apparecchiata.
Tovaglia, posate&piatti, caraffa d'acqua.
Oggetti avvolti nel bianco candido della tovaglia.
Perfettamente allineati in un ordine geometrico e composto che avrebbe fatto l'invidia dei camerieri di "Gosford Park" o la gioia del burbero maggiordomo di un film di J.Ivory.
Intorno alla tavola, dieci donne.
I miei occhi sempre voraci di bellezza e particolari si riempiono in un attimo.
All-Star, ciabattine da spiaggia o da passeggio, espadrillas "zeppate", decolletè a punta, stivali apparentemente fuori stagione.
Le scarpe delle donne. Una chiave per capirle. Forse.
Molto nero negli abiti.
Per nascondere o esaltare, per comodità o semplicità.
Il contrasto col bianco della tavola regala una luce particolare alla stanza.
Pantaloni neri, jeans d'ordinanza, una tunica arancione, magliette bianche o verdi ad arricchire la tavolozza dei loro colori.
Pochi gioielli.
Qualche anello, per lo più fedi nuziali.
Capelli corti, raccolti, lunghi, freschi di taglio, ribelli.
Due di loro hanno orgogliose e morbide rotondità in attesa dell'evento.
Occhi.
Brillanti, vivaci, curiosi. Anche timidi. Alcune hanno occhi un po’ velati di una indefinibile mancanza. O più semplicemente di stanchezza. In un attimo parlano tutte insieme. Un coro di voci invade la stanza. Come un gruppo di bambini che entra festante nella mensa di un asilo. Parole e gesti. Femminilità.
Sono tutte belle. Molto.
Sono tutte sexy. Alcune di più.
Viste da me tutte insieme, sprigionano un energia luminosa.
Guarda...incominciano a guardarsi, parlarsi, capirsi.
Vorrei stare lì. A guardare e ascoltare.
I discorsi, le battute, le cose che non si dicono ma si dicono lo stesso e le cose che non diranno stasera o mai.
Le piccole invidie, i grandi slanci. O viceversa.
Chissà quanto avranno parlato. Chissà le risate. E il vortice di pensieri. Espressi e inespressi. L'avrei sentito, l'avrei immaginato come silenziosa ma presente colonna sonora mentre bevande e vivande si davano il cambio sulla tavola.
Stacco.
Centocinquanta metri a piedi per entrare in un'altra dimensione. Un altro mondo. Maschile. Di birra con moderazione, sigarette e fantacalcio.
Dieci uomini intorno a un tavolo. Lungo e di legno. Niente bianco. Niente nero. Magliettazze, camiciuole e felpine. Jeans e un'orrenda tuta.
Un impegno già preso, un appuntamento che si ripete, sempre uguale e sempre diverso da tredici anni. Il mercato del fantacalcio. Sospiro e mi butto nel gioco. Rido, impreco e discuto. Finiamo tardi. Ognuno a casa con i propri sogni di calcio "fantasioso".
Centocinquanta metri a piedi, ma la cena è finita.
Arrivo troppo tardi per riuscire ad afferrare la scia delle ultime parole.
Riposte in un cassetto, insieme alla tovaglia.
Peccato.
Mi consolo. Ho comprato lui, lui e lui. Spero in una buona annata di fantagol.
Spero che presto un'altra tavola sarà imbandita per quelle donne lì.
Per questa donna qui.
Spero che tutte abbiano dormito bene.
Chi da sola, chi abbracciata al proprio uomo, chi aggrappata al proprio sogno, chi troppo stanca per abbracciare o aggrappare.
10 donne bellissime e un mistero.
…perché non ho comprato lui ?????