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lunedì, 30 maggio 2005
Uichend !!

Il mio livello di concentrazione oggi al lavoro è - 15.
Solitamente è meno e basta, quindi deve essere successo qualcosa.
Ah, già. Raccolgo un altro neurone e realizzo che dalle 20,30 di sabato alle 20,30 di domenica……(inserire qui una musica di sottofondo per sottolineare lo sbalzo temporale….)
Sabato sera, ore 21.
I fantastici quattro si dirigono verso bologna per vedere l'unico concerto italico di
M-E-T-H-O-D Man.
Come sempre, dopo avere raggiunto l'uscita della tangenziale giusta, ci siamo trasformati nei "Country boyz".
Ragazzi di campagna che affrontano le insidie del traffico cittadino, perdendosi, con grandissima flemma, fra errate segnalazioni, cartelli improbabili, strane idee sul senso dell'orientamento. Raggiungiamo il Link. (il link per il "Link", ah-ah!) Nuovo, pulito e bello. Sembra una scuola che deve inaugurare. Invece è sempre una fumeria legalizzata a cielo aperto. Approfittiamo della fumeria e della strana abitudine dei ragazzi di oggi a fare e disfare sigarette (è vecchia ma è un piacere scriverla!!!). Il concerto inizia tardissimo, grazie alla pessima abitudine degli organizzatori di iniziare tardi, fottendosene degli spettatori che arrivano da lontano, ma pazienza. Method parte e fa cinquanta minuti di petto nudo, mosse, cadenze e rime "gnuiorchesi" per la gioia dei fans tricolori che lo seguono nell'atteggiamento e lo sostengono fisicamente durante i suoi "stage-diving". Fa anche i pezzi mitici del "WuTangClan". Che come sempre "ain't nothing to fuck with". E va bè.
Usciamo alle due. Io mi addormento in macchina, sul sedile posteriore, dritto e a braccia conserte e istantaneamente mi prendo un nuovo soprannome: "Tutankhamon". Ottimo. Trascino il me stesso mummificato nel letto e crollo.
Domenica ore 10.
Ritrovo per la gita calcistica. Io arrivo con dieci minuti di ritardo e gli occhi in mano. Guido io. Rimetto gli occhi al loro posto e via.
Ci perdiamo, soliti country boyz, nella campagna lombarda. Troviamo la trattoria. Ci rimpinziamo di prodotti "dietetici" incuranti del fatto che ci sono trenta gradi all'ombra, ma anche nella veranda della trattoria. Dentro il mio corpicino esile si scatena un vulcano di calore che viene spento con una bottiglia di acqua intera.
Ripartiamo. Alcuni non perdono il vizio di disfare sigarette. Arriviamo allo stadio. Essendo domenica pomeriggio, essendoci il sole, essendo la partita più importante da cinque anni a questa parte, siamo in tantissimi. Non solo i soliti noti di ogni domenica ma anche molti che non vengono mai, molte coppie con morosa annoiata, molti ragazzi alla prima trasferta, qualche sfasciato in più. Troviamo posto e cantiamo, sudiamo, balliamo, imprechiamo, colpiamo due pali, insultiamo, perdiamo, merda!, applaudiamo lo stesso i ragazzi sotto la curva. Orgogliosi comunque.
Ripartiamo bis. Incolonnati verso l'autostrada. Pigra sessione di guida su asfalto rovente. Alle 20,20 scarico i cadaveri degli amici e mi trascino a casa privo di forze e di capacità di organizzare un pensiero compiuto.
24 ore intense. E poi c'è chi dice che non faccio niente. Ma và là…..
Ora si lavora. Ora et labora. (sì lo so che non è la traduzione esatta…..)
Il weekend è terminato.
Lallalllalllaaaaaaaàààà!!!!!!!

messo qui da: cidindon a 16:18 | link | commenti |

giovedì, 26 maggio 2005
Inquadratura calcistica.

Stavo giusto giusto pensando che ieri sera nel secondo tempo della partita non è che abbia visto molte inquadrature di Galliani Sr./Jr. e del Sor Berlusca.
.....
Breve sintesi per chi vive sulla luna di Endor (o altre lune assortite).
Ieri sera hanno giocato la finale della Champion League. A Istanbul, tanto per fare spendere ai tifosi di Milan e Liverpool un sacco di soldi e per far annusare aria d'europa ai turchi.
Primo tempo: il Milan dimostra di essere uno squadrone. Irretisce gli ingleis con palleggi raffinati a centrocampo, sfonda al centro e segna tre reti+una annullata.
Secondo tempo: il Liverpool dimostra di avere le palle quadrate. Con la forza della disperazione, un aggiustatina tattica in corsa e un bel po’ di culo, gioca i sei minuti più incredibili degli ultimi anni calcistici, segnando tre reti alla stellare difesa rossonera e riportando in equilibrio il match.
Supplementari: il Liverpool ha già dato tutto. Punta ai rigori. Il Milan prova ma non ha la forza e la fortuna di segnare un ultimo gol. Il portiere dei "reds" fa una parata che non sapeva di potere fare.
Rigori: il Milan piange. Gerrard, eccellente captain, alza la coppa "orecchiuta". A Liverpool prendono una sbronza di birra colossale.
Si calcola che la "Carlsberg" abbia aumentato il fatturato annuo del 15% in un'unica nottata.
Fine sintesi.
.....
Tornando alle inquadrature….ho visto la partita su "Sky". Non ricordo alcuna inquadratura dei dignitari di corte rossoneri durante il secondo tempo, se non Sor Berlusca durante il supplementare. Un particolare che ho notato ma che non intendevo riportare.
Poi leggo un ottimo et illuminante post 
e scopro che non riprendere il Sor Berlusca mentre perde deve essere una specie di dogma, un passaparola fra registi delle varie tivvù nazionali.
Vai tranquillo Berlusca, "You'll never walk alone" !!!!
(nel frattime, io litigo con qualche juventino perché, colpito da scene di giubilo che mi paiono eccessive, sostengo che tifare juve rispecchia una peculiarità dell'italiano medio. Esultare più per le sconfitte degli avversari che per le proprie vittorie. Anche in politica pare che spesso funzioni così. Soprattutto a sinistra, ahimè.)

messo qui da: cidindon a 16:34 | link | commenti (2) |

Fattore R. (di sorrisi e coincidenze)

Accade che, proprio mentre sto pensando che sarebbe anche ora di conoscere la donna della mia vita, (sempre che esista, certo) incontro R.
Una ragazza della quale mi sono invaghito in mezz'ora, la prima sera che l'ho conosciuta, grazie all'incontro fortuito con una ex compagna di classe in un baretto della zona. Ahimè, in quel periodo non ero molto lucido e soffrivo di una lievissima depressione post-fine di una storia piuttosto complicata.
Così non fui molto abile né onesto nel cercare di conoscerla (non è stato bello implorare l'amica per avere il numero di telefono... ) tanto che, giustamente, lei rifiutò un paio di flebili proposte e poi non se ne fece più niente.
Peccato perché di lei mi erano immediatamente piaciute due cose. L'avvenenza (che originale !!) e la risata che può sembrare perfino fastidiosa essendo esplosiva e acuta, però altrettanto contagiosa e viva.
E adesso passiamo alle coincidenze. 
Coincidenza nr.1: un mesetto fa incrocio l'amica che mi presentò R. E, chiacchiera del più e del meno, l'amica mi dice che ora sta con un ragazzo. Bè, ci sta. Auguri, dico io.
Coincidenza nr.2: una settimana dopo l'incontro sopra citato, mi sparo un bel sogno in cui sono a cena con R+amica e altre persone. Il resto del sogno resta sconosciuto.
Coincidenza nr.3: il giorno seguente mi ricordo di non ricordare il cognome di questa R. Pensa, pensa, pensa…niente. Il giorno successivo, fermo a un semaforo, vedo il cognome scritto su un bel mezzo pesante. "Autotrasporti…." trasalisco perché ho sempre adorato le coincidenze, sperando spesso che veramente il destino possa guidare il mondo.

Tornando al presente, venerdì la incontro all'esterno di una pizzeria. La chiamo e lei, con mia sorpresa, mi riconosce. Parliamo di nulla per un paio di minuti, io penso soltanto che è uno schianto. Penso anche che sono un signore, lei è impegnata e devo sorriderle e basta. L'incontro mi mette comunque di buon umore, tanto che scrivo una divertita mail all'amica raccontandole dell'incontro. L'amica mi scrive che l'ha sentita e lei le ha detto che sono molto più carino quando sorrido. La frase è una sciocchezza. Però mi rimane impressa nel cervello e sbuca fuori il sabato, aiutata forse da una lieve sonnolenza post-etilica. Il pensiero della frase resta in circolo ancora, altrimenti non sarei qua a “segnarmi” questo pensiero.

Sorridere. Chiaro. Perché no ? Perché continuare a portare con inutile fierezza, la maschera dell'uomochenondevechiederemai ? Perché sottolineare con quelle labbra sempre chiuse e fisse, quanto il mondo (il mio piccolo mondo) non sia costruito attorno alla mia sensibilità, ma anzi vi cozza sempre contro ? Perché non fottersene ?? E cercare di vivere con più letizia, più serenità e meno scazzamento auto indotto dal non volere accettare tante cose che vedo ? Perché continuare a combattere contro i mulini a vento, ennesima sbiadita copia di donchisciottesca memoria ??
Ecco. Perché invece non sorridere di più ? Un sorriso come banale pomata per lenire il fatto, ampiamente accertato, di vivere in un mondo che migliore di così forse non può essere, di vivere accanto a persone che meriterebbero molto di più, di vivere a contatto con persone odiose, con le quali purtroppo sei costretto quotidianamente a fare i conti ?
Un'incontro casuale, una frase forse di circostanza, producono innumerevoli pensieri. Alla fine, fortunatamente, sorrido.

Grazie R. Probabilmente non avrò la fortuna di avere una seconda occasione, così come non saprai mai di questo grazie. Eppure, hai detto una cosa importante e tanto lapalissiana che, davvero, non ci avevo mai pensato. Vorrei ricambiare. Vorrei prenderti le mani e raccontarti di sogni, storie e personaggi che vedo solo io. Vorrei farti ridere e vorrei che la tua risata mi infastidisse sempre un po’, prima di seguirla a ruota. Vorrei scoprire le tue paure e i tuoi dubbi. Forse è meglio di no. Anche perché, pur sorridendo, credo di avere imparato che le coincidenze sono solo coincidenze e che il destino è spesso beffardo e segue quasi sempre strade un po’ tortuose.

messo qui da: cidindon a 12:44 | link | commenti (1) |

martedì, 24 maggio 2005
Dalla direzione

Arrivo al lavoro in ritardo, come sempre, con gli occhi pesti di sonno e di scazzamento come sempre.
Entro dalla parte dello stabilimento. Incrocio il mio "scagnozzo". Come sempre non saluta, però indica la bacheca. Mi avvicino e leggo.
"Comunichiamo ai dipendenti che il 03.06.2005 la ditta resterà chiusa.
La direzione."

I dieci passi che mi separano dall'ufficio servono a realizzare. 
Entro, chiudo la porta, apro la finestra, compongo uno striscione di giubilo, ballo una sorta di macarena-punk, sventolo bandiere e fazzoletti, faccio un paio di cori "Alèèèèèè Grande Capo alèèèèè...."
Poi accendo il piccì. Giov.Ven.Sab.Dom. a casa !!!
(dedicato ai miei periodi "cosa faccio qui" e anche ai periodi "mi sento sprecato qui".
Tanto si sa che o si trova il coraggio di inventarsi un nuovo lavoro oppure qui si sta bene. Molto bene.)

messo qui da: cidindon a 13:10 | link | commenti (2) |

lunedì, 23 maggio 2005
Stà Uò (Parte seconda)

Ho visto, ho visto.
Nel solito cinemino, che abbiamo voluto premiare perché è il cinema del paesello, dove la proiezione inizia in ritardo, dove non c'è bisogno di prenotare i posti, dove ci andiamo a piedi.
Sarà perché l'avevo
scritto , però quando è partita la musichetta con il logo di "Star Wars" mi è venuto il solito brivido "da emozione" lungo il braccio destro.
In un attimo ero in mezzo a un videogame gigantesco con proiettili laser, caccia interstellari, navi della flotta.
E ho deciso di restare nella galassia lontanta lontana senza preoccuparmi della banalità di qualche dialogo, della credibilità di qualche situazione, dei tanti effetti speciali che inesorabilmente annacquano il messaggio della "forza", sempre che il messaggio esista ancora, seppur sepolto sotto il peso delle spietate leggi del marketing.
Peccato che l'ultimo duello non ha quella forza che avrebbe dovuto e ha la lunghezza che non avrebbe dovuto.
Soprattutto perché di battaglie e duelli ce ne sono veramente molti. Un paio sono eccellenti, uno è sorprendente, grazie a Yoda, magnifico Jedi verde. Anakin Skywalker è più bello cattivo (tanto per spingere le signore...) e le città sono un ottimo trip visivo.
Ed è positivo, oltre che importante, che tutti i fili narrativi, siano stati presi e riannodati. Bene.
Come previsto, il migliore dei primi (secondi) tre. 
Ancora grazie Mr.Lucas per la "visione".
(e meno grazie a quei due trogloditi alle mie spalle, sperando che oggi gli sia esplosa la pancia, gonfia gonfia di "Chipster", noto rumorosissimo prodotto mangereccio da sala cinematografica e non solo).

messo qui da: cidindon a 14:52 | link | commenti (3) |

giovedì, 19 maggio 2005
Stà Uò

Un giorno del 1977.
Io solo soletto, e "ottenne", seduto nella fila centrale del cinema del paesello. Buio.

PappappapaaaaaaPaaaaa
PappappapaaaaaaaaaPaaa
PappappapaaaaaaaaaPaaa
Pappappapaaaaaàààà…


"Guerre Stellari"
E' uno dei pochi nitidi ricordi di quell'età.
Usciì dal cinema diverso, cambiato nella percezione delle arti visive,
forse anche nella comprensione di altre cose.

Fra qualche giorno nel 2005 (domani non posso !!).
Io, probabilmente solo soletto e molto più che "ottenne", seduto in una fila qualsiasi del cinema (credo sarà quello del paesello). Buio.

PappappapaaaaaaPaaaaa
PappappapaaaaaaaaaPaaa
PappappapaaaaaaaaaPaaa
Pappappapaaaaaàààà…


"Star Wars. Episodio III. La rivincita dei Sith".
Vorrei vivamente uscire dalla sala contento e appagato. E senza i troppi "ma perché ?" "ma non era necessario !!" "…eh, i tempi cambiano…" che hanno accompagnato la visione di "episodio I & II".

Forza George Lucas, tifo per te, affinchè l'epilogo della prima parte sia
degno prologo della lotta finale fra bene e male.

...anche se poi sarà sufficiente il buio e quella musichetta lì per rendermi, ancora, "ottenne" - anche solo per il tempo di leggere il riassunto con le parole che si perdono nelle stelle e di vedere la prima astronave, o il primo pianeta…

messo qui da: cidindon a 15:57 | link | commenti (2) |

mercoledì, 18 maggio 2005
Fra pioggia e swing

«Qui a Catania solo Berlusconi porta in piazza tanta gente — assicurava Angelo Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia —. Lui e Costantino Vitagliano».

Aprire il giornale alle otto di sera e leggere queste due righe non fa bene.
Né al morale, né alla salute, a parte tutte le considerazioni politico-sociali che si possono fare ma che non farò qui.
Solo una cosa: il primo ministro italiano associato al primo burattino televis….no guarda…lascio stare. Dopo avere ripiegato il giornale so che devo risollevare il mio equilibrio psichico.
Installo gli auricolari e esco a produrre voluttuose nuvolette di fumo (sono prolisso, scrivere fumare è meglio). Piove, come spesso accade nell'ultimo periodo. E pazienza.
Un preciso e classico swing fa da contrappunto ritmico insieme alla pioggia che cade, come se il batterista avesse un cimbalo ricoperto di gocce d'acque che rimbalzano pronte a ogni colpo di bacchetta.
Ti-Tii-Tiii Ti-Tii-Tiii Ti-Tii-Tiii …
Nel silenzio assoluto della provincia che in un piovoso martedì sera non pensa neppure di uscire di casa, un buon odore di erba (COSA?!?!?) mi arriva dal prato appena tagliato (AAH...) mentre il pezzo in ascolto continua a suonare.
Penso per un attimo a Costantino e a Berlusconi abbracciati in un tenero valzer.
Scaccio l'orrenda visione e sogno di potere avere a disposizione un mega impianto dolby surround installato sul tetto della casa. Un paio di giga-casse, collegate all'uscita cuffie dell'iPod, per potere fare ascoltare a quanta più gente possibile, l'ipnosi dello swing e ogni strumento che, senza fretta, esegue la sua parte solista. Tromba, sax, pianoforte.
Per condividere la musica, insieme alla pioggia e al profumo di una notte primaverile in cui, per un attimo, tutto è al posto giusto. Incluso il mio equilibrio.
Buonanotte a tutti penso, tranne ai due che ballano il triste valzer del presenzialismo (presidenzialismo ??).
Voi due. Brutti. 
(per i dieci minuti di swing si ringrazia "
Autumn Leaves" - Miles Davis).

messo qui da: cidindon a 18:18 | link | commenti |

martedì, 17 maggio 2005
Pagina 23

Postato una nuova "pagina 23".
Oggi "Mele Bianche". Autore Jonathan Carroll.
E' il secondo libro che leggo di questo autore, e mi sono definitivamente innamorato della sua scrittura e dei mondi paralleli, fuori dal tempo conosciuto, che costruisce.
Sicuramente la mia storia con questo autore non finirà qui. Molto bene.

messo qui da: cidindon a 12:44 | link | commenti |

Storie

Questa è una storia interessante, che sicuramente, spero, avrà un lieto fine.
Cinicamente, e con scarsa fiducia nel genere umano, dico che avrà un lieto fine perchè molti saranno prodighi ad aiutare il "pianista smemorato", piuttosto che il vicino di casa. Semplicemente perchè la visibilità è molto in questo mondo. Ed è ben più visibile una storia simile, con richiamo di "link" nella home page di un sito, di una qualunque storia che può raccontare il barbone sporco, cencioso, con ovvio accompagnamento "canino" che sta all'angolo della via in centro, con la ciotola vuota di centesimi di euro. Peccato. Anche perchè il barbone ti spara un sorriso, senza guardare cosa mette la tua mano nella sua ciotola, che meriterebbe un abbondante pasto caldo e ti dice anche "Buonaserata".
Anche il pianista presumo ringrazierà, magari con una sonata da lacrime agli occhi.
(a
parte ciò, il pianista smemorato ha una strana somiglianza con Thom Yorke dei Radiohead...)

Già che ci sono…in questi giorni ho sentito storie peggiori, storie senza lieto fine.
Storie che sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, ma che evitiamo di vedere o rifiutiamo di comprendere. Per paura di capirle o per istinto di sopravvivenza, "..tanto a me non capiterà mai..".
Storie dove dire ti amo è un grimaldello per un corpo. Dove provare a costruire una famiglia è troppo faticoso per rinunciare alle proprie libertà. Dove fare un figlio è una benda per occhi che non devono più vedere, o nastro isolante per cuori che non devono più battere.
Dove ex fidanzate vengono percosse, molestate, non rispettate.
Storie di vigliaccheria e di gesti enfatizzati in nome di un presunto amore, storie dove l'anima si sporca e dove si lasciano scheletri in giro. L'anima non si lava nè si purifica e gli scheletri tornano sempre a spaventare chi li ha dimenticati, come in un pessimo tunnel della paura.
Forse sta meglio il mio barbone.

messo qui da: cidindon a 12:35 | link | commenti (1) |

martedì, 10 maggio 2005
Vagabondaggio romagnolo

Weekend molto attivo.
Ho fatto trecento chilometri. Io e la mia macchinuzza. E troppe Marlboro. Che fanno male ma con il raffreddore da allergia sono inevitabili e fanno ancora più male. A parte ciò, sono stato a Ravenna a vedere Herbie Hancock.
Apro una parentesi (Ravenna è una bellissima città con un centro piccolo e accogliente, dove tutti girano a piedi e/o in bici. Quindi, passasse di qua una bella, dolce e intelligente ragazza-ravennate, prego lasciare numeri per contatto ed eventuale visita guidata della città ;) Chiusa parentesi. )
Herbie Hancock sale sul palco insieme ai compagni. Un chitarrista di colore vestito come il nipote del Re del Mozambico, un batterista virtuoso alto un metro, un bassista che sembra in fuoriuscita dai "Kings of Leon", provvisto di basso, contrabbasso, baffo e controbaffo.
Il concerto dura due ore per sette canzoni. Otto canzoni, pardon. Otto COMPOSIZIONI, pardon-bis. Comunque 120 minuti diviso 8 fa 15. La media di una composizione è di quindici minuti. Tutte erano precedute da improvvisazIoni "noise" e, ammettiamolo, "noiose" che Herbie e il batterista eseguivano a pc e…mah…cos'era ?? Una specie di giradischi che emetteva suoni. Non saprei, comunque lo "suonava" il batterista alto un metro.
Composizioni. Come correttamente dice Herbie. Nuove e composte insieme al nuovo gruppo. Tutte lunghe, suonate ovviamente benissimo, con un pezzo funky-jazz, che vale il viaggio e il biglietto. Per il resto c'è molta "tribalità", molti suoni africani (incluso canto africano del chitarrista in tipico costume), molta sperimentazione (marchio di casa.H.H.) e parecchia improvvisazione. Bel concerto, non facile né accessibilissimo. Interessante e sperimentale, ma forse l'ho già scritto.
Bellissimo il teatro. Bella serata. Nel mio palco, mi trovo insieme a due ragazzi vestiti molto "fescion" che mi chiedono subito se suono qualche strumento. Evidentemente pensano, non senza ragioni, che i fruitori di musica jazz siano tutti strumentisti. Quando dico che suonavo (ahimè, verbo declinato al passato…) la batteria, partono con un sacco di domande tecniche a cui io non rispondo molto bene. Pazienza.
Il sabato ho vagabondato un po’ tra Cervia e Milano Marittima.
A tale proposito mi viene in soccorso un'anima in peNna che ha scritto un post molto bello su Milano Marittima e SUL Cervia. Anche a lei è capitato di incontrare il "popolo" della località e i calciatori del Cervia. Ecco qua. Grazie, anima in peNna.
Mi capita anche di leggere un articolo di Baricco su Repubblica il giorno dopo.
Un passaggio si adatta molto bene, seppur estrapolato dal contesto dell'articolo, a quanto ho visto durante il vagabondaggio:
"sono tutti vestiti con sobrietà, senza gli spigoli trendy dell'umanità di fuori, che invece rotola per le strade senza senso del ridicolo, portandosi addosso i sogni sognati dalla pubblicità."
Proprio così. Moltissimi giovani frequentatori, anche saltuari, di un posto così "modaiolo" come Mil.Marittima, sono proprio così.
Pensare che ci ho passato molto tempo, senza accorgermene. Dormivo oppure i tempi sono cambiati ??
Propendo per la seconda risposta, dopo avere rivisto il "Cotton Club", discoteca di Cervia, anche se solo dall'esterno.
Quando avevo sedici anni, la mia prima vacanza marittima con gli amici (e senza genitori) la passai proprio là. Il massimo era andare a ballare al "Cotton". Io avevo pure l'adesivo del locale sulla vespa. Allora era una discoteca come tante. Oggi campeggia un mega cartellone all'esterno, che pubblicizza il nuovo "venerdì piccante". Ogni venerdì sera, una pornostar si esibisce. E Nikki Anderson mostra le tette, anche dal cartellone, mentre già  maggio, genitori di tutte le età, armeggiano con figli, ombrelloni e creme solari.
Dopo avere rischiato di cadere dalla bici per lo spavento, in un attimo sono entrato nella macchina spazio-temporale e sono tornato sedicenne, in mezzo al parcheggio, a reggere l'amico E molto sbronzo. I tempi sono cambiati. Io sono invecchiato, credo, bene. Molte cose importanti in cui credevo allora, sono rimaste così in me. Intorno però qualcosa è cambiato in peggio. Molto peggio. Che peccato. Poi, ho ripreso a pedalare...


messo qui da: cidindon a 19:00 | link | commenti (4) |