un posto per scriverCI

appunti, senza filo conduttore

Eccomi

Utente: cidindon

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto Recenti

Archivio

oggi
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Ascoltando

Nada Surf
"Lucky"
Soulwax
"Remixes"
Bad Plus
"Prog"

Leggendo

Jonathan Carroll
"Ossi di luna"

Tv series (now)

Pushing Daisies

Disclaimer

Mp3 links posted on this site are for evaluation purposes only. Buy the CDs or support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, write me .

Grazie per la visita

visitato *loading* volte

 
venerdì, 25 febbraio 2005
No Vasco, no Vasco, io non ci casco...

Ieri sera mi hanno detto che Vasco partecipera' al festival di sanremo.
COSA ???
Non ci credo e non voglio neanche controllare se è vero. Facciamo che lo sia.
Vasco Rossi a sanremo. Il super ospite. Che brutta cosa.
Il mio rapporto con vasco inizio' alle superiori. Un amico mi fece ascoltare l'album (in vinile. Come erano belli gli album in vinile, grossi, ingombranti e importanti, con i testi che si leggevano mentre ora occorrono 12/10 di vista oppure una lente d'ingrandimento e le copertine che potevi appenderle al muro, anche se non l'ho mai fatto. Pero' l'ho pensato parecchie volte).
Dicevo ? Ah si'...l'album era "Bollicine". Quello con la coca cola...Nell'album c'era una canzone.
"Portatemi Dio".
Quella canzone mi piaceva assai. Mi faceva anche un po' ridere perche' immaginavo lui che la cantava. Comunque mi sembrava avesse un bel senso. Lo penso ancora. Da allora ho ascoltato tutti i dischi. Non sono mai stato un fan, pero' seguivo il suo mood.
L'unico cd che posseggo del blasco è "rewind". Perche' un amico mi aveva fatto una testa cosi' con il concerto piu'bello di tutti i tempi. Vasco a Imola appunto.
Bello "Rewind". Bello perche' si sente che lui era proprio cosi'. Passione sfasciata, ma sempre passione. Ed era tutta nella musica e nelle canzoni. Zero immagine, la sete è tutto. La sete di vino e di urlare a squarciagola. Uno vero insomma. Ecco, Vasco mi è sempre sembrato uno vero e poi mi ha sempre fatto ridere. Il suo modo di cantare, i suoi "..eeeeeehhhhh!!" il look un pò tamarro.
Dopodiche' il declino. Ci sta che un artista, passati un po' di anni, o raggiunto l'apice del successo, segni un pò il passo. Così il rocker piu'importante e piu' acclamato della penisola, l'unico che riuscì a riempire S.Siro (poi ci riusci' anche Ligabue) mi cade.
Un sacco di volte cade.
Cade sugli occhiali che diventano un marchio e quindi uno stile e credo che vasco, almeno il vasco di "Bollicine", non volesse ESSERE uno stile ma volesse che ognuno cercasse il suo stile personale.
Cade sul pezzo tamarro da discoteca ("Rewind" poi abilmente replicato con "Ti prendo e ti porto via"..altra caduta...).
Cade clamorosamente sui diritti di "Come stai" ceduti alla Vodafone. Qui Vasco canta "...ti distingui dal luogo comune..." diventando un luogo comune, mentre Megan Gale passeggia fra veli e nuvole. Incredibile.
Cade ancora riproponendosi ad Imola quasi ogni anno, ma qui si può perdonare perchè i fan ormai ESIGONO questo concerto.
Ed ora non cade ma stramazza accettando l'invito Rai per Sanremo. Sanremo. Dove la musica si piega al volere di tutti. Auditel, sponsor, presentatori, presenzialisti e fantasmi dei Sanremo passati.
Vasco andò a Sanremo nell'82. Ancora non cadeva, anzi era quello che "stonava", l'unico fuori dal coro. E cantava, sbronzo, "Vado al massino". Un grande. 
Peccato Vasco. Non ti guarderò a Sanremo, perchè mi rifiuto di guardarlo.
Vorrei prenderti e portarti via da questo marketing che ti ha inghiottito, ma forse non vuoi, forse hai già combattuto le tue battaglie. Spero tu le abbia vinte. Oppure "adesso voglio essere pagato" come cantavi in "Portatemi Dio".
Ci sta, certo. difficile stare su un palco e resistere agli incantatori di serpenti. Difficilissimo preservare la purezza. Impossibile forse.
Facciamo così. Ti becchi i miei personalissimi pomodori, ma ti ricorderò sempre sul palco a Bologna, cantando "Gli angeli" in memoria del tuo chitarrista (di cui, ahimè, non ricordo il nome) .
E mi farai sempre un pò ridere, anche se mi cadi, mi cadi , mi cadi.

(la canzone del titolo è di Jovanotti. Cito anche Jovanotti...anche io non sono esente da cadute.....)

Ah......
ho controllato....è vero !!!! Nooooooooo......con Tyson !!!!
Ma nooooooooooooo !!!!!!!!! Ma no ma no manoooooooo!!!!

 

messo qui da: cidindon a 17:11 | link | commenti |

mercoledì, 23 febbraio 2005
Come la odio. La neve.

 La neve è inutile. E noiosa. Cade e mi lascia in mezzo a uno stupido biancore.
Stupido perche' inutile e non stupito perchè non sono piu' un bambino. Ahimè.
Non serve più la neve per fare a pallate. Ora rompe solo le palle.
La odio la neve, perchè non siamo in montagna e non serve per sciare. Solo per pisciare per giorni dai tetti, mentre si scioglie.
E per creare ingorghi da metropoli ad ogni piccolo semaforo. In questi ingorghi eccellono i possessori dei Suv. Alla rovescio e in italiano: possessori di veicoli sportivi urbani. Pratically (in anglo/italiano): quelli coi gipponi.  
Sicuri dentro alle loro corazze alte e ingombranti, vanno comunque forte, alzando litri di acqua sporca e pezzi di ghiaccio che si abbattono su chi li segue. Pero' alcuni di loro fanno i trenta all'ora, con mezzo centimetro di nevischio per terra. Allora compra una punto che è uguale, anzichè dilapidare i soldini in macchine utili unicamente per farsi un bello spot !!
Per non parlare dei camion. Che comunque provano a starci in quello spazio. Anche se lo spazio si è riempito della neve accumulata dagli spalatori. Tanto la schiacciano la neve con il peso del camione. Invece si piantano, creando altri ingorghi. 
Allora stiamo tutti in ufficio, per evitare di buttarci nel trafficaos.
La neve la odio.
Dovrebbe esserci una legge climatica. Nevica solo oltre i 250 mt. Circa. Invece cade ovunque e cade e mi bagna. Bagnasse solo jeans, maglione, guanti, berretto, scarpe, pavimento.... Il problema è che mi bagna dentro. Mi resta addosso, mi deprime e mi piega come capita agli alberelli del vicino, che stanno inchinati per giorni sotto il suo peso, prostrati al suo bianco potere. Rimasse bianca almeno. Invece si sporca subito, e le cose sporche non mi sono mai piaciute molto.
La odio la neve.
Si'. Tantissimo. Anche perche' mi stanca. Mi stanca il bianco che alla fine della giornata ho male agli occhi, il bagnato ovunque, le banalita' che sento.
Mi stanca tanto che stasera dovevo uscire ma non usciro'. Anche perche' mi fa un pò paura. Una volta sono restato in macchina tre ore bloccato e tremavo dal freddo e dal panico che mi attanagliava. Un'altra abbiamo impiegato cinque ore per fare trenta chilometri. E ancora, ho anche avuto un incidente. Infatti, se posso, non guido con la neve. E' una paranoia, pero' mi ci sono affezionato alle mie paranoie. Almeno lo dico. Non mi fido di me che guido con la neve, non voglio fare l'eroe che va a lavorare a ogni costo e non so montare le catene. E quasi me ne vanto. 
Pero' bisogna trovare del buono nelle cose. Il buono della neve e' che alla sera, c'e' piu' silenzio come se il lenzuolo bianco caduto dal cielo coprisse i rumori del mondo. E questo puo' essere un bene, perchè di rumore ce n'e' fin troppo.
Ammazza come mi deprime  :(
...e smetti. Daiii, smetti...E SMETTI !!! Smetti di scendereeeeeeeeee !!!!!!!

Come la odio. La neve. Deve anche essere una delle poche cose che odio.  Ma questa è un'altra storia. E forse sarà un altro post.

messo qui da: cidindon a 16:53 | link | commenti |

martedì, 22 febbraio 2005
Ce ne andiamo a Forlì !!!

 

Ce ne andiamo a Forlì. Finalmente. Settimane di attesa, di cori al palazzo, di voglia di esserci. E naturalmente ci siamo. Con i ragazzi della Pallacanestro Reggiana, alle Final Eight di coppa italia. Loro sul parquet, per dimostrare di essere più di una matricola capitata per caso al consesso delle grandi, nel mini torneo a eliminazione diretta che assegnerà il secondo trofeo nazionale. Noi sulle tribune, a sostenerli.

Venerdì 18 febbraio. I biglietti sono stati prenotati per tempo e tutti noi ci siamo organizzati bene per questa trasferta storica. (per i due tre che leggono e non lo sanno è la prima volta che la squadra di reggio Emilia arriva a questo traguardo. Ed è ancora più bello, oggi, perché siamo al ritorno nella massima serie dopo quattro anni di duro purgatorio, e di sconfitte brucianti, in Lega 2.)

Siamo in sei su due macchine. Parliamo della partita. “…e se vinciamo?” “Torniamo a Forlì, ovvio. Ma non lo diciamo troppo che è meglio.” “Per la cabala” “Per la cabala. Anche se secondo me Milano non è che sia poi sto squadrone..” “All’andata ce l’hanno rubata..” “Sì, pero’ un po’ l’abbiamo buttata noi…”  “No. Ce l’hanno rubata. Sai com’è…Armani, Galliani…..” “E stasera manca anche Gigli.” “già, peccato. Sarà dura sotto le plancie…”.

Il viaggio è stato rapido e divertente. Condito da battute, chiacchiere e da un sacco di analisi pre partita, il tutto innaffiato da un fiume di speranza. 

Eccoci. Palazzo dello sport di Forli’. Il solito cubo di cemento, piantato appena dopo l’uscita dell’autostrada. Funzionale e bruttino. Dentro è bello. Spicca giustamente il colore crema del parquet. Entriamo appena in tempo per assistere all’harakiri della Fortitudo nei minuti finali contro Roma. Le tribune “reggiane” sono belle piene e i ragazzi del “Collettivo” sono carichi e hanno organizzato una bella coreografia. Palla a due.

Abbiamo urlato, cantato, inveito. E vinto. VINTO. Non sto a raccontare la partita, anche perché, come per quasi tutte le partite viste dal vivo, i ricordi cozzano contro le emozioni. E faccio fatica a mettere insieme la cronologia esatta nel punteggio e quant’altro. Tre cose pero’ le ricordo bene.

1) Dopo pochi secondi Milano perde palla, Marco Mordente vola verso canestro e, seppur in vantaggio sul difensore per una comoda entrata, si ferma sulla linea del tiro da tre. Canestro. Come dire “Noi ci siamo !” Ci siamo e cantiamo “Noi vogliamo questa vittoria !!”    2) Finale del terzo tempo. McPherson, l’uomo con le molle, ha la palla. Mancano pochi secondi allo scadere dei 24. Cosa fa? Penetra. No. Scarica. No. Esce dall’area palla in mano. Tiraaa…..tiraaa…. Trova la linea del tiro da tre. I led luminosi che indicano la fine dei 24 secondi di gioco per l’attacco, si illuminano lungo il canestro, mentre la palla gonfia la retina. Il nostro numero cinque alza le braccia unendo pollice e indice delle mani, lasciando un numero nelle altre dita alzate. Tre. Noi esplodiamo di carica.   3) Peter Guarasci. Nella serata in cui serve un lungo che segna e difenda, lui c’è. Con il suo fisico sgraziato, i gomiti piantati nel costato degli avversari, la sua carica agonistica.

Con le armi di Davide contro (il supposto) Golia. Milano non faceva così paura, forse, ma noi (in rosso. Siamo sempre belli in rosso!!) siamo stati grandi. Un grande è sicuramente Alessandro Dalla Salda, G.m. della squadra. Che corre sotto la curva  saltando ed esultando a pugni serrati. Che soddisfazione !!

Festeggiamo con pizza e birra. E R. dice la cosa più giusta dell’intero weekend. “Queste sono le soddisfazioni che ti rimangono.” Proprio così. Sorridiamo e domani, ovviamente, torniamo a Forlì.

Sabato 19 febbraio. Oggi partiamo in due. Gli altri seguiranno. Solita autostrada, solita sosta in autogrill. Solita analisi pre partita.

Siamo ancora qui. Oggi non si lavora quindi arriviamo in tempo per vederci tutta la prima semifinale. Se-mi.fi-na.le..siamo in semifinale…come suona bene… Vediamo lo squadrone di Treviso respingere i tentativi di Cantù di portare a casa la partita. E poi tornano in campo i nostri ragazzi. In bianco stasera. Ieri sera erano in rosso, acc…ma c’è poco tempo per le menate C’è solo il tempo di giocarla, questa storica partita. Contro Roma. Data la distanza fra Forlì e la capitale, il tifo è tutto biancorosso.  Anche se mi aspettavo più reggiani…

Palla a due. Noi siamo super. Giochiamo proprio bene. E voliamo via. Arriviamo al + 20. Un grandissimo Lacey (che ritaglierà e conserverà il commento al suo nove nelle pagelle della “Gazzetta dello sport”: vedi alla voce Shaquille !!). Un immenso Garris che gestisce le operazioni con sicurezza, maestria e un paio di entrate da capogiro. E tutti che non cedono un metro in difesa e davanti vedono il canestro con spietata lucidità. Ci spostiamo nella curva per stare insieme agli altri ragazzi. Chissenefrega della cabala. Va tutto bene, sarà una festa. Siamo tanto tranquilli che tifiamo anche poco. Come si fa presto ad abituarsi ai buoni risultati ! Però, improvvisamente ritroviamo la voce per incitare i ragazzi. Che, forse, si sorprendono anche loro di essere arrivati fin qua.  + 23 nella semifinale di Coppa Italia. Fatto sta che ci blocchiamo. Roma rimonta. C’è Tusek  che non sbaglia una tripla. Garris ha problemi di falli. Forse siamo stanchi. Fatto sta che gli ultimi possessi li giochiamo punto a punto. Aspettiamo una magia. E un colpo di fortuna magari. Che arrivano. Entrambi.

La magia la fa Mr.Sam Hines con una sospensione da tre punti faccia a canestro che fa traballare di gioia il nostro settore. +2. La fortuna, meritata,  arriva pochi secondi dopo quando Roma perde palla nel loro ultimo possesso. Se avessero tirato, la parabola del tiro sarebbe stata accompagnata da un leggero arresto cardiaco. Sarebbe stata la beffa. Invece, vinciamo. FINALE. Siamo in finale. Che bello, che bello , che bello !! Qualche tifoso raggiunge il parquet.

Sam Hines si avvicina alla curva per ricevere la gloria riservata all’uomo decisivo.  All’improvviso compare al suo fianco, il mio uomo P.  Che abbraccia Sam mentre alza il dito indice al cielo. Numeri uno. Io urlo come un pazzo e guardo P.  Ecco. Dovessi fermare un fotogramma per sempre sarebbe questo. P. che abbraccia Hines sul parquet di Frolì. Dopo la vittoria che ci porta in finale. Grande Sam. Grandissimo P. !!!!!

Torniamo a casa. L’adrenalina in corpo ci fa volare pure in autostrada. Festeggiamo nel nostro locale preferito. Stanchi vè, ma contenti come bambini a cui hanno fatto un regalo inaspettato.  E domani, ovviamente, torniamo a Forlì.

Domenica 20 febbraio. Mi sveglio. Fuori c’è la neve. Prevista ma invadente. Proprio oggi. Machissenfrega ! Oggi c’è la finale della Coppa Italia. C’è la Bipop Carire Reggio Emilia. E ci saremo anche noi. Partiamo nel pomeriggio. In cinque stretti su una macchina. Altri due arriveranno poi. Tutti in curva oggi. Non ci piove. Si canta fino alla fine. Di neve non ne incontriamo molta e arriviamo comodi. Il palazzo è già pieno. CI sistemiamo come meglio possiamo. Tutti in piedi. E oggi dovremmo veramente stare tutti in piedi. I piedi sono anche il problema di Gigli, che salutiamo dalla tribuna. Peccato. Lui avrebbe meritato di giocarla questa finale. Sarà per la prossima, per lui magari con una  maglietta Nba..

Sembra di giocare nel nostro fatiscente Bigi, quando si srotola il bandierone biancorosso sopra alle nostre teste.  Dall’altra parte i tifosi di Treviso, più abituati a queste partite fanno anche loro una bella coreografia. Si parte. E in un cinque minuti svanisce il sogno. Non bisognerebbe mai esagerare con i sogni. Pero’ io l’avevo fatto e sfido chiunque fosse al palazzo con me a dire di non averlo pensato. Garris ch ealza l acoppa. Quell’immagine era il sogno. Lo scoglio però oggi era la Benetton Tv. Una delle tre-quattro square più forti d’europa. Che inizia a giocare da squadra più forte d’europa. La loro circolazione di palla è poesia cestistica applicata alla geometria. Bulleri si è svegliato decidendo di vincere il premio come Mvp.

Noi… Bè, noi ce la mettiamo tutta. In tribuna urliamo e cantiamo (non tutti però, troppa gente forse era lì perché “doveva” esserci…ma questo è un brutto discorso…) sul parquet i ragazzi buttano le risorse rimaste.  Però oggi pagano le tre partite in tre giorni (e Sam Hines non è più un ragazzino) la pressione della difesa trevigiana (e Garris, per una volta, non trova il bandolo della matassa) le assenze (Gigli perché sei in tribuna ?? Perché ??)

Treviso scappa e non li riprendiamo più. Arrivano fino +22. Però i ragazzi ci provano lo stesso. Con quello che hanno , con quello che sempre mettono in campo, orgoglio, cuore e le gambe che restano dopo le due battaglie precedenti. McPherson la mette spesso e arriviamo a meno nove. Un brivido percorre la curva. Dai, dai, dai che torniamo sotto. Dai che viviamo gli ultimi minuti col cuore in gola, degna conclusione della tre giorni. Invece Bulleri arriva giù e…bum, chiude i conti. Tiro dal perimetro e poi penetrazione con tap in. La Coppa va  aTreviso. Giusto così. Ha vinto la più forte. Ma quando Garris alza il trofeo per i secondi classificati, un brivido di orgoglio ci invade. Applaudiamo e applaudiamo a lungo. Cantiamo ringraziamenti alla squadra e al suo architetto Frates. E siamo contenti perché il nostro sogno poi non era così lontano. Perché è stato bello esserci e crederci.

Torniamo a casa. Peccato perché non c’è stata partita, in fondo. Però ne è proprio valsa la pena. E quando arrivo a casa, trovo la neve. L’ultimo tratto me lo faccio a piedi. E’ tutto invaso dal bianco della neve. Forse ho visto troppo basket in questo weekend, però in mezzo al bianco io vedo anche del rosso. Bianco e rosso. BIANCOROSSI OLE' !!!!

messo qui da: cidindon a 11:45 | link | commenti |

giovedì, 17 febbraio 2005
Il primo post. Che emosioun !!!!

 visto al cinema: SIDEWAYS.

due macchine a un incrocio. una va a destra. l'altra a sinistra.

a volte è difficile scegliere la strada giusta, soprattutto se ti sei già perso. perchè se ti sei perso hai paura di sbagliare nuovamente strada. se poi prima di guidare hai anche bevuto dell'ottimo vino prodotto nelle sterminate vigne che fanno da sottofondo alcoolico al film, potresti rischiare il disastro.

il regista, Alexander Payne, che aveva gia'diretto il bellissimo "Election" e pure "A proposito di schmidt" con Jaaaack Nicholson, ci porta a spasso con Miles& Jack (non QUEL Jack...), amici di vecchia data diversissimi fra loro, che decidono di festeggiare l'ultimo settimana da celibe del secondo, vagando fra le cantine e le colline della Napa Valley californiana, dove producono il miglior vino americano.

qui, fra un'assaggio di cabernet e una degustazione di pinot nero, si troveranno a fare i conti con le loro vite. che sembra banale, invece non lo è affatto, pur essendo una commedia con parecchi momenti di puro divertimento.

(scene da ricordare: lui/lei in veranda, lui nel fast food, loro in macchina inseguiti...)

secondo alcuni critici americani, questo è il miglior film dell'anno. e' anche nominato per l'oscar come miglior film & sceneggiatura originale, credo, e dovrebbe proprio vincerlo quello per la sceneggiatura !! peccato non abbiano nominato Mr.Paul Giamatti, splendido attore che dà corpo, occhi stanchi e fine palato vinicolo al protagonista del film. peccato anche che i soliti produttori italici abbiano sottotitolato il film "In viaggio con Jack". Credono sempre che il pubblico abbia bisogno di un aiutino. infatti gli incassi nelle sale continuano a calare.

comunque mi è proprio piaciuto. e, come per "The Doors", se qualcuno in platea bevesse ogni volta che bevono sullo schermo, non arriverebbe sano alla fine del primo tempo !! adesso scrivo a Mr.Payne e gli propongo di girare il seguito. "Sideways 2 - Under the Tuscany Sun". Per continuare a ubriacarci, sperando di non perderci troppo agli incroci. e bevendo il vino italiano che, dicono, è meglio di quello prodotto in california. sarà un successone !!!

Ps.: da sconsigliare a: chi non sbaglia mai strada, chi non beve mai vino. quindi un film per tutti.  :)

messo qui da: cidindon a 18:45 | link | commenti (1) |